Per capire come costruire la ripresa a nostro avviso dobbiamo partire dai dati, dalla condivisione di informazioni e dalla ricerca di concertazione sia interna al sistema Paese che esterna.

In questo momento nessun Governo, di nessun Paese al mondo, può farcela da solo perché serve una forza economica, fiscale e politica rilevante per mettere in campo misure massicce, noi crediamo immediate, per il sistema.

Per questo dobbiamo organizzare i pensieri, i dati, e trovare insieme le misure più adeguate; da tempo proponiamo una cabina di regia, una unità di crisi con forze sociali, economiche, bancarie e politiche per fare questo lavoro di squadra necessario non più rinviabile.

Proprio a livello economico si giocherà il futuro di tutti: sia per le conseguenze che ha portato e porterà il Covig-19 ma anche rispetto alle opportunità da cogliere.

Pensiamo per esempio all’implementazione in tutte le attività dell’uso della tecnologia, dello smart-working (lavoro da casa), del delivery (consegna a domicilio) per i ristoranti, o della riconversione verso nuovi core-business (nucleo principale del lavoro) per le attività economica. Possiamo vedere anche del positivo, sebbene sia difficile dirlo in questo momento ma, è compito della politica cogliere le opportunità, indicare la direzione e scrivere le prospettive.

Anche qui è opportuno, per far un’analisi approfondita, partire dai dati e dagli studi che sono stati svolti in relazione all’impatto economico del Coronavirus.

Il PIL di San Marino è di circa 1 miliardo e 400 milioni.

Quello sammarinese è un sistema economico eterogeneo con circa 5.000 operatori economici, di cui oltre 2.600 sono società. Il manifatturiero rappresenta il settore trainante sia in termini occupazionali (39,4%) che in termini di contributo al PIL (34,77% circa).

Infatti delle 5000 imprese 4800 hanno meno di 20 dipendenti, 4600 meno di 10 e il settore preponderante oltre ad essere il settore produttivo (516 imprese manifatturiere di cui 450 ha meno di 20 dipendenti), abbiamo il comparto della ristorazione e turistico (199 società), il settore edile e delle costruzioni (390 attività di cui 360 sotto i 10 dipendenti) e 110 nel settore dei trasporti.

Questo è un primo dato che va analizzato rispetto all’epidemia Covid-19. Infatti, tutti gli studi di economisti, evidenziano come le piccole medie-imprese siano le più in difficoltà sia oggi che in prospettiva. Questo è ben comprensibile: non hanno spesso propri mezzi, pagano i propri fornitori/dipendenti con gli introiti delle proprie vendite ai loro clienti.

Il crollo dei consumi che ovviamente c’è e ci sarà anche da noi, specialmente nei settori sopramenzionati, e la difficoltà nei riadattare tali attività (le aziende che abbiamo menzionato sopra sono attività produttive, piccole fabbriche, ristoranti, cantieri, lavori che non possono essere svolti da casa, online o con altre modalità) porterà ad una crisi di liquidità, ad un vero e proprio shock soprattutto le PMI e, nel nostro caso, tutta la nostra economia che regge su questa tipologia. Consideriamo che delle circa 5000 imprese in territorio, 120 hanno più di 20 dipendenti, le altre sono tutte sotto questo range di personale.

Crediamo, che in questo momento, si debbano mettere in campo misure immediate, massicce, vista la contrazione di domanda. Misure che devono essere dello stesso ordine di grandezza delle perdite che avremo sulla nostra economia, sul nostro PIL. Privilegiando politiche di aiuti diretti a famiglie ed imprese utilizzando la SMAC (29.000 sono intestate a soggetti che provengono da San Marino) che ci consente di tentare una valorizzazione dei consumi interni (spesa media annuale di una famiglia è intorno ai 29.000 euro in territorio).

