Eccellenze e Colleghi Consiglieri,

utilizzerò una brevissima parte del tempo che ho a disposizione per leggere testualmente alcuni passaggi della relazione al Progetto che Governo e Banca Centrale hanno impostato per il rilancio del nostro sistema bancario e finanziario. Solo alcune parti, quelle maggiormente comprensibili anche a chi non ha conoscenza di determinati termini tecnici in ambito bancario, ma che delineano sufficientemente la genesi delle criticità e come Governo e Banca Centrale intendono farvi fronte.

Ovviamente, tale corposa Relazione nel suo complesso, analizza chiaramente e sistematicamente la situazione del comparto, il ruolo dello Stato e la sua partecipazione in Cassa di Risparmio, esamina e descrive come verranno trattate le risultanze degli AQR termine con cui sono denominate le valutazioni della qualità gestionale e patrimoniale di ciascuna Banca, vengono esplicitate le azioni straordinarie a salvaguardia del sistema, l’allineamento alle migliori pratiche internazionali, il rafforzamento dell’Autorità di Vigilanza, nonché la tutela e la riqualificazione dei posti di lavoro.

“Dal 2008 in avanti, si legge nella Relazione, il settore finanziario sammarinese ha dovuto affrontare non solo le ricadute della crisi globale, ma anche le conseguenze delle procedure finalizzate all’incentivazione del rientro dei capitali varate dall’Italia e gli effetti della gestione non propriamente adeguata delle istituzioni bancarie del territorio da parte di organi di gestione poco attenti alle migliore pratiche internazionali di gestione del rischio che invece, se applicate correttamente, sarebbero state lo strumento idoneo alla prevenzione e al presidio di tutte le tipologie di rischio rilevanti.

In aggiunta va sottolineata la perdurante crisi economica, non solo locale, che ha prodotto un aumento consistente degli NPL (termine con cui sono denominati i Crediti non performanti), il cui aumento ha generato un considerevole stato di incertezza in tutto il settore del credito ed una perdita di fiducia da parte degli investitori nel sistema bancario e finanziario locale, impattando in modo negativo sull’intero sistema economico del Paese.

 “San Marino, in modo doveroso e opportuno, ha optato di uniformarsi alle regole internazionali in ambito fiscale e finanziario, ma contestualmente non ha messo in campo una visione strategica d’insieme che potesse proiettarlo verso la costruzione di un sistema economico, legale e trasparente, in cui i servizi bancari e finanziari fossero una sorta di “punta di diamante” su cui impostare un nuovo modello di business competitivo, sostenibile e internazionale.

Altro elemento che deve fare riflettere è la sostanziale chiusura del sistema economico produttivo sammarinese limitato in pratica al proprio territorio… una mancanza di apertura internazionale dunque che, unitamente alla diversificazione dei mercati in termini organizzativi linguistici e legali, rappresentano lacune molto ma molto importanti.

 “Governo e Banca Centrale sono convinti della strategicità del pieno perseguimento relativamente all’affermazione della legalità in campo economico e ancor di più all’interno del settore bancario, che costituisce il punto di partenza attraverso il quale delineare una strategia efficace per la crescita. La lotta all’illegalità e all’opacità, che può essere perseguita attraverso l’evoluzione della normativa della giustizia e della regolamentazione fiscale e bancaria, suggeriamo che vada costantemente alimentata e perciò va riconfermato senza indugi il percorso già intrapreso da San Marino nell’adeguare la normativa nazionale agli standard internazionali”

“Il rilancio di Cassa di Risparmio rappresenta un passaggio fondamentale per il Governo …è indispensabile che la ricapitalizzazione di Cassa di Risparmio sia accompagnata da un serio piano di rilancio dell’istituto affinché la banca possa ritornare profittevole e da questa operazione lo Stato possa trarne un profitto nel lungo periodo, senza generare, come avvenuto purtroppo in passato, ulteriori perdite patrimoniali.

Le risorse finanziarie che dovranno garantire, innanzitutto, il percorso di rafforzamento patrimoniale di Carisp e, eventualmente in un momento successivo, dell’intero sistema bancario vanno reperite attraverso una strategia articolata e trasparente, che va accompagnata da un piano di riforme economiche, sociali e istituzionali, finalizzate a definire un nuovo modello di sviluppo basato su sostenibilità, innovazione, efficienza e internazionalizzazione e a garantire il raggiungimento di un equilibrio strutturale del bilancio dello Stato.”

