Grazie Eccellenze,

a voi, il mio augurio di un proficuo lavoro e il ringraziamento per il messaggio che avete voluto condividere con quest’Aula.

Intervengo in Comma Comunicazioni per relazionare sulla trasferta della Delegazione Parlamentare presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa formata dalla sottoscritta e dai Colleghi Marco Gatti, Roger Zavoli e Marco Nicolini.

La seconda parte della sessione plenaria del Consiglio d’Europa ha avuto luogo a Strasburgo dall’8 al 12 aprile u.s.

Durante i lavori abbiamo avuto l’opportunità di incontrare, sia nei gruppi politici e poi la candidata croata anche come Delegazione,  i due candidati a Segretario Generale del Consiglio d’Europa, il Sig. Didier Reynders – attuale Ministro agli Affari Esteri e alla Difesa belga – e la Sig.ra Marija Pejcinovic Buric – attualmente Vice Primo Ministro e Ministro agli Affari Esteri ed Europei della Croazia-.

Entrambi i profili sono di altissimo livello.

Nella giornata di lunedì, la Plenaria ha votato favorevolmente l’introduzione all’Ordine del Giorno di un dibattito di urgenza sul “Ruolo e la Missione dell’Assemblea Parlamentare: le principali sfide per il futuro”.

Il lavoro su questa Risoluzione è stato veramente imponente, con un lavoro trasversale tra i gruppi politici, fatta eccezione per il gruppo dei Conservatori e di diversi Parlamentari, ucraini in particolare, che hanno invece fatto in tutti i modi per rallentare ed ostacolare il documento.

Perché questa Relazione è così importante? Perché sicuramente è un primo passo verso una possibile soluzione con la Federazione Russa, ma soprattutto è un documento che pone le basi per una maggiore e migliore collaborazione tra l’Assemblea Parlamentare, il Consiglio d’Europa e il Consiglio dei Poteri Locali. Questa collaborazione è tanto più importante alla luce di ciò che è accaduto negli ultimi anni con la Federazione Russa e della necessità che queste situazioni non accadano in futuro con altri Stati che già evidenziano delle frizioni (Turchia, Azerbajan solo per fare due esempi). La Risoluzione è stata votata con 108 voti favorevoli, 37 contrari e 12 astenuti. La stessa sarà portata all’attenzione del Comitato dei Ministri che si riunirà ad Helsinky.

Come ha ricordato Timo Soini, Ministro degli Affari Esteri della Finlandia e attuale Presidente del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, durante il suo intervento in Assemblea: “Trovare una soluzione all’attuale crisi politica e istituzionale richiederebbe una stretta cooperazione con tutti gli Stati membri e con entrambi gli organi statutari – l’Assemblea parlamentare e il Comitato dei ministri. È tempo di iniziare a consolidare le diverse visioni in una sola “.

Tra le risoluzioni e i dibattiti, vorrei evidenziare quello sull’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che indicava un rafforzamento della cooperazione tra la Nazioni Unite appunto e il Consiglio d’Europa e l’implementazione degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile attraverso la sinergia con i parlamenti nazionali e le autorità locali.

L’Agenda 2030 rappresenta una sfida: pensare oltre quello che è il modello economico e di sviluppo che conosciamo. Uno sviluppo che sia davvero sostenibile, in cui sostenibilità si traduce con cura, ricerca, uso della tecnologia e attenzione per l’ambiente. Uno sviluppo che tenga acceso il faro dei diritti umani, del lavoro che dia dignità e che non sia sfruttamento, significa per i governi pensare al lavoro che sarà, quello per cui oggi ancora non esistono persone formate e quindi investire e credere nell’educazione e nell’istruzione, nell’accesso al diritto allo studio come diritto umano, così come l’accesso all’assistenza sanitaria, previdenziale e ai servizi.

L’approccio che io sposo di fronte ad una sfida così grande è quello racchiuso nella parola GLOCAL, ovvero agire locale per avere effetti sul piano globale.

L’Assemblea ha anche affrontato il tema delle violenze sessuali e del sessismo nei parlamenti nazionali, Risoluzione che nasce nell’ambito della campagna “#notinmyParliament”.

Si è poi discussa e votata la Risoluzione sulla responsabilità politica nel contrastare l’hate speech – i discorsi di odio – e di intolleranza e il ruolo attivo dello sport.

È infatti importante la cooperazione tra il Consiglio d’Europa e la FIFA e la UEFA perché lo sport deve essere uno strumento di integrazione e di integrità nei valori positivi di cui è portatore e parallelamente la classe politica ha una responsabilità morale rispetto i discorsi di odio perché come ha scritto la Relatrice: “i politici hanno un ruolo essenziale nel combattere gli hate speech e l’intolleranza e hanno una responsabilità morale in questo.”

Infine, il Report 2018 sull’attività annuale della Commissione per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, la prima Relazione portata da Dunja Mijatovic.

La Relazione copre tutte  le più pressanti questioni relative ai diritti umani negli Stati membri del Consiglio d’Europa, tuttavia la Mijatovic ha sottolineato come la migrazione, i diritti delle donne, i diritti umani delle persone con disabilità, la protezione dei difensori dei diritti umani e la sicurezza dei giornalisti siano i temi che più di altri sono stati ricorrenti nel suo lavoro. Lei stessa ha dichiarato che: “La migrazione è tra le questioni più urgenti sui diritti umani nella mia agenda” e che “Le autorità nazionali dovrebbero migliorare il trattamento degli immigrati, dei richiedenti asilo e dei rifugiati e mettere i diritti umani e il principio della condivisione delle responsabilità al centro delle loro politiche di migrazione e asilo”.

Grazie.

Vanessa D’Ambrosio

Capo Delegazione c/o Consiglio d’Europa

 

San Marino, 17 aprile 2019