Eccellenze,

Membri del Consiglio Grande e Generale,

 

desidero utilizzare il comma comunicazioni per svolgere alcune considerazioni sulla situazione del settore bancario che – è bene ricordarlo – ancora oggi rappresenta uno dei settori-chiave dell’economia sammarinese.

 

E’ evidente che per il Governo di Adesso.sm la complessiva riorganizzazione e il riposizionamento internazionale del sistema finanziario rappresenti una delle priorità su cui impostare lo sviluppo futuro del Paese: senza credito, infatti, non è possibile pensare di creare nuova economia, garantire gettito fiscale e mantenere posti di lavoro con elevate qualifiche professionali.

 

La crisi finanziaria globale ha messo a dura prova l’economia sammarinese e non c’è stata una efficace reazione in termini di progettualità politica.

 

Sul piano internazionale, la stragrande maggioranza delle nazioni ha applicato i criteri dell’innovazione, della legalità e della trasparenza nell’ambito di un processo di complessiva trasformazione dei modelli di business, a San Marino invece si è manifestata l’assoluta mancanza di una visione strategica d’insieme che, attraverso un piano coordinato di interventi, potesse affrontare alcune delle principali criticità presenti nel settore bancario, come il rafforzamento dell’autorità di vigilanza, la definizione di contesti normativi e di vigilanza semplificati e più leggeri, il rigoroso rispetto del principio della legalità da parte delle istituzioni, dei loro rappresentanti e dei loro consulenti, il mantenimento di un adeguato livello di efficienza fiscale, l’adozione di solidi strumenti di garanzia dei depositanti, l’implementazione delle relazioni con altri Stati e in particolare con economie in via di sviluppo, l’incentivazione della libertà nei movimenti di capitali e della flessibilità nei tassi cambio, la stipula di accordi bilaterali per la promozione e la protezione degli investimenti e l’implementazione dei servizi e delle competenze finanziarie necessarie a far diventare il sistema bancario interlocutore di idee, progetti e risorse, che vanno sviluppate nell’interesse della comunità sammarinese.

 

Tutto ciò ha generato l’odierna situazione di precarietà nel settore bancario; una situazione che può indiscutibilmente essere gestita in modo costruttivo e che va affrontato con serietà e determinazione.

 

Il Paese ha fatto alcuni passi in avanti nell’adattare le proprie norme e i propri sistemi di controllo agli standard internazionali, però la sfida odierna della Repubblica di San Marino risiede nell’individuazione di nuovi drivers di crescita all’interno di un modello di sviluppo più sostenibile e in uno scenario internazionale radicalmente mutato rispetto a qualche anno fa.

 

Il Governo di Adesso.sm ritiene che tale sfida possa essere positivamente affrontata solo attraverso un convinto supporto all’azione di Banca Centrale orientata all’affermazione della legalità e della trasparenza all’interno del sistema bancario.

 

L’imminente conclusione del processo di valutazione degli attivi bancari, Asset Quality Review, non rappresenta assolutamente il punto di arrivo, bensì il punto di partenza per la predisposizione e la realizzazione di un piano di consolidamento e di sviluppo dell’intero comparto finanziario, dopo averne ricavato una diagnosi dettagliata del suo stato di salute. La nostra coalizione, fin dall’inizio, ha considerato l’attuazione dell’AQR una significativa opportunità per riaccreditare, a livello internazionale, l’immagine e la reputazione del sistema finanziario sammarinese e per stabilire un punto preciso da cui ripartire con un progetto globale di rilancio e di ricapitalizzazione.

 

Pur non potendo ancora entrare nel merito, desidero anticipare all’Aula Consiliare la ferma intenzione del Governo di voler gestire i cosiddetti crediti non performing con l’obiettivo specifico di rendere l’intera collettività beneficiaria delle potenziali attività derivanti dall’azione di recupero dei crediti. Tale azione dovrà avvenire sotto la stretta supervisione e il rigido controllo dello Stato, in quanto le risorse gestite appartengono a tutti i cittadini sammarinesi.

Il Governo e le Istituzioni competenti si assicureranno che gli stessi soggetti che hanno alimentato il problema, con consulenze, pareri e con una conduzione a dir poco discutibili, non vengano coinvolti in attività di pertinenza esclusiva dell’intera comunità sammarinese e in tale senso deve essere chiaro che dalle autorità preposte sarà compiuta un’attenta verifica per valutare l’emersione di eventuali profili di responsabilità di carattere legale e morale nei confronti dei risparmiatori e dei contribuenti sammarinesi.

 

L’azione del Governo, perciò, è diretta ad utilizzare ogni strumento necessario a garantire depositanti e risparmiatori e a tutelare il maggior numero possibile di posti di lavoro dei tanti nostri concittadini che operano nel settore bancario.

