Grazie Eccellenze,

in questi giorni, da quando il Segretario Celli ha annunciato le sue dimissioni, in molti hanno iniziato a paventare “le prime crepe nella maggioranza”, “governo in crisi” e quelli che fino al giorno prima pretendeva la testa del Segretario Simone Celli, improvvisamente scopre che Celli non è l’unico Segretario di Stato e quindi dà il via alla chermesse di “governo a casa”, “si devono dimettere tutti”, “si devono dimettere i Segretari del CCR”.

Benissimo, prendiamo atto che avete obiettivi variabili, a seconda se una cosa/ un fatto vi faccia gioco oppure no. Ci sta.

Ma arrivo al comma, ovvero le dimissioni del Segretario di Stato per le Finanze ed il Bilancio, Poste, Trasporti e Programmazione Economica, Simone Celli.

Mentre pensavo e scrivevo questo intervento ho fatto mente locale al percorso che abbiamo fatto fino adesso, come Coalizione.

Penso a come abbiamo approfondito il programma di governo e i temi che avevamo già individuato come emergenziali. Penso a quando abbiamo scelto la squadra di Governo e – ci si può credere o meno – tutta la maggioranza e quelli che erano stati scelti come futuri Segretari di Stato eravamo tutti ben consci della situazione del Paese, delle scelte innegabilmente non popolari che avremmo dovuto prendere.

Poi siamo arrivati al Governo, i Segretari di Stato hanno iniziato a lavorare. La situazione che è emersa era molto peggiore di quella che era già evidente fuori dalle Segreterie.

Dirò un’ovvietà, ma sicuramente Simone si è trovato nella situazione più emergenziale da un lato garantire i numeri del bilancio dello Stato, con l’obiettivo del pareggio e dall’altro una situazione bancaria-finanziaria estremamente fragile.

Di qui, la famosa “operazione verità” che non era né più né meno della situazione a quel momento, il processo di nazionalizzazione di Cassa di Risparmio e la gestione di dossier scottanti.

Il percorso era ed è minato, ma l’obiettivo era quello di togliere potere alle sacche di privilegiati, diciamo così, oppure è meglio alle enclave di poteri particolari, spesso politici, nei CdA delle Banche, in primis Cassa.

In questo percorso abbiamo sicuramente fatto errori – credo che siamo stati l’unico Governo e l’unica maggioranza che hanno ammesso i propri errori quando sono stati fatti – ma è innegabile che il Governo e la maggioranza, grazie al lavoro di Simone Celli, ha iniziato ad attaccare quella montagna fatta di bilanci non veritieri, di CdA gestiti da rinviati a giudizio, di emorragie di denaro.

Eravamo ben consci che in questo periodo ci saremmo fatti molti nemici, Simone stesso – l’ex Segretario Celli – ne era ben conscio.

Lui lo sa, gliel’ho detto in diverse occasioni, sono ancora convinta che solo lui poteva riuscire ad iniziare ad attaccare quella montagna che prima è stata il tesoretto di incassi dubbi e poi solo la roccaforte di potenti locali che non potevano rinunciare all’idea di un ritorno allo scintillante passato e di aiutare solo gli amici degli amici.

Piccola parentesi, a chi si diletta a disegnare schemi oscuri sulla nascita di SSD e della coalizione adesso.sm dico solo una cosa: SSD -Sinistra Socialista Democratica – è il progetto di aggregazione della sinistra sammarinese a cui abbiamo lavorato per oltre un anno. La differenza è che noi in questo progetto ci crediamo e l’abbiamo concretizzato/realizzato, altri invece lo hanno abbandonato per non così chiari motivi.

Per adesso.sm cosa dire? Mi limito a dire che uno dei nostri punti cardine era la nazionalizzazione di Cassa e procedere con le azioni di responsabilità. I disegnini li lascio ad altri, noi dobbiamo lavorare.

Politicamente siamo ben consci che c’è stata una fase in cui – passatemi il termine- servisse una “testa di ariete” e sappiamo – Simone in primis lo sapeva e l’ha scritto nella sua lettera– che poi sarebbe seguita una fase di ricostruzione, di un nuovo dialogo e anche di un interlocutore nuovo.

Quelle che stiamo discutendo non sono un fallimento di questo Governo e di questa maggioranza, non sono uno scricchiolio, ma la determinazione nel percorso di riforma profonda del Paese: perché la barra rimane dritta, il programma prosegue e ciò che è stato fatto non viene in alcun modo rinnegato.

La coalizione adesso.sm ha sempre messo al centro il programma e il progetto: perché a molti sicuramente dà fastidio, ma il nostro non è solo un programma, non è solo un accordo tra partiti, ma è un progetto politico, ha una coesione e l’ex Segretario Celli, Simone, crede profondamente in questo progetto e ha ritenuto opportuno, ha ritenuto che fosse arrivato il momento della seconda fase, quella di consolidare e costruire. Ha deciso di fare un passo indietro per favorire un clima costruttivo e maggiormente dialogante.

Sono certa che chi sostituirà Simone riuscirà in questo lavoro al meglio, è riconosciuta da tutti come una persona del dialogo e sono certa che riuscirà a gestire questa nuova fase. Eva, noi ci siamo. A Simone mi limito a dire: ti aspettiamo qua, tra questi scranni, pronti a continuare la ricostruzione del Paese e consolidare sempre più il progetto di adesso.sm.

C’è ancora tanto da fare, dobbiamo consolidare l’economia di questo Paese, dobbiamo farlo crescere, dobbiamo dare fiducia e – soprattutto – prospettiva.

 

Vanessa D’Ambrosio

 

[l’intervento è stato fatto in parte “a braccio”, quindi alcune parti potrebbero non essere presenti]