“Le opzioni per il finanziamento del sistema sono molteplici e vanno tenute tutte in adeguata considerazione, valutandone i pro e i contro”.

L’orientamento generale del Governo punta all’individuazione di una soluzione composita e diversificata, al fine di ridurre il più possibile i fattori di rischio e comunque ogni scelta andrà effettuata con il massimo confronto a livello politico e sociale.”

Ecco, come dicevo questi sono solo alcuni brevi passaggi, ma sufficientemente esplicativi per chi ci ascolta, circa la condotta che il Governo e Banca Centrale intende assumere per il rilancio del Settore oggetto di questo dibattito. Non solo, tali passaggi sono fedeli al programma di Governo con cui la coalizione Adesso.sm si è presentata alle elezioni e ha ricevuto il mandato dagli elettori per guidare il Paese.

Questo Governo e la maggioranza che lo sostiene, è impegnato a mantenere fede al proprio Programma.

Non sarà sfuggito a nessuno fra coloro che ci ascoltano però, nemmeno a chi ha poca dimestichezza in tema di banche, che la discussione di oggi, l’ennesima in questo ambito nel corso delle Sessioni Consiliari di questa legislatura,  verte principalmente sulla decisione di trasferire a Cassa di Risparmio tutti i rapporti giuridici del gruppo Asset Banca.

Diversamente da altri colleghi di maggioranza e opposizione, io non mi soffermerò più di tanto nel commentare i due “elementi forti” al centro di questo Dibattito, cioè l’Ordinanza con cui il Giudice Pasini accoglie il ricorso al Commissariamento di Asset Banca e le motivazioni dell’Autorità di Vigilanza e del Commissario Straordinario che hanno portato al Commissariamento medesimo e alla recente messa in liquidazione di Asset Banca.

Ora, perché, ho deciso di non svolgere considerazioni sui due “piatti forti” di cui sopra? Intanto perché l’hanno fatto già tanti colleghi, sia di maggioranza che di opposizione, in secondo luogo perché comunque sono elementi oramai pubblici sui quali ciascuno potrà maturare la propria opinione, e anche perché ritengo, che, aldilà delle reciproche e opposte valutazioni di parte o di bottega che stiamo ascoltando in quest’Aula, siano Atti e informazioni che, essendo emanate da Enti che devono godere di piena autonomia, devono essere sostanzialmente rispettati.

Rilevo solo banalmente, poi si capirà all’interno della riflessione che vorrei esprimere in questo mio intervento che sarà un rilievo banale sino a un certo punto, il fatto che Il Segretario di Stato alle Finanze Celli nel suo intervento d’apertura, ha confermato che il Governo e la maggioranza, nonostante il clima di forte scontro che si è creato, non intendono assolutamente farsi intimidire, cambiar idea o posizione sulla scelta di trasferire Asset in Cassa di Risparmio.

Fatto questo preambolo, le considerazioni invece che vorrei esporre sono di carattere diverso e partono un po’ più da lontano:

Sebbene attualmente facciano parte di questo Consiglio tante persone nuove, diversi di noi Consiglieri presenti oggi in quest’Aula, e io tra questi, hanno già fatto in precedenza parte di maggioranze e opposizioni e abbiamo già preso parte a molti dibattiti su svariati temi da entrambi questi fronti.

Personalmente sono entrato in Consiglio nel 2006 e sono tra coloro che hanno già votato in passato a favore di diversi provvedimenti di salvataggio delle banche, misure molto discusse e sempre molto criticate, addirittura il passaggio di Banca del Titano l’ho vissuto da Capitano Reggente.

Come me anche altri colleghi, immagino abbiano appoggiato dette misure, seppur con qualche perplessità, perché vi era la convinzione generale della bontà e delle ragioni che allora pareva rendessero assolutamente necessari e giusti tali atti.

Tali perplessità, tuttavia, sono andate sempre più in aumento nel corso degli anni anche perché, tutte le volte che si è andati a risolvere i problemi derivanti dal fallimento di una banca, gli oneri ricadevano sulle casse dello stato e quindi su tutta la cittadinanza.