In tale ottica si ritiene che attraverso un piano coordinato che tenga sullo stesso livello la definizione del nuovo contratto bancario (ormai scaduto da sei anni e rispetto al quale le amministrazioni precedenti non pare abbiano mostrato la necessaria attenzione pur essendo tema di grande rilevanza per chi svolge la propria attività lavorativa in questo comparto economico), la possibilità di favorire forme di turn-over dei lavoratori e la predisposizione nel brevissimo periodo di programmi di riqualificazione professionale del personale bancario, ad esempio puntando sulla specializzazione nell’ambito del recupero crediti, possano essere riconosciute nuove e ulteriori opportunità in termini occupazionali.

 

Lo Stato farà la propria parte per assicurare la massima solidità al sistema bancario sammarinese e con la decisione assunta lunedì scorso dal Governo su Cassa di Risparmio, lo Stato ribadisce la propria intenzione di portare avanti un piano complessivo con le Istituzioni preposte, con le parti politiche e sociali e con l’intera comunità sammarinese.

 

Nonostante le chiavi di lettura possano essere diverse da parte delle forze politiche di opposizione, nella seduta di ieri il Congresso di Stato ha esercitato una sua prerogativa adottando una delibera per avviare le procedure necessarie alla convocazione dell’assemblea degli azionisti della Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino.

 

Ai sensi dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio Grande e Generale in data 22 gennaio 2016 e in coerenza con le raccomandazioni esplicitate ripetutamente negli ultimi anni (2014-2015-2016-2017) dal Fondo Monetario Internazionale e con le posizioni della Banca Centrale, si è ritenuto di dare concretezza al percorso teso alla revisione degli accordi vigenti circa l’assetto partecipativo dell’Ecc.ma Camera in Cassa di Risparmio, oltreché alla revisione della struttura e della composizione del Consiglio di Amministrazione allo scopo di garantire all’organismo più snellezza e maggiori professionalità specifiche per traghettare l’istituto lungo il percorso di applicazione del Piano Pluriennale di ristrutturazione e internazionalizzazione.

 

Alla luce del fortissimo impegno finanziario profuso dallo Stato a supporto di Cassa di Risparmio, si considera indispensabile che venga riconosciuta all’Ecc.ma Camera la quota di proprietà corrispondente realmente agli apporti di capitale sociale compiuti in questi anni.

 

Non sono affatto d’accordo con chi sostiene che l’iniziativa assunta dal Governo – tra le altre cose accompagnata da una nota stampa ufficiale del Congresso di Stato molto equilibrata e ragionevole –  possa determinare elementi di turbativa al mercato, anzi ritengo che rappresentino un pericolo ben superiore alcune affermazioni compiute in queste ultime ore, che hanno l’intenso retrogusto della strumentalizzazione politica, soprattutto da parte di chi nella scorsa legislatura ha avuto tutte le possibilità per risolvere i problemi ma non lo ha fatto per mancanza di coraggio e, ancor peggio, per mancanza di volontà politica.

 

Il Governo ritiene che questa iniziativa sia un chiaro segnale dell’intenzione politica di dare stabilità e prospettiva a Cassa di Risparmio, implementandone l’operatività presente e futura attraverso un piano di sviluppo nell’ambito del quale lo Stato eserciterà un ruolo di primo piano e di garante, avvalendosi della collaborazione di figure professionali di elevato profilo.

 

I risparmi sono patrimonio dell’intera comunità sammarinese e in tal senso il Governo si farà difensore dell’integrale mantenimento della proprietà di Cassa di Risparmio nelle mani dello Stato, mettendo in campo ogni iniziativa utile a impedire possibili scalate da parte di soggetti privati e a contrastare ogni potenziale atto e intromissione tesi al depauperamento della ricchezza dei cittadini sammarinesi e dello Stato.

 

Concludo riaffermando senza indugio che il sistema bancario sammarinese è solido e il Governo invita Banca Centrale a proseguire il lavoro intrapreso, integrando nella struttura nuove risorse umane dotate di elevata professionalità per incrementare le competenze al fine di affrontare in modo efficace alle sfide del prossimo futuro.
Siamo infatti certi che dall’azione in corso emergerà un sistema bancario che rispetta le regole della legalità e della trasparenza, un sistema bancario robusto che sarà  in grado di competere a livello internazionale per solidità e professionalità, al pari degli intermediari di altri paesi europei e non europei. In questo modo si creeranno le condizioni per attrarre nuovi investimenti e nuovi progetti imprenditoriali di alto livello e così anche preservare e riqualificare i lavoratori del settore e salvaguardare l’interesse dei contribuenti.

 

Simone Celli

Segretario di Stato per le Finanze e il Bilancio