Ormai lo abbiamo detto in tutte le salse, e lo sappiamo tutti (anche quelli che ora fanno finta di non sapere) che il settore bancario sammarinese , sia pure per diversi motivi (vedi scudo fiscale e voluntary disclosure tanto per dirne un paio) era sprofondato in uno stato di crisi irreversibile. E che quindi, non solo non era più in grado di sostenere l’economia del Paese, ma non era più in grado nemmeno di sostenere se stesso, per cui era divenuto un pesantissimo costo a carico di tutta la comunità. Era quindi impossibile fondare una nuova e virtuosa economia su un settore che ormai imbarcava acqua da tutte le parti.

Questo è il motivo per cui questo governo ha deciso di ripartire proprio dalla ristrutturazione del settore bancario con quello che io considero il naturale apporto tecnico della BCSM e del suo organo di Vigilanza.

Ma allora perché, nel momento in cui si mettono in campo determinate scelte strategiche per il raggiungimento dell’obbiettivo suddetto, si scatenano così tante polemiche provenienti da più parti? Probabilmente perché non è nemmeno del tutto giusto dire, quanto ho affermato prima, e cioè che il settore bancario e finanziario non funzionava più. Forse perché è più giusto dire che tale settore funzionava, ma in una determinata maniera. In una maniera tale che i flussi di denaro andavano, evidentemente, in una sola direzione. Ossia uscivano dalle tasche di tutta la comunità per finire in quelle di pochi privilegiati. Del resto, ci siamo dimenticati delle centinaia di milioni che lo Stato ha pagato negli anni per rifinanziare il settore bancario? Soldi che lo Stato non ha più rivisto!

Si è detto che la Segreteria alle Finanze si è consegnata nelle mani di BCSM e non detta alcuna linea politica. Io non direi proprio così. Io direi piuttosto che questa Segreteria ha restituito a BCSM le proprie funzioni e che, già questa, è una linea politica. Oggi qualcuno si stupisce vedendo che BCSM fa il suo lavoro; in molti, per questo motivo hanno addirittura montato delle proteste. E questo spiega, secondo me, anche la girandola di nomi che c’è stata nel corso degli anni ai vertici di BCSM, molto ben ricordata dal Segretario Marco Podeschi nel suo intervento odierno.

Dunque, quali risultati hanno portato le indagini portate avanti dalla Vigilanza di BCSM? I cosiddetti Aqr. Hanno evidenziato importanti criticità un po’ in tutti gli istituti bancari della Repubblica, ma in particolar modo in Cassa di Risparmio e in Asset.

Vediamo Asset Banca:

Perdite patrimoniali di eccezionale gravità. Saldo negativo per oltre 35 milioni di euro

Disfunzioni organizzative nonché irregolarità gestionali sistemiche.

Comunicazioni sociali non veritiere.

Sovrastima di immobilizzazioni materiali e immateriali.

Perdita di bilancio complessiva di 79,8 milioni. Occultata.

Prestiti erogati per coprire altri prestiti. Milioni e milioni prestati senza alcuna garanzia. Persino agli stessi soci e/o azionisti.

Possiamo dunque dire, alla luce di questi fatti, resi pubblici dal Segretario Simone Celli questa mattina, che le ragioni del commissariamento prima e della liquidazione coatta poi c’erano tutte?

Possiamo dire che, nonostante tutto ciò, il Re Nero la maschera non l’avrebbe comunque mai gettata? E noto con un certo sconcerto che l’opposizione tutta unita, non se la prende con il Re Nero, bensì preferisce attaccare la Vigilanza di BCSM.

O addirittura, in alcuni casi, preferisce alzare attacchi personali al Segretario di Stato o ad alcuni miei colleghi Consiglieri di Maggioranza.

A tal proposito, e concludo il mio breve intervento, vorrei esprimere una mia personale opinione. Io non sono un politico di lungo corso, e, probabilmente non sono nemmeno un politico. Mi considero una persona normale come ce ne sono tante, che ha la fortuna e l’onore di poter rappresentare i propri concittadini in questa Aula. E lo faccio come so e come posso, dando il mio contributo piccolo o grande che sia, ma sempre al servizio del Paese.

Ma mi permetto di fare una certa considerazione; io credo, anzi, sono convinto che la politica è confronto. E un confronto può essere costruttivo solamente se poggia su basi solide di rispetto reciproco. Perché possono essere diverse le idee, quindi ci possono e ci devono essere scambi di vedute e opinioni, ma senza mai alzare troppo la voce, e soprattutto senza mai offendere. Concetto questo che, per l’occasione ho traslato in politica ma che, per me, vale in egual maniera nella vita di tutti i giorni.

Altrimenti si potrebbe avere l’impressione che qualcuno usa questa sua posizione in CGG esclusivamente per dar sfogo al proprio ego, solo per esaltarsi agli occhi e alle orecchie dei propri fans, ma svolgendo, così, una funzione assolutamente sterile che non porta a niente di concreto e costruttivo.

E questo non è solo per un fatto di educazione, è proprio perché se ci si pone nella maniera sbagliata, se si alzano i muri poi diventa impossibile confrontarsi, arrivare a una sintesi per poi magari raggiungere un obbiettivo che potrebbe, anzi dovrebbe, essere comune.

E allora vi chiedo a tutti. Ma in questa aula, lo abbiamo o no un obbiettivo comune? Noi della Maggioranza lo abbiamo. Ed è salvare questo nostro Paese. E voi, carissimi colleghi Consiglieri dell’opposizione, volete far parte di questo progetto, volete aiutarci, o preferite fare altro?