Tutte le ipotesi esperite e i Decreti sottoposti al Consiglio assumevano, diciamo, questo “tipo di impostazione”, in qualche caso come ben sappiamo, è successo che le perdite riscontrate dagli istituti bancari che partecipavano alla presa in carico dei migliaia di conti della banca in liquidazione, venivano scontate come credito d’imposta negli anni a venire, per cui risultava abbastanza chiaro che gli istituti bancari che partecipavano a questa operazione non rischiavano nulla: gli unici che si trovavano a pagare le centinaia di milioni di perdite, erano e sono stati i cittadini (parliamo in totale di 300 milioni circa).

Esborsi pubblici a costo zero in alcuni casi, senza che lo Stato ricevesse nulla in cambio. Nessun preferenza ad opzioni che portassero, ad esempio, alla statalizzazione di una banca…(che è quello che oggi noi vogliamo e stiamo facendo con Cassa di Risparmio) e tutto questo in un periodo, peraltro, segnato da una forte crisi che stava pervadendo tutto il sistema economico sammarinese e in cui anche il bilancio dello stato risultava fortemente penalizzato, tanto che il suo disavanzo aumentava inesorabilmente sempre di più, raggiungendo la situazione pesantissima che tutti oggi conosciamo.

Eppure, allo stesso in modo in cui lo stiamo sostenendo oggi, intervenire per salvaguardare l’immagine e la sostenibilità del sistema bancario sammarinese, lo si riteneva giusto e assolutamente necessario. Il problema grande di cui invece non ci si rendeva assolutamente conto, tutti perlomeno, era che dietro a tutto questo non c’erano gestioni propriamente adeguate delle istituzioni bancarie del territorio, poco attente alle prevenzione dei rischi e le Autorità di controllo, purtroppo, erano loro stesse vigilate dai poteri forti di questo Paese.

Questa si è dimostrata negli anni essere la realtà.

Sono stato testimone politico attivo dunque di tutte le vicende bancarie che dal 2006 si sono susseguite sino alla vicenda attuale di Asset Banca, e mi pare di poter dire, arrivato sin qui, d’aver ben compreso alcune cose:

intanto, che c’è stata troppa partitocrazia e, soprattutto, troppi politici nelle banche, un sistema (non tutto certamente) marcio senza regole né garanzie, che ha funzionato da sponda a interessi privati, con il risultato d’aver favorito ogni qual volta la privatizzazione dei profitti da un lato e la socializzazione delle perdite dall’altro.

Allora io credo semplicemente che, aldilà del ruolo e delle nobili prerogative di far parte della maggioranza o della minoranza di questo Consiglio, ruolo che in qualche modo politicamente cerchiamo tutti di onorare al meglio, io penso che ci sia un limite invalicabile oltre il quale si renda assolutamente necessario togliersi un attimo la casacca politica e confrontarci per quello che in fondo siamo veramente, cittadini e cittadine di questo piccolo Paese che dovrebbero operare e sperare in un futuro migliore, anche per chi verrà dopo di noi, al netto delle diverse posizioni, ideologie e convinzioni.

E quel limite, oggi, è l’attuale situazione del nostro sistema bancario e finanziario, di fronte al quale occorre esserne consapevoli da cittadini e cittadine, uomini e donne, oltre che politici, di questa Repubblica.

Anche perché, voglio dire, tutti indistintamente, subiremo gli effetti di un’eventuale e totale sciagura in tale settore. Perché nel momento in cui si determinano e si palesano in modo inequivocabile situazioni politiche, sociali ed economiche dannose con il rischio di vere e proprie catastrofi, e nella storia recente di questo mondo se ne potrebbero citare tante, il parteggiare o far parte di un partito politico piuttosto che un altro movimento, alla fine si rivela essere del tutto inutile e superficiale rispetto al grave momento contingente.

Un po’ come la crisi globale del 2008 che ha travalicato confini di stati sovrani mettendo in crisi le loro economie, anche elementi diversi quali la corruzione, gli abusi e il malaffare dilaganti, sono fenomeni i cui effetti ricadono come ho già detto inesorabilmente su tutti, e se non vi si oppone alcun argine si rischia che devastino non solo il patrimonio economico, ma anche quello sociale e democratico.

Allora penso che di fronte a talune situazioni di questa fatta divenute oramai evidenti e conclamate, come quella della malagestio del nostro sistema bancario e finanziario, e oggi credo che qualcosa in questo senso abbiamo ascoltato nelle motivazioni del Commissariamento e della liquidazione di Asset, non ci si possa più non rendere conto che occorreva ieri, serve oggi, e bisognerà in futuro intervenire.

