Eccellenze e colleghi consiglieri,

siamo di fronte ad una legge che ha un obiettivo FONDAMENTALE: promuovere e rilanciare le condizioni di sviluppo economico della Repubblica in questo momento di difficoltà. Illustrerò nel mio intervento ambito in cui esso si inserisce, modalità di intervento e tempistiche dell’intervento. Sono anni critici questi che ci troviamo ad attraversare; critici perché siamo in un momento di passaggio dai vecchi capisaldi, con sacche di resistenza a cercare un effettivo nuovo MODELLO PAESE, che per più di una vicenda siamo stati costretti a lasciare più o meno volontariamente. Sono anni critici in cui si stanno cercando nuovi settori e ambiti di sviluppo che da anni si cerca di creare o rilanciare e che purtroppo sono andati a scontrarsi contemporaneamente con la crisi economica nazionale influenzata fortemente dalla globalizzazione e delocalizzazione da una parte e dalla crisi internazionale determinata dai derivati e più in generale originata da alcuni settori del mondo bancario e creditizio che ha inondato di prodotti tossici gli istituti di credito e le aziende di tutto il mondo.

Le onde della crisi sono arrivate anche a San Marino e, come facevo presente prima, sono andate a sommarsi alla crisi dei nostri vecchi capisaldi e ad una forte resistenza al cambiamento che ha rallentato non poco il processo di innovazione e sviluppo della nostra economia.

La crisi internazionale dei derivati è arrivata cmq con qualche ritardo ma vorrei dare qualche numero che faccia capire la portata della crisi prendendo in considerazione il periodo 2008 – 2017.

PIL: diminuito di 1/3 in una manciata di anni.

DISOCCUPATI: questo è il dato più pesante e preoccupante perché il lavoro deve rimanere la priorità in questo momento non solo perché un disoccupato spesso rappresenta un nucleo familiare in difficoltà con tutto quello che ne consegue ma anche sulle conseguenze in materia di previdenza attuale e futura. Ebbene, in questo campo si passa da un circa 500 a circa 1300 disoccupati.

NUMERO DI IMPRESE: Il numero delle imprese, sebbene incrementato di qualche decina negli ultimi mesi, è diminuito del 20%. Questo numero deve essere ulteriormente incrementato soprattutto nei settori che lo stato individua come basilari e soprattutto strategici per il rilancio della propria economia.

CASSA INTEGRAZIONE: il ricorso alla CIG è triplicato.

Il provvedimento che ci accingiamo a valutare deve trovare una risposta URGENTE ai fondamentali economici della Repubblica coi quali in questi ultimi anni dobbiamo fare i conti e che ho appena enunciato; seguirà a strettissimo giro un progetto più complessivo del MODELLO PAESE che andrà ad affiancarsi ad altri progetti sistemici di cui abbiamo già parlato in quest’aula e che sono stati già avviati: PRG e TLC.

Ma soprattutto io vorrei richiamare l’attenzione sul bilancio dello Stato che unità in più o in meno ha presentato in questi ultimi anni un deficit STRUTTURALE che si aggira attorno a 20 – 25 mln (escludendo quindi la posizione debitoria sulla quale il Segretario Celli ci ha fatto ampio riferimento qualche mese fa). Servono entrate – oltre che mettere in atto misure per tagliare gli sprechi – e servono SUBITO, per mantenere sui livelli attuali il nostro stato sociale: SCUOLE, SISTEMA SANITARIO E PENSIONI prima di tutto. Quindi in breve e in questa ottica OBIETTIVI del progetto di legge sono: SVILUPPO E RILANCIO IMMEDiato DELL’OCCUPAZIONE e indirettamente MANTENIMENTO DELLO STATO SOCIALE.

Il progetto di legge è depositato in prima lettura e mi fa piacere fare presente che è una esaustiva base di partenza su una serie di provvedimenti di natura diversa (occupazione, residenze, semplificazione normativa) sui quali ci sarà un ampio confronto con opposizione, parti sociali e organizzazioni professionali. Come fatto presente dal Segretario ci sarà la possibilità di ampliare ulteriormente il testo nella direzione di rendere il più possibile concreto l’avvio di una fase di sviluppo economico.

Nello specifico si sottolineano alcuni punti senza che si entri nel dettaglio del provvedimento.

  • Parificazione normativa tra tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti alle liste, subordinata alla ratifica di apposita intesa con il paese di residenza del lavoratore frontaliero; questo tema, se analizzato approfonditamente, va nella direzione di avvantaggiare l’assunzione di sammarinesi in quanto elimina uno degli elementi di flessibilità legati alla figura del frontaliero che oggi porta dette figure ad essere più ricercate;

  • Variazione nella direzione della semplificazione di alcune regole dell’ufficio del lavoro nel campo delle modalità di assunzione con risparmio di tempi e costi;

  • residenze per motivi economici (contingentate al momento in numero di 50 all’anno) da concedersi all’imprenditore che venga ad investire a San Marino con meccanismi incentivanti per l’assunzione di lavoratori appartenenti alle liste di avviamento al lavoro e per settori da incentivare secondo politiche strategiche da individuarsi con decreto (nessuna residenza nei settori cosiddetti saturi); meccanismi precisi regoleranno l’assunzione e la revoca della residenza per motivi economici;

  • Parte time imprenditoriale con la possibilità di avviare una impresa mantenendo a part time la propria occupazione senza si vengano a creare conflitti di interessi;

  • Possibilità di mantenere l’iscrizione alla lista cosiddetta preferenziale anche nel caso di accettazione temporanea di un’altra occupazione; oggi questa possibilità non c’è e chi ha una titolo di studio e una conseguente legittima aspirazione ad effettuare il lavoro desiderato, qualora non possa permettersi di aspettare che si creino le condizioni per accedere a quel tipo di lavoro e sia nella necessità di svolgere un altro tipo di lavoro può farlo mantenendo la propria iscrizione nella lista preferenziale, in modo tale da non perdere la possibilità di accedere al lavoro desiderato.

In conclusione, come già affermato in apertura di intervento si vuole fare presente che il deposito in prima lettura del progetto di legge è un punto di partenza che trae dal programma elettorale i suoi principali principi ispiratori. Come già anticipato verrà messo in atto tra la prima e la seconda lettura un amplissimo confronto con tutte le parti sociali e anche con l’opposizione, perché, ci possa essere la possibilità di ampliare ulteriormente il testo nella direzione di rendere il più possibile concreto l’avvio di una fase di sviluppo economico che, come già fatto presente possa andare incontro alle esigenze di piena occupazione e di mantenimento dello stato sociale. Nessuno può permettersi pregiudizi o preclusioni di sorta in questo momento cruciale e sono certa che il confronto riuscirà a migliorare la nostra proposta.