Professore,

pare ingenerosa la sua analisi nei confronti della Repubblica di San Marino. Conoscere i fatti in profondità Le potrebbe consentire di esaminare un caso di scuola, alla luce della trasformazione di un’economia avvenuta in circa dieci anni. Le assicuro che dall’esame ne può scaturire un vero e proprio trattato di grande interesse per capire come sia possibile spegnere volontariamente i motori principali dello sviluppo di un Paese, senza giungere, come sostiene Lei, al tracollo. Esaminiamo solo due indicatori: la decrescita del Pil e la decrescita della raccolta bancaria. Esiste secondo Lei uno Stato in grado di sopportare una riduzione del Pil del 30% senza ricorrere a politiche di contrazione del welfare ? Esiste una banca o un sistema bancario in grado di sopportare una riduzione della raccolta del 65% senza dichiararsi sconfitto? Rifletta: l’uno e l’altro indicatore sono crollati perché la Repubblica ha scelto la strada della trasparenza passando dalle black alle white list, ed ha in atto un processo di associazione con l’Unione Europea che lo stesso presidente Donald Tusk ha considerato importantissimo in quanto aprirà la strada al rapporto della Ue con altri Paesi, in particolare dell’area del Mediterraneo. Certo le difficoltà ci sono, ma le posso assicurare che nonostante una crescita forte e naturale del dissenso fra la popolazione, c’è ancora una classe politica che non intende cambiare strada. Articoli come quelli del Corriere della Sera non aiutano, dato che il Dott. Savorelli non è stato sfiduciato per la mancanza di chiarezza sui bilanci delle banche (l’Aqr è concluso e le autorità di vigilanza ne conoscono i risultati), anzi, il contrario, poiché proprio su questo aspetto si sono consumate le lotte politiche più difficili facendo prevalere chi era per la trasparenza. Piuttosto la Repubblica non poteva permettersi di compromettere l’esistenza dell’istituto bancario pubblico, pilastro del sistema economico e sociale del Paese, che invece l’ex Direttore di Banca Centrale intendeva sottoporre ad una ‘cura’ che l’avrebbe reso talmente debole da essere facile preda di capitali privati, tra l’altro già pronti (ma questa è un’altra storia). Si renderà conto che per un Paese sovrano perdere il controllo del principale istituto di credito rappresenterebbe una sconfitta pari a quella della perdita di una parte del proprio territorio. La storia insegna che un popolo per queste ragioni è disposto a combattere. Il Dott. Savorelli questa percezione purtroppo non l’ha manifestata. In merito alla trasparenza le posso assicurare che il flusso delle informazioni fra la Repubblica e gli altri Paesi è veloce e garantito, tanto che con gli Early Adopters San Marino è stato in prima fila nel sottoscrivere e mettere in pratica lo scambio automatico delle informazioni finanziarie. Se lo vorrà, approfondendo, potrà trasmettere ai suoi studenti elementi significativi sul caso di scuola ‘San Marino’ e ciò arricchirà sicuramente la conoscenza dell’imponente trasformazione che ha subito il Mondo dal 2001 ad oggi.

Cordiali saluti,

Giuseppe Maria Morganti