Grazie Eccellenze e colleghi Consiglieri,

intervengo per fare qualche osservazione rispetto quanto emerso dagli Spring Meetings del Fondo Monetario Internazionale.

La relazione del Segretario Simone Celli – che ringrazio – è estremamente chiara: fotografia della situazione attuale del Paese che necessita di riforme strutturali profonde, consolidamento del sistema e conseguente sviluppo e apertura verso l’esterno non più procrastinabile.

La collaborazione con il Fondo Monetario Internazionale, la disponibilità del Direttore del Dipartimento Europeo e il confronto con i Direttori Esecutivi della Costituency del Fondo Monetario Internazionale e di Banca Mondiale sono elementi di estrema importanza per il percorso che dovremo affrontare e la possibilità di avere a disposizione professionisti con competenze di alto livello è di fondamentale importanza.

Il Governo deve lavorare per promuovere le azioni di risanamento, consolidamento e rilancio del settore bancario e finanziario.

Altro elemento essenziale è ripristinare la FIDUCIA e la SOLIDITÀ del sistema bancario; in tal senso è necessario strutturare una strategia coerente, con soluzione permanenti al fine di minimizzare i costi per i contribuenti, garantire la solvibilità del sistema bancario e il suo fattivo contributo all’economia del Paese.

È bene ribadire, come ha fatto il Segretario Celli nella Relazione, che alcune raccomandazioni, soprattutto in termini di accountability, governance e vigilanza, hanno già avuto seguito e applicazione. In questo solco, è stato istituito il Comitato di Stabilità Finanziaria per rafforzare il coordinamento tra il Governo e Banca Centrale e il tavolo trilaterale con Governo, BCSM e Istituti Bancari quale strumento per facilitare il dialogo e la comprensione tra le parti interessante agiscono in tal senso.

Il Fondo rimarca la necessità di individuare -e perseguire-  soluzioni definitive e stabili per le criticità che sono, come sappiamo bene e come spesso abbiamo discusso in quest’Aula: 1. Risanamento dei bilanci delle banche; 2. Profonda ristrutturazione della Cassa di Risparmio e 3. Gestione dei crediti non performanti (NPL).

Elemento che sarà molto utile al fine di individuare l’effettivo gap di capitale all’interno dei nostri istituti di credito è la verifica supplementare che il Fondo farà nei prossimi giorni in sinergia con i tecnici di Banca Centrale sui dati emergenti dall’AQR.

Torno per un momento al Report del FMI su San Marino dell’aprile 2017 nel quale l’Organismo internazionale scriveva: “Rinnovare la supervisione bancaria e preparare il terreno ad un quadro macroprudenziale gioverebbe alla stabilità finanziaria. È necessaria una migliore raccolta dei dati per migliorare la sorveglianza e sviluppare un quadro macroprudenziale. La BCSM è incoraggiata a identificare e chiudere ulteriormente eventuali dati e lacune normative, tra cui l’armonizzazione delle definizioni NPL con gli standard internazionali e il rafforzamento del monitoraggio degli standard di prestito bancario attraverso indagini periodiche e rafforzare la capacità di monitorare i rischi sistemici.” E ancora: “Per CRSM, è necessaria una strategia credibile, tenendo conto dei risultati AQR. Finora, lo stato ha iniettato 220 milioni di euro (circa il 16% del PIL) negli sforzi per salvare la banca, rendendola l’azionista di maggioranza della banca.”

Cassa di Risparmio, l’altro grande tema.

Cassa di Risparmio richiede una profonda ristrutturazione per tornare ad essere solvibile, mettendo in campo azioni rispetto il modello di business, con la riduzione degli elevati costi di gestione e garantendo un’attività creditizia prudente. Per fare ciò è necessario il coinvolgimento di tutte i soggetti interessati, tra cui lo Stato e le parti sociali.

Cassa è la grande sfida, non per questo Governo, ma per l’intero Paese, perché necessita di un’imponente azione a tutti i livelli e di un’ulteriore ricapitalizzazione nel breve periodo, che va vista come un investimento per avere più risorse in futuro.

Arrivo ora al “tema dei temi”: intervento del Fondo Monetario sì o no? Parto da una premessa fondamentale: bisogna concretizzare un approfondimento in termini politici e sociali, ricercando il più ampio coinvolgimento delle forze politiche, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali ed è chiaro che il confronto deve essere concreto, senza produrre ulteriori ritardi e nuovi rinvii.

Premesso ciò, il punto non è tanto se ci serve o meno l’intervento del Fondo, ma cosa ci serve.

Sicuramente il FMI può essere un’opzione importante, che ci può aiutare anche a livello di supporto tecnico e di accreditamento del nostro sistema Paese a livello internazionale. La parola d’ordine è però DIVERSIFICAZIONE. Diversificazione delle forme di finanziamento esterno, con anche operazioni di sostegno-ponte da parte di massime istituzioni bancarie internazionali per dare seguito ad un progetto di stabilità e sviluppo chiaro di San Marino.

Gli obiettivi che abbiamo come Paese nel periodo più breve possibile sono: 1. L’equilibrio di bilancio attraverso il completamento delle riforme strutturali; 2. L’istituzione del Dipartimento del Tesoro che ospiterà anche l’Ufficio del Debito Pubblico; 3. Individuare una seconda agenzia di rating; 4. Consolidamento della crescita economica, con l’incremento del PIL di oltre il 2% in modo stabile.

Potrei continuare il mio intervento sulla base della relazione sulla Partecipazione agli Spring Meetings, però vado alle conclusioni con una riflessione personale.

La Relazione ci dice a chiare lettere com’è la situazione, cosa si è già messo in campo e cosa ci sarà da fare.

La sfida non è di questo Governo e di questa maggioranza che si prende sì la piena responsabilità di non girarsi dall’altra parte e fare finta che piccoli correttivi possano sistemare le cose.

Ci prendiamo la responsabilità di affrontare tutti i passaggi e le riforme necessari.

Ma questa è la sfida che si trova ad affrontare il nostro Paese e quindi il mio appello, che spero non cadrà nel vuoto e non venga coperto dagli urli cui quest’Aula troppo spesso deve sentire.

Il mio appello a tutti, tutti noi che sediamo in questo Consiglio Grande e Generale, maggioranza e opposizione, alle associazioni datoriali e ai sindacati: in gioco non c’è la stabilità di un Governo, ma la stabilità di un Paese. Lavoriamo in sinergia e concretamente al Piano di Stabilità e di Sviluppo.

Sforziamoci, tutti, di prendere coscienza di ciò e sederci al tavolo pronti a trovare soluzioni concrete e vere, senza perdere altro tempo.

È inutile puntarsi il dito contro, non è così che troviamo le soluzioni.

Abbiamo una grande opportunità, proviamoci.