Le osservazioni e gli spunti che stiamo dando abbracciano una linea che è diversa, e deve essere necessariamente differente, rispetto alla crisi economica: l’austerity non può più essere la direttiva su cui basare le politiche economiche dei prossimi anni ma serve lavorare per fornire liquidità agli operatori economici, per incentivare la ripartenza.

Imprescindibile sarà la istituzione di un’UNITA’ DI CRISI PERMANENTE con tutte le categorie del Paese, per ricercare liquidità interamente ed esternamente da iniettare, con concertazione e trasparenza, nel mondo privato e delle famiglie, nonché per individuare una serie di provvedimenti concreti da mettere in atto per la ripartenza e il rilancio della nostra Repubblica, già in difficoltà in ambito economico per vari aspetti.

PROVVEDIMENTI PER LA RIPARTENZA IN AMBITO ECONOMICO

E’ indispensabile partire dall’analisi della situazione contingente di liquidità : quali sono le ultime proiezioni di liquidità e quali sono le previsioni di flussi che si ipotizza servano per permettere la ripartenza delle aziende senza chiusura e senza licenziamenti che innescherebbero un periodo di crisi difficile dalla quale risollevarsi. Partendo da qui occorre percorrere più strade, cercando attraverso più canali di giungere a forme di finanziamento consone alle difficoltà del momento. In particolare suggeriamo alcune iniziative da mettere in essere:

  • Sollecitazione fortissima al Consiglio d’Europa, del quale San Marino fa parte. Stiamo percorrendo un percorso di associazione ormai da diversi anni, utilizziamo l’euro dalla sua nascita e rispettiamo tutte le direttive della convenzione monetaria. L’UE ha deciso di finanziare gli stati euro per la crisi dovuta al coronavirus, noi non battiamo moneta da soli, dobbiamo chiedere che, oltre all’Italia, l’UE batta moneta anche per San Marino e con le stesse condizioni.
  • Richiesta di assistenza al Fondo Monetario Internazionale vista la situazione di emergenza che si sta attraversando e le funzioni dello Stesso finalizzate alla stabilità economica, finanziaria e monetaria degli Stati aderenti; occorre ricordare al Fondo che la situazione di emergenza – Ursula Von Der Leyen in primis – ha fatto sospendere la politica del patto di stabilità e crescita;
  • Interpellare Istituti di Credito italiani concordando garanzie;
  • San Marino è in organismi internazionali dove vota e deve far sentire la sua voce (ONU, OSCE, Interparlamentare, PAM, Unesco…) chiedere aiuto e collaborazione attivando tutti i canali diplomatici con la logica politica che uno Stato Sovrano deve avere.
  • Valutare l’emissione di titoli di stato riservati al risparmio nazionale, denominati “Buoni di solidarietà e rilancio” per reperire liquidità immediata, proteggere il risparmio nazionale, limitare il prestito estero. Potrebbero essere emessi da Banca centrale con emissioni mensili fino a un totale da individuare. Riservati esplicitamente a soggetti privati residenti, con scadenze a 6 e 12 mesi. Collocati tramite sportelli bancari e postali con semplice sottoscrizione da parte del cliente. Esclusi da qualsiasi patrimoniale.

PROPOSTE DA SONDARE PER IMMETTERE IMMEDIATAMENTE LIQUIDITA’ NEL SISTEMA

  • In questo momento, in attesa di ricercare nuova liquidità per il nostro Paese in forme ben strutturate e in maniera concertata e trasparente, potrebbe essere immobilizzata immediatamente parte dei titoli che Banca Centrale detiene nel suo portafoglio investimenti, nei limiti della sua disponibilità, salvaguardando le sue funzioni tipiche; parte di queste risorse vanno immediatamente destinate ai nostri operatori economici e alle famiglie in difficoltà che non hanno aiuti e supporto. E’ opportuno che il Governo sondi subito questa possibilità.
  • Verificare la possibilità, da parte delle nostre aziende di credito, o pull di banche, di concedere prestiti alle imprese dietro garanzia dello Stato (o di BCSM); questa opzione è da perseguire solo dietro rigorosa analisi da parte di BCSM della situazione patrimoniale e di liquidità delle aziende di credito, che deve sempre rispondere a parametri di solvibilità e sicurezza verso i propri risparmiatori.
  • Dare concretezza e speditezza alle azioni di responsabilità degli amministratori delle banche, in particolare alla luce della legge 102/2019, che ha introdotto strumenti più efficaci per reperire risorse per lo Stato in caso di malagestio.

