Sinistra Socialista Democratica è perfettamente cosciente della gravità della situazione generale del Paese in termini economici, finanziari e sociali.

È stata la consapevolezza dell’esistenza di un vero e proprio “stato di emergenza” a spingere SSD a portare avanti la proposta del PSD della grande coalizione, aperta a tutte le forze politiche disponibili a cooperare al fine di rispondere con concretezza e tempestività agli obbiettivi del riequilibrio strutturale del bilancio dello Stato, del consolidamento del settore finanziario e del rilancio economico e occupazionale.

Questa nostra proposta non è stata accolta, ma la situazione emergenziale rimane, il clima di precarietà, sfiducia e disorientamento anche e quindi la necessità di dare risposte chiare e risolute non è più rinviabile.
Un clima, di per se già particolarmente negativo, reso ancor più inquietante dal caos e dalla esasperata conflittualità che in queste ultime settimane stanno regnando sovrane nel dibattito politico e pubblico. SSD è convinto che il Paese abbia bisogno di un confronto serio e maturo – anche duro se portato avanti con civiltà e rispetto – sulle idee e sulle proposte che le liste e le coalizioni intendono realizzare in caso di successo elettorale.

È questo il terreno su cui SSD si muoverà d’ora in avanti.
Sosterrà e difenderà con determinazione il proprio progetto politico, ascolterà con attenzione le proposte dell’avversario e le criticherà, anche aspramente, se ritenute dannose per il Paese. Farà tutto il necessario per far sì che la competizione elettorale possa svolgersi in un clima che sia il più sereno possibile, evitando che si trasformi in una “guerra civile” o in una “lotta tra bande”. In tal senso, SSD ritiene opportuno che già da adesso possano emergere atti politici e istituzionali orientati a favorire una normalizzazione della dialettica tra i vari schieramenti.

A partire dalla nomina della prossima Reggenza, che – è bene sottolinearlo – opererà nel pieno della prossima consultazione elettorale. SSD crede fermamente che, ora più che mai, la prossima Suprema Magistratura debba essere rappresentativa della parte più ampia possibile del Paese e del Consiglio Grande e Generale e, per queste ragioni, avanza la proposta della Reggenza di Garanzia. SSD non fissa criteri, non pone vincoli e soprattutto non fa “nomi e cognomi”, vuole solo aprire un confronto politico con tutti i gruppi consiliari per individuare una soluzione largamente condivisa.

SSD confida che questa proposta non venga liquidata con superficialità, ma sia valutata con attenzione. Sarebbe un segnale di grande maturità, responsabilità e senso dello Stato, che favorirebbe una riduzione delle distanze tra cittadini e istituzioni politiche.

SSD