Il Testo Unico per l’Edilizia è una Legge che indica i principi fondamentali, generali e le regole per la disciplina dell’attività edilizia. È in pratica una Legge cornice, nella quale non rientra tutta la materia urbanistica, come ad esempio il Piano Regolatore Generale, ma tutto ciò che riguarda il controllo preventivo dell’attività edilizia, gli espropri, la vigilanza e le sanzioni contro gli abusi.

In pratica contiene le regole da osservare per poter costruire il nuovo o realizzare modifiche e ristrutturazioni nel già costruito.

Il precedente TU, approvato con Legge n° 87 il 19 luglio 1995, aveva già dimostrato di non essere più adeguato alle richieste di trasparenza e di chiarezza da parte delle normative europee, una legge a maglie larghe che, nei 22 anni della sua applicazione, ha permesso la moltiplicazione di distorsioni nella interpretazione delle norme e la proliferazione di abusi e di speculazioni edilizie che hanno pesantemente danneggiato il territorio.

Si poteva mettere un freno prima a queste distorsioni? Certo, come in altri settori dell’economia; si è permesso, invece, di costruire fioriere verticali per camuffare seminterrati fasulli che in realtà erano piani fuori terra belli e buoni, quindi piani in più, come si è permesso di costruire soffitti a soffietto per camuffare piani mansardati che non erano mansarde… penso che se tutta questa creatività fosse stata usata per progettare e costruire case belle, oggi avremmo un paese meraviglioso e un mercato edilizio fiorente.

Ma le operazioni più dannose, sono state quelle realizzate con i Piani Particolareggiati, veri e propri mini PRG con i quali si gestivano intere lottizzazioni, modificando a piacimento dei diretti interessati del momento indici, distacchi, volumetrie e superfici.

Poi si arrivava alla variante, alla variante della variante, e così via fino alla soddisfazione dei richiedenti, immobiliaristi, impresari, imprese edili, privati cittadini, tutti interessati a sfruttare al massimo il territorio, piegando più o meno la legge, oltre le stabilite possibilità. Chiaro lo spirito dei richiedenti, ma inaccettabile l’aver consentito da parte delle istituzioni che tutte queste “furbate” si potessero realizzare ai danni dell’intero territorio e della comunità.

Sarebbe interessante andare a calcolare gli anni di permanenza nella fu Commissione Urbanistica di alcuni personaggi che, chissà come mai, c’erano sempre, o a verificare se le pratiche in quegli anni venivano istruite sempre in modo corretto… sarebbe molto interessante!

La Commissione Urbanistica poi è stata archiviata e con Legge 3 ottobre 2007 n.107 e’ stata istituita all’articolo 2 la Commissione per le Politiche Territoriali; con la stessa legge si sono introdotte modalità più stringenti e dettagliate per la gestione di tutte le politiche per il territorio.

E veniamo al tema degli abusi edilizi.

La questione degli abusi è molto grave, il precedente Testo Unico, ancora vigente, stabiliva che dopo 20 anni gli abusi venivano sanati con il semplice pagamento delle spese di concessione. Lo Stato così veniva beffato due volte!

Questo Testo Unico cambia le cose, ma come tutte le leggi non può essere retroattivo. Da qui la necessità di fare il punto zero con gli abusi edilizi per poter poi mettere in pratica la nuova legge che prevede multe ripetute e moltiplicate ogni 3 mesi; se dopo 18 mesi l’abuso persiste, lo Stato potrà mettere un’ipoteca sull’unità immobiliare oggetto di abuso ed in seguito entrarne in possesso e decidere cosa farne, se demolirla o per esempio dedicarla all’edilizia sociale.

Il monito di allarme lanciato da alcuni consiglieri dell’opposizione “il governo non devasti il territorio” contro il segretario Michelotti in merito alla sanatoria necessaria per fare il punto zero, è davvero poco credibile, sembra essere stato proferito da chi non ha vissuto a San Marino negli ultimi 20 anni e non si è accorto che il territorio è già stato devastato da un pezzo e a noi, come il consigliere Ciacci ha detto in un’altra occasione, è stato affidato il gravoso compito di spalare la melma.

La sanatoria serve a tirare una riga sul passato con due soluzioni: pugno duro sulle situazioni più lesive dell’interesse pubblico e permettere di sanare le altre situazioni, pagando cifre considerevoli.

La sanatoria avrà, quindi, diverse esclusioni significative, tra le quali gli edifici completamente costruiti su terreno agricolo e quelli previsti a demolizione/ricostruzione dall’articolo 35 della Legge di PRG, che non siano già stati demoliti.

Il TU è una legge molto tecnica e non entro nel merito degli articoli, che verranno analizzati in commissione 4 e successivamente in Consiglio Grande e Generale in seconda lettura.

Sinistra Socialista Democratica mette in risalto e sostiene il grande lavoro svolto dalla Segreteria per il Territorio e dal Segretario Michelotti, indispensabile per progettare il territorio di domani, con nuove regole trasparenti, chiare e soprattutto non soggette a interpretazioni distorte.