Oggi stiamo commentando ciò che ci si è parato d’innanzi, circa lo sconcertante spaccato della situazione e della gestione di Asset Banca, ma se non interveniamo rischiamo che domani di commentare domani altri fallimenti, altre amministrazioni straordinarie a cui dovranno far fronte ancora verosimilmente le Casse pubbliche.

Dobbiamo dire basta.

Basta lo dicono giustamente anche i giovani democristiani in una nota apparsa recentemente, ai quali auguro sinceramente di poter far l’esperienza in futuro di entrare a far parte di quest’Aula e ritrovarsi a discutere in un clima molto diverso da questo, molto più sereno, positivo e soprattutto sano.

Mi dispiace, ma lo dico veramente senza farne loro una colpa, che la loro libertà di pensiero possa essere ancora un tantino influenzata dalla propaganda del Partito a cui appartengono. Chiedere a questo Governo e a questa maggioranza che opera da soli sei mesi, cosa rimarrà ai sammarinesi e dove reperiremo le risorse per dare futuro ai nostri giovani, senza pensare di domandarlo al loro stesso Partito che ha avuto una responsabilità pressoché continua di Governo nell’ultimo ventennio, da l’idea della loro innocenza e disorientamento. Non è una critica la mia davvero, è una triste constatazione delle difficoltà che in tutti i Partiti tradizionali i giovani affrontano per emergere e distinguersi. Specie in Partiti in cui ci sono personaggi non proprio novelli e non di primo pelo, i quali oltre ad aver avuto ruoli di primo piano negli anni d’oro, ritengono le gravi problematiche come quelle del Comparto che stiamo cercando di tutelare e rilanciare, secondarie rispetto all’urgenza, secondo loro, di una nuova Legge Elettorale. Capito no!?…il vento del cambiamento da un fastidio enorme a qualcuno in questo Paese. E potrei continuare a citarne altre di uscite un tantino assurde da parte di qualcuno, ma mi limito a queste…

La politica non si può più permettere di apparire funzionale a interessi che stanno fuori da questo Palazzo o al dì sopra dello stesso Governo.

Diversamente dal passato, non possiamo più dare quella percezione per cui sembra che qui si stia facendo il gioco di qualcun altro. Non possiamo più azzardarci di interferire nell’attività di controllo e di vigilanza di Banca Centrale, impedendo le ispezioni e magari cacciando, se del caso, la Dirigenza come è già avvenuto.

Dobbiamo farsì che procedano senza ostacoli i percorsi per l’accertamento delle responsabilità delle governance che hanno operato in disprezzo delle norme e che hanno causato questi disastri, questo è un obbligo morale in primis del Governo ma anche di tutti noi, considerati gli ingenti danni causati a tutta la collettività. E’ un impegno dal quale la politica non può esimersi, così come, a tempo debito per evitare che si rischi di intralciare tutte le attività d’indagine in corso, ritengo giusta anche l’istituzione di una Commissione d’Inchiesta che accerti tutte le responsabilità politiche. Insomma è’ bene che il tribunale faccia chiarezza e se emergessero responsabilità, di chiunque esse siano, vanno sanzionate. Il tribunale emette sentenze, le commissioni d’inchiesta si concludono con relazioni importanti, come è avvenuto anche nel recente passato.

Chi ha causato i danni deve pagare, invece come è stato rilevato anche da qualche giornalista in un suo semplice ma chiaro editoriale, qualcuno, guarda caso dall’opposizione, ha già sentenziato che sarà lo Stato a dover pagar i danni.

E’ importante riconoscere ed assumersi le responsabilità politiche di scelte sbagliate che abbiamo commesso tutti in passato, anche dal sottoscritto, ma oggi dopo tutte le vicende giudiziarie che abbiamo conosciuto, intervenute anche grazie, va detto, ad impegni e norme che sono state varate da quest’Aula, io penso che siano di tutta evidenza le lacune e le gravi distorsioni del nostro sistema bancario e finanziario.

Vogliamo andare avanti così?

Dopo tutto ciò che è emerso in questi anni vogliamo stare qui ancora a nasconderci la realtà?, per poi trovarci, come dicevo prima, a casacca dismessa, con la sola constatazione di essere stati qua dentro a fare i soldatini per qualcun altro.

