Sinistra Socialista Democratica è un progetto che intende dare dignità e autorevolezza ad una sinistra con cultura di governo, pronta ad abbandonare la sindrome della subalternità rispetto ad altre forze politiche e a lavorare con serietà per rimarginare le ferite provocate dalle divisioni del passato.
In tal senso desideriamo alimentare lo spirito originario della “Costituente dei Riformisti”, con l’obiettivo di fondo di tornare ad essere il cuore pulsante di un centro-sinistra, largo e civico, che sia nelle condizioni di declinare in modo concreto, coraggioso e moderno un progetto di governo incentrato sullo sviluppo sostenibile, sulla giustizia sociale, sulla legalità, sulla trasparenza, sulla separazione dei poteri, sul merito, sulla tutela dell’ambiente, sull’integrazione europea, sulle pari opportunità e sull’affermazione dei diritti civili.

Un progetto capace di ricreare entusiasmo, fiducia e speranza.

In risposta alla nostra proposta unitaria di grande coalizione, è giunta la controproposta del PDCS che, senza tenere in considerazione in alcun modo i contenuti, punta ad un accordo esclusivo fra PDCS, PS e, inevitabilmente, non più SSD, ma il solo PSD.
Numerose componenti di SSD, infatti, non possono accettare una proposta che non solo lede la dignità di tutti quei compagni disponibili al dialogo sul piano della parità delle condizioni, ma in realtà appare un chiaro tentativo di restaurazione, riproponendo le inaccettabili logiche degli anni novanta.

Purtroppo, la scelta sbagliata fatta da alcuni compagni del direttivo del PSD – peraltro ribadita nuovamente anche nella riunione di ieri sera – di assecondare la proposta del partito di maggioranza relativa ha determinato fortissime tensioni e disorientamento nel popolo della sinistra, facendogli vivere il dolore di chi vede per l’ennesima volta i riformisti soccombere all’iniziativa politica degli avversari.

Siamo però certi che col tempo la consapevolezza potrà riemergere.

Nel frattempo, però, non possiamo consentire che il patrimonio politico, ideale e culturale, della sinistra sammarinese venga demolito. SSD può e deve essere il baluardo di una nuova stagione politica, puntando con determinazione sul cambiamento, sull’innovazione, sulle riforme e interpretando in modo corretto le istanze di discontinuità provenienti da ampie sfere della società civile.

Per queste ragioni, gli estensori del presente comunicato sono orgogliosi di annunciare che il percorso di “Sinistra Socialista Democratica” va avanti e verrà sostenuto con energia e entusiasmo, in coerenza con il percorso compiuto in tanti mesi da PSD, SU e LABDEM.

SSD è un progetto aperto, che vuole includere e non escludere.
Porte spalancate per coloro i quali desiderano impegnarsi per dare sostanza a una sinistra pragmatica e innovativa, che con realismo e consapevolezza si candidi a guidare il governo del Paese nella prossima legislatura.
I cittadini non intendono assecondare progetti di restaurazione e a questo desiderio SINISTRA SOCIALISTA DEMOCRATICA risponde con determinazione.

San Marino, lì 2 settembre 2016

Marina Lazzarini (PSD)
Vanessa D’Ambrosio (COORDINATORE SU)
Federico Crescentini (PRESIDENTE LABDEM)
Stefano Spadoni (COORDINATORE LABDEM)
Giuseppe Maria Morganti (SEGRETARIO DI STATO – PSD)
Enrico Carattoni (CONSIGLIERE PSD)
Simone Celli (CONSIGLIERE LABDEM)
Ivan Foschi (CONSIGLIERE SU)
Augusto Michelotti (CONSIGLIERE SU)
Francesca Michelotti (CONSIGLIERE SU)
Tony Margiotta (CONSIGLIERE SU)
Michele Muratori (CONSIGLIERE PSD)
Vladimiro Selva (CONSIGLIERE PSD)
Guerrino Zanotti (CONSIGLIERE PSD)