“Amare lo straniero è il punto chiave della solidarietà. La solidarietà per vicinanza, per appartenenza, sono facili. La solidarietà dev’essere praticata in tempi difficili che spingono anche a rotture.”
Così Stefano Rodotà indicava la trasposizione in chiave moderna del principio base che unisce donne e uomini della sinistra. L’elemento forte dell’evoluzione di questo percorso sta nel rendere attuale un pensiero antico contenuto nella parabola del “buon samaritano”. “La solidarietà – sostiene Rodotà – è l’elemento che può eliminare l’odio fra Stati poveri e Stati ricchi, se viene a mancare si perdono le condizioni minime della democrazia cioè il riconoscimento reciproco e la pace sociale”.
Il pensiero forte di persone così migliora il Mondo e indica un’alternativa efficace ai facili percorsi del populismo, del razzismo, dell’emarginazione degli altri. Ed è proprio in tempi difficili che la solidarietò deve farsi più forte.
Il nostro Paese ne è stato l’esempio a cui oggi con molta più difficoltà dimostriamo di attingere. Quando le risorse si fanno più scarse, piuttosto che dare corpo e spazio alle logiche dell’egoismo, occorre essere ancor più altruisti, è quello il momento in cui ogni sacrificio costruisce solide basi per la società del futuro.

E’ stata l’accoglienza dei centomila in un clima di assoluta povertà, che ha consentito alla Repubblica di essere grande e di vivere poi un lungo periodo di prosperità e benessere. Purtroppo la ricchezza non è sempre foriera di valori, ma spesso provoca decadenza. La crisi di oggi dipende sicuramente da quella incapacità di reagire all’egoismo prodotto dalla ricchezza.
Questo per quanto riguarda San Marino, ma non solo: il pensiero di Rodotà ci indica a chiare lettere come  i grandi problemi dell’umanità di oggi, le migrazioni, il terrorismo, le guerre contro i civili, sono il frutto di quelle politiche che non considerano la solidarietà e decidono sulla base di un effimero concetto protezionistico.

Lo ricordavano ieri a Domagnano i volontari dei corpi di Pace dell’operazione Colomba, la risposta non può essere la violenza,  ma la solidarietà, non può essere la contrapposizione, ma il dialogo.
Questa la sfida fra chi crede nel progresso umano e chi invece pensa solo a se stesso, sbagliando non solo perchè immorale, ma anche perchè prorpio questo atteggiamento gli procurerà i danni più gravi.
La sinistra è chiamata continuamente a rifondarsi, a riallineare i propri valori all’evolversi della  società, il pensiero di Stefano Rodotà ci ha aiuta in questo processo non facendoci mai perdere di vista l’essenza.