Sul tema del Casale la Fiorina si sono versati fiumi di inchiostro, incontri pubblici,  raccolte firme… tutto questo sicuramente testimonia l’attenzione e la preoccupazione dei sammarinesi per quanto riguarda gli anziani e come vengono trattati. E questo fa onore ai sammarinesi, perché il rispetto e la cura verso gli anziani sono un segno di grande civiltà.

Quello però che si è verificato nel paese negli ultimi mesi è una vera e propria strumentalizzazione, da più parti e per interessi diversi.

È normale che in un trasferimento così particolare e delicato come quello che è avvenuto fra la casa di riposo e Casale la Fiorina si possano essere verificati disguidi o difficoltà, ma sicuramente tutto è stato monitorato e i disagi ridotti al minimo.

Strumentalizzare gli anziani per interessi diversi dai loro credo sia molto negativo e non faccia il bene degli anziani.

Essere in democrazia non vuol dire che sia giusto e corretto spargere continuamente negatività su tutto e non vuol dire nemmeno che la maggioranza debba sempre subire senza dire le cose come stanno.

Fortunatamente fra le tante voci, ce ne sono state anche alcune che hanno parlato in modo oggettivo e con cognizione di causa. Mi riferisco ad una lettera pubblicata alcuni giorni fa della dottoressa Laura Rossi, che scrive:

Crediamo che le problematiche messe in evidenza dal trasferimento siano legate innanzitutto ad inevitabili disagi iniziali, per altro superati o in via di superamento, nonché alla necessità dell’adattamento al nuovo ambiente per anziani e operatori provenienti da Cailungo: comprendiamo la resistenza al cambiamento, ma ci auguriamo che essa non costituisca una pregiudiziale al buon funzionamento del servizio.

A questo proposito è da rilevare come i giudizi circolanti sulla struttura del Casale La Fiorina contribuiscano ad alimentare ulteriormente le polemiche di questi ultimi tempi: certo, come tutte le realizzazioni umane, è una struttura che ha difetti e limiti, ma non vi è alcun dubbio che essa offra agli ospiti una sistemazione più che dignitosa e in grado di rispondere agli standard di qualità previsti.

Auspichiamo perciò che con il concorso di tutte le parti coinvolte si possa operare per sfruttarne al meglio le caratteristiche e superarne i limiti.

Sottolinea inoltre come questa sia una fase non semplice durante la quale chi da sempre ha operato in gestione pubblica deve confrontare le proprie procedure e modalità operative con chi ha operato fino a ieri in gestione privata. Ci risulta che in entrambe le gestioni la qualità dei servizi sia stata elevata, perciò come familiari ci aspettiamo che essa sia mantenuta e non sia compromessa in questa fase ancora di passaggio. 

Importantissimo è il monitoraggio di tutte le azioni indirizzate ai nostri familiari ospiti della struttura, il coinvolgimento diretto e costante dell’Authority sanitaria, cui spetta il controllo responsabile e la verifica dell’adeguamento dei servizi prestati ai principi della Carta Europea dei diritti e delle responsabilità degli anziani bisognosi di assistenza e di cure a lungo termine.

La lettera continua ampliando il tema della cura verso gli anziani oltre il Casale la Fiorina:

Non si può pensare che sia sufficiente rispondere alle esigenze della popolazione anziana con questa sola residenza e neppure concentrare l’attenzione esclusivamente su di essa, perché il problema è molto più ampio, serio, pregnante e destinato ad ingigantirsi. 

Occorre oggi da parte di tutti una concreta presa di consapevolezza della problematica e uno sforzo intellettivo, di analisi e creatività, che miri a individuare per il futuro soluzioni diversificate e a misura delle esigenze diverse dei cittadini.

Qui si aprono davvero tante possibilità che sono state messe in campo in realtà diverse dalla nostra a cui possiamo guardare.

Credo che questa lettera sia la testimonianza di come i cittadini seri e consapevoli vedano le cose e possano dare un vero contributo alla soluzione dei problemi senza creare allarmismi o panico ad ogni difficoltà che si presenta.