Quando a San Marino si parla di PA, si parla di qualcosa di grande, di qualcosa di importante. Per anni la PA a San Marino è stata esattamente come un grande amore. E come ogni grande amore è stata in grado di darci (come recita una vecchia canzone) “tutto il bene e tutto il male” che un grandissimo sentimento può regalare.

La massima aspirazione per moltissimi giovani, fortemente sostenuta dai genitori degli stessi, era il posto fisso sotto la PA. Tanto che un grande partito come il PDCS, in quegli anni, ha costruito il suo potere e quindi una fetta importante della propria storia su un tale caposaldo.  Ma va sottolineato che lo ha potuto fare grazie a enormi risorse economiche di cui oggi, per motivi di cui non stiamo qui discutere, non disponiamo più. Quindi, evidentemente, oggi non siamo più in grado di sostenere adeguatamente una tale struttura.

Per questo motivo ritengo sia molto importante il lavoro programmatico di spending review portato a termine dal Segretario di Stato Guerrino Zanotti e il suo staff.

Perché va ad imprimere una nuova impronta a tutta la macchina della PA. Con l’intento di abbassare la spesa pubblica e, contemporaneamente, grazie a una ottimizzazione delle risorse, aumentarne l’efficienza.

Si tratta di una grande operazione che va ad inserirsi in un progetto ancora più ampio che è il Piano di Stabilità. Sappiamo dunque benissimo che si tratta solo dell’inizio e che comunque si dovrà agire quanto prima anche in ambiti che hanno costituito da sempre enormi sacche di spreco all’interno di un sistema che si è prestato spesso a forti e costosissime distorsioni e speculazioni.

Per questo motivo, mi ripeto rispetto a miei interventi precedenti, occorre essere all’interno di questa aula e anche fuori, con associazioni di categoria e sindacati, il più possibile uniti, nella consapevolezza che si tratta comunque di un problema, e come tale va assolutamente risolto.

E’ assolutamente necessario un cambio di mentalità.

Nei precedenti interventi ho sentito spesso dire dai miei colleghi consiglieri: questo si può fare, questo non si può fare. Io credo che, invece, la questione vada posta in una maniera diversa, ossia: questo si deve fare e questo non si deve fare. Perché oggi, portando avanti questo progetto, stiamo semplicemente assolvendo a un dovere.

A questo punto non posso non esprimere una nota di amarezza su un comunicato e non solo quello, emesso dalla CSU al riguardo del progetto oggetto di questo dibattito. Devo confessare, da ex componente della Csdl in seno al direttivo Industria, che non ho affatto apprezzato né il tono, né il linguaggio usato. Come direbbero loro è una questione di metodo. Mi auguro che prima possibile si possa riprendere a lavorare seriamente e collaborare insieme lungo tutto il difficile percorso che spetta a tutti quanti noi.

Siamo nell’aula del CGG e vorrei concludere il mio intervento con una piccola nota a margine. C’è un nuovo Regolamento Consiliare, che tende esso stesso, ad un abbassamento dei costi del CGG che da un po’ è in attesa di essere portato in aula per l’approvazione. Purtroppo, fino a oggi, non è stato possibile per il parere contrario di una forza di opposizione. Mi auguro si riesca, quanto prima, anche in questo caso, ad uscire da tale impasse. In quanto, il nuovo Regolamento Consiliare, contiene importanti proposte cha vanno proprio nel senso di una diminuzione dei costi della politica.