Credo sia importante fare una ricostruzione di quanto, fino ad oggi, sia stato fatto nel settore bancario e finanziario; perché al netto di alcune complicazioni che durante il percorso intrapreso si sono realisticamente verificate e di determinate situazioni rilevate ed evidenziate da alcuni membri di opposizione, bisogna dire che, comunque, dei passaggi importanti sono stati fatti e, determinati obiettivi, sono stati fissati.

Oggi, siamo qui per questo, quindi partiamo dalla sostituzione del Dott. Lorenzo Savorelli dalla carica di Direttore Generale di BCSM, avvenuta in maniera tempestiva, in data 14 settembre per l’esattezza, con la nomina del Dott. Raffaele Capuano. Persona che anche alcuni esponenti dell’opposizione hanno potuto conoscere personalmente durante un apposito incontro avvenuto il 20 settembre. Incontro, durante il quale, tutti hanno potuto rilevare e apprezzarne le doti professionali e le caratteristiche che il governo aveva individuato dovesse avere il nuovo Direttore generale di BCSM. Quindi una provata esperienza nella gestione di strutture paragonabili a una Banca Centrale e una capacità di relazione con le autorità politiche e istituzionali italiane quali, in particolar modo, il Ministero dell’economia e della Finanza e Banca d’Italia.

Dunque inizia ora una nuova fase di lavori per arrivare alla stabilizzazione del sistema bancario e finanziario. Intanto si è conclusa la prima fase che riguardava il processo di AQR, quindi lo studio degli attivi iscritti nel bilanci degli istituti di credito. Ora partirà una seconda fase, ossia, il confronto tra BCSM e i soggetti vigilati per individuare e mettere in campo i rimedi più adeguati nei tempi concordati. Infine una terza fase, che sarà, appunto, l’attuazione delle ricapitalizzazioni e dei piani industriali che dovranno portare i nostri istituti di credito ad avere patrimoni più solidi e una maggiore competitività in termini di progetto industriale. Al termine di tutto questo processo, tutti gli istituti bancari interessati  saranno in grado di tornare a generare reddito e, quindi utili, nel medio-breve periodo.

Passiamo ora a Cassa di Risparmio, nello specifico. Il 2 ottobre ci sarà l’approvazione del progetto di bilancio 2016 con conseguente ricapitalizzazione a carico dello Stato di 54 milioni di euro, a seguito della quale ci potrà essere la messa in atto del piano industriale individuato; quindi una good bank che potrà lavorare senza la zavorra delle importanti perdite accumulate nel corso degli anni precedenti e una bad bank pubblica che gestirà i crediti deteriorati nell’interesse, sempre, della collettività sammarinese. E in questo modo, come più  volte abbiamo detto, la Cassa di Risparmio potrà essere banca di sistema e quindi uno dei principali motori di sviluppo dell’economia sammarinese.

Altro obiettivo, a questo punto imprescindibile, è l’attivazione di una Centrale Rischi per la quale il nuovo Direttore Generale si metterà subito al lavoro.

Certamente in questa fase di riorganizzazione di tutto il sistema bancario e finanziario ci si è resi conto di quanto anche la nostra BCSM abbia bisogno assolutamente di una complessiva riorganizzazione. A partire proprio da una revisione dello Statuto tenendo conto delle indicazione del Fondo Monetario Internazionale e con l’obiettivo di arrivare a una ridistribuzione più equilibrata delle funzioni ai vari organi gestori. E sempre al riguardo di BCSM sarà compito del nuovo Direttore Generale la ricostruzione della nuova Vigilanza.

Volendo riassumere il tutto con altre parole, i prossimi passi da fare sono:

  • rafforzamento patrimoniale sulla base di programmi seri di ricapitalizzazione, sia pubblica, in particolare per Cassa di Risparmio, che privata, per le altre banche;

  • verifica dei processi decisionali nell’erogazione del credito e, più in generale, nella gestione delle risorse (collocazioni sui mercati dei titoli, investimenti in beni mobili e immobili, ecc.);

  • riforma dei processi decisionali e, quando necessario, delle governance, quindi direzioni e funzionari;

  • intervento dello Stato per le ricapitalizzazioni, ove necessario, ma sempre e comunque come ultima scelta;

  • avere una vigilanza autonoma, che dialoghi col Paese, ma che decida solo ed esclusivamente su basi di certezza, serietà e fattibilità dei progetti.

Nello svolgimento del proprio ruolo il nuovo Direttore Generale Raffaele Capuano avrà un compito fondamentale, mantenendo sempre piena e totale indipendenza.