È indubbia la necessità di individuare il profilo del futuro Presidente di Banca Centrale per affrontare in maniera adeguata e strutturale non solo la riforma di Banca Centrale già avviata, ma i rapporti con l’esterno e un consolidamento dell’intero comparto. La figura che si individuerà, dovrà conoscere a fondo la realtà sammarinese, le sue peculiarità ed essere in grado di strutturare e perseguire il percorso per conseguire credibilità e sostenibilità del nostro sistema, individuando le opportunità e gli ambiti di sviluppo e adeguarsi alle migliori pratiche a livello internazionale in materia.

Rispetto l’audizione in Commissione III, di cui ho avuto la possibilità di leggere il resoconto dell’Agenzia Dire, emerge che entrambi i candidati, sia quindi l’Avvocato Catia Tomasetti, sia il Prof. Giacomo Neri, hanno profili di tutto rispetto, valore e hanno esposto in maniera chiara le loro linee e visione su Banca Centrale, sul dialogo con la politica, con i soggetti vigilati e con le istituzioni estere, come BCE, Fondo e Bankitalia.

 Parto dal piano più generale del settore bancario e finanziario di San Marino: a fronte di una situazione difficile e particolarmente complessa rispetto il comparto, l’impegno che ci stiamo dando a tutti i livelli è quello di cercare di uniformare in modo progressivo e sostenibile il sistema, rilanciandolo a livello internazionale.

Per far sì che questo percorso si possa strutturare e consolidare, è indispensabile avere una Banca Centrale con un ruolo attivo, di vigilanza, di accompagnamento per gli stakeholders, con la propria autonomia e indipendenza ma – al contempo – con la necessaria predisposizione al dialogo con le Istituzioni e la politica.

L’iter di riforma e riorganizzazione della struttura e di revisione dello Statuto di BCSM – già peraltro avviato – ha come obiettivo quello di rafforzare la stessa quale presidio di attività di vigilanza per gli operatori di settore bancario, garantirne l’autonomia e l’indipendenza ma, come ho detto poco fa, avere un equilibrio e un dialogo con lo Stato.

L’attività di vigilanza è strategica ed orientata alla stabilità del sistema di fronte alle crisi bancarie.

Viviamo in un mondo in cui ogni sistema è condizionato da variabili sia interne, sia esterne e ovviamente San Marino non lo è stato di meno. La crisi internazionale ha travolto anche il nostro sistema bancario, che a sua volta ha dato instabilità non solo al settore, ma anche all’economia reale, mettendo in seria difficoltà le imprese per quanto riguarda soprattutto l’erogazione del credito. La San Marino pre crisi aveva un comparto bancario e finanziario sproporzionato rispetto il bacino del Paese ed era chiaro che non sarebbe potuto durare in eterno: le regole del gioco e le normative cambiano, sono cambiate profondamente già dopo il 2001 e le parole chiave sono diventate trasparenza e reputazione. Il settore doveva cambiare, specializzarsi, formarsi e fare i conti con quelli che poi sono diventati NPL. Questo lavoro si è attivato troppo tardi, con tutto ciò che ne è conseguito. Il grande limite del nostro sistema è rappresentato dagli NPL, che andranno gestiti adeguatamente: di questo ne dobbiamo essere tutti più che consapevoli.

Però sono altresì convinta che nei momenti di crisi o di particolari complessità, ci siano grandissime opportunità e il fatto che l’Avvocato Catia Tomasetti abbia, in sede di audizione in Commissione III, sottolineato con anche delle possibili opportunità, questa impostazione mi rassicura molto perché significa da una parte avere piena consapevolezza di cos’è Banca Centrale a San Marino, il contesto economico e finanziario in cui si trova ad operare e dall’altra avere già in mente possibili percorsi da intraprendere.

L’Avvocato indica un orizzonte temporale di 24 mesi – 2 anni – durante il quale la nostra Banca Centrale dovrà definitivamente affrontare questioni complesse ma sottolinea anche la peculiarità di essere una delle poche banche centrali indipendenti dei Paesi europei, con un elevato livello di autonomia rispetto BCE, visto che non è collegata con essa e ciò comporta – realisticamente- anche aspetti non favorevoli.

Come già detto in precedenza, la vigilanza è strategica ed è quindi fondamentale che Banca Centrale mantenga forte indipendenza quale autorità di vigilanza tenendo però chiaro il principio che debba essere un’autorità dialogante.

Un elemento che mi ha colpito è l’importanza che l’Avvocato dà alla creazione di un Ufficio Studi per raccogliere dati e dare indicazioni a governo e banche che non hanno accesso ai dati su larga scala. In questo modo non solo BCSM può dare impulso in economia, ma anche avere riscontri immediati sulle tendenze e quindi segnalare prima eventuali allerte in modo tale da individuarne gli effetti e quindi agire in anticipo. Altra cosa: RACCOLTA DATI, significa avere il polso della situazione, poter fare uno storico, significa avere degli strumenti preziosi su cui San Marino ha sempre peccato.

L’altro grande tema che il futuro Presidente di BCSM dovrà affrontare è il Fondo Monetario Internazionale.

Ho apprezzato quando l’avvocato ha indicato la propria impostazione, molto chiara: “Un Presidente di BCSM deve dialogare con molte forze e deve porsi come tema quello di aprire il Paese e il suo mercato bancario all’Europa”. Gli interlocutori saranno quindi il FMI, che chiederà ovviamente una parte di autonomia, ma darà immediata credibilità al sistema San Marino e, parallelamente, il fondamentale dialogo con Bankitalia, MEF e con l’Europa.

Il tema alla base di questi rapporti è la necessità e l’opportunità di aprire il nostro comparto bancario, puntando all’apertura e accesso a tutti i prodotti del settore nel territorio e dare modo alle banche di costruire piani industriali realistici. Il tema del Memorandum con Bankitalia è chiaramente visto come un’opportunità, ma sottolinea anche l’esigenza di ampliare l’oggetto dell’accordo che attualmente verte sull’operatività delle carte di credito e poco altro.

Nel momento in cui concluderemo l’accordo con Bankitalia, avremo rafforzato il sistema di vigilanza, alleggerito la burocrazia e mantenuto una competitività fiscale interessante, potremo diventare veramente un sistema competitivo: tempo e certezza delle regole questi sono i pilastri su cui costruiremo il nuovo comparto bancario e finanziario della Repubblica.