Intervengo brevemente per esprimere qualche veloce considerazione in merito a questa istanza. Le mie considerazioni le svilupperò su un duplice binario. Da una parte quello del potenziale controllore, dall’altra del potenziale controllato. Controllore perché ho 2 figli di quasi 2 anni che frequentano un asilo nido pubblico, controllato perché da 10 anni lavoro nel comparto socio sanitario dell’iss come collaboratore educativo.

Cercherò di non essere prolisso, cercando di valutare questa istanza d’arengo da 2 punti di vista.

Il primo. Dietro ogni relazione, serve un presupposto per far si che possa funzionare. Ovvero la fiducia. Ma ne serve pure un altro. Il riconoscimento della professionalità.

Perché dietro il lavoro di un operatore sanitario, socio sanitario, scolastico, ecc… ci sono anni e anni di formazione, ci sono sacrifici, ci sono esami. Poi ci sono mesi di tirocini che da una parte rallentano il percorso universitario, ma dall’altro ti formano sul campo.

Ci sono corsi di aggiornamento. Poi ci sono colleghi con cui confrontarsi, ci sono i responsabili, i dirigenti.

San Marino ha un elevato standard qualitativo degli operatori, smettiamo di gettarci fango addosso. La qualità è elevata. Come è elevata la professionalità messa a disposizione del più bisognoso.

Quando lascio i miei figli alle dade dell’asilo nido la mattina, so che lascio i miei figli ad un personale professionista e certamente attento alla cura e alla crescita dei bambini. La mia relazione con gli operatori si basa sulla fiducia e non sul sospetto. Che poi sospetto per cosa? Per capire lo standard qualitativo degli operatori, non mi serve una telecamera, il miglioramento nella crescita, nella relazione, nella comunicazione è palesemente tangibile nel vissuto quotidiano con i miei figli.

Il secondo. Nella mia seppur breve carriera lavorativa, ho avuto modo di lavorare in ogni settore del comparto socio sanitario: servizio minori, tutela minori, casa di riposo, colore del grano, salute mentale.

Ogni settore mi è servito per crescere professionalmente, ma mi è servito anche per conoscere nuovi operatori, nuove professionalità e nuove esperienze.

In questi 10 anni ho visto sempre e solo amore e dedizione per il lavoro nel sociale. Ho visto empatia, ascolto e dialogo.

Sottoporre un operatore agli occhi del grande fratello, non solo è un umiliazione a quella professionalità sicuramente presente nel nostro settore, che lo voglio ricordare, nonostante le difficoltà quotidiane nella gestione delle emergenze non è mai venuta a meno.

Ma è anche quella mancanza di fiducia che un paese piccolo come il nostro ha bisogno di ritrovare.

Quel senso di comunità e di famiglia andato ormai perduto. Una telecamera significa mancanza di genuinità e di spontaneità nelle relazioni con gli utenti e questo è un rischio che non voglio correre, anche perché chi ha commesso errori in passato è stato subito denunciato da colleghi e dirigenti ed immediatamente allontanato.

Non mi interessa l’aspetto economico che comporterebbe una scelta del genere, mi interessa quello che manca a monte. Ed è questo quello che mi rattrista.

Senza dilungarmi oltre, da potenziale controllore dichiarerei senza dubbio il mio voto contrario alla presente istanza d’arengo.

 Da potenziale controllato, dichiaro la mia astensione alla votazione. Pertanto non parteciperò alla votazione.