ALCUNE PROPOSTE CONCRETE PER LA RIPARTENZA IN AMBITO ECONOMICO

  • Posticipare la minimum tax al 2021 sospendendola per l’anno 2020.
  • Posticipare l’imposta straordinaria sugli immobili.
  • Ridurre il tasso di interesse e le sanzioni su contributi e imposte non pagate agevolando la rateizzazione a costo 0 o a tasso ridottissimo (1,50%) tali dilazioni. Questo permetterà alle aziende di non colare a picco. Saldo e stralcio degli interessi passivi e sanzioni maturate sui debiti per tasse e contributi in essere prima del primo decreto covid per coloro che resteranno aperti. (garanzia della continuità aziendale presentato a Banca Centrale)
  • Ampliare i termini di scadenza adempimento assunzioni per i benefici di cui art. 73 e similari, in particolare la proroga dei contratti a tempo determinato oltre i 18 mesi evitando il crollo delle assunzioni ed incentivi contributivi (contributi zero) per chi non licenzia.
  • Prevedere una riduzione dei canoni di affitto (simile equocanone) attraverso una % negativa basata sulla percentuale di contrazione del pil del paese al fine di equiparare la spesa alla perdita di fatturato delle aziende (esempio pil –15% = canoni di affitto svalutati di –15%) idem affitti delle famiglie.
  • Inserire nell’agenda dei rapporti con Banca Centrale l’accesso al microcredito al consumo tramite finanziarie italiane che possono lavorare in sinergia con le banche sammarinesi.
  • Moratoria dei mutui e dei debiti senza restrizioni di categoria, anche per chi non è in regola, ma ok a requisiti per dimostrare reale minor reddito sia per imprese che cittadinanza
  • Moratoria del rating dei soggetti esposti con le banche ai sensi della Centrale Rischi per chi non riesce, in questa fase, a rientrare costantemente del debito
  • Possibilità per le imprese di accordi extra contrattuali al ribasso per gli stipendi in accordo con i sindacati per quelle aziende che non effettueranno licenziamenti massimi (transitorio dei contratti esempio l’azienda paga 80% dell’imponibile come da contratto con un tetto massimo e un tetto minimo se non effettua licenziamenti nel corso del 2020)
  • Favorire le donazioni che spontaneamente (e già cospicuamente) stanno pervenendo allo Stato da operatori economici, sia aziende che imprese individuali che lavoratori autonomi e da cittadini, riconoscendo la detrazione fiscale (senza limiti di tempo) dell’importo donato moltiplicato per un fattore cinque, con o senza limite minimo.
  • Uso dello smart-working nella Pa anche alla luce dell’implementazione della firma digitale e Pec (in particolare per l’ufficio tributario e di registro per gli aspetti fiscali e documenti amministrativi).
  • Fatturazione elettronica: implementazione immediata
  • Accredito sulla Smac di una percentuale dello stipendio per i titolari di SmaC specialmente nel settore pubblico e pubblico allargato. Valutare contributo a fondo perduto, sempre sulle Smac, per le famiglie più in difficoltà e gli autonomi.
  • Task-force per il Turismo visto che abbiamo 22 alberghi con 1400 posti letto e 24 strutture ricettive extra-albeghiere con 320 posti letto che hanno bisogno enorme in questo momento. Consideriamo che proprio il settore turistico alberghiero sarà quello più colpito dal post Covid-19 per varie ragioni: riduzione monte ferie, riduzione capacità di spesa, timore sull’epidemia, calo dei gruppi.