Possiamo certamente raccontarcela tra di noi, ma credo che oramai nessuno di noi creda più ad un sistema così malamente gestito sin qui e dove ci sono stati fortissimi interessi di gruppi di potere alcuni ben identificabili, ed altri che non si palesano ma si fanno sentire, e di natura davvero poco cristallina.

“Nessuno osi mettere becco in quello che è avvenuto fra banche e Stato negli ultimi vent’anni. Grais e Savorelli, dato che appena arrivati in via del Voltone, si sono posti in netta discontinuità col passato, devono andarsene. Su questo i poteri forti non transigono.” Anche questo è un passaggio di un articolo apparso su Libertas e che suggerisco a chi ci ascolta di leggere interamente.

Dobbiamo dimostrare di essere uomini e donne al servizio di questa comunità, e dobbiamo fare con urgenza qualcosa che sia davvero per il bene di San Marino e dei suoi cittadini!

La coalizione adesso.sm, in coerenza con il proprio Programma di Governo, qualcosa di importante lo sta facendo,sicuramente sin qui abbiamo compiuto qualche errore, potevamo fare meglio certamente ma procediamo convinti di poter mettere in campo un Progetto di Sviluppo per San Marino basato sulla legalità, la trasparenza, la sburocratizzazione, la sostenibilità ambientale, l’internazionalizzazione, ecc. all’interno del quale proprio il rilancio del Settore bancario e finanziario riveste un aspetto cruciale.

Siamo determinati ad intraprendere finalmente quelle scelte capaci di dar speranza e futuro al nostro Paese, e soprattutto una prospettiva di progresso che, altrimenti, rischiava di essere definitivamente sottratta alle nuove generazioni. Con il percorso che stiamo con fatica e determinazione cercando di portare avanti, vogliamo fare in modo che sia definitivamente scongiurata ogni possibilità che lo Stato venga messo nelle condizioni di non poter riavere i soldi spesi nella salvaguardia dell’onorabilità e nella solvibilità di tutto il sistema bancario, e che sia messo nelle condizioni di gestire al 100% Cassa di Risparmio, di potersi direttamente rivalere dei crediti pubblici erogati e gestire, sempre con un Ente Pubblico, quei crediti cosiddetti non performanti.

Colleghi Consiglieri,

possiamo continuare tranquillamente a parlarci addosso più o meno strumentalmente come accade spesso purtroppo in quest’aula, a dire che noi siamo cattivi ed inetti e voi siete buoni e bravi, che l’Ordinanza del Tribunale è giusta e che le Motivazioni di Banca Centrale no o viceversa, ma se non vogliamo offendere la nostra intelligenza e né la nostra dignità, se non vogliamo prendere in giro noi stessi, la cittadinanza e gli interlocutori oltre confine, non possiamo certo negare che siamo arrivati davvero ad una situazione politicamente e moralmente insostenibile e inaccettabile.

Se è vero che il sistema bancario e quello produttivo sono strettamente connessi ed è una connessione tale che l’esistenza di uno determina la sopravvivenza e lo sviluppo dell’altro, è chiaro che dobbiamo trasformare profondamente,  rispetto alla situazione in cui ha operato e si trova ancor oggi il nostro Sistema Bancario e Finanziario.

Ma tutto ciò, e concludo, si potrà realizzare solo se ciascuno di noi in coscienza riuscisse a capire l’importanza di abbandonare certe posizioni preconcette e di parte, e di trovare l’umiltà, la forza, il coraggio e la condivisione rispetto ad un punto sostanziale: la necessità e l’urgenza di adottare nei confronti di tutta la cittadinanza, una posizione comune, netta ed univoca all’insegna della chiarezza e della legalità.

Solo così potremo non solo porci pienamente e definitivamente in linea con gli standard internazionali favorendo finalmente gli investimenti esteri, ma non faremo altro che consentire ai nostri concittadini di ritrovare piena fiducia e certezza nei confronti del nostro sistema bancario e finanziario.

Abbiamo commesso sicuramente tutti degli errori, anche noi in questa fase, ma questa è la sola strada da intraprendere facendo il massimo per garantire i correntisti e tutti i lavoratori di questo comparto, ma soprattutto mettendo in sicurezza attraverso un cambiamento profondo e radicale basato sulla legalità e trasparenza, il futuro della nostra Repubblica.