Eccellenze e Colleghi Consiglieri,

all’interno del Programma di Governo, con cui la coalizione Adesso.sm si è presentata ai cittadini lo scorso 20 Novembre, il capitolo che tratta il settore bancario e finanziario, ha per titolo UN SISTEMA FINANZIARIO CHE VOLTA PAGINA.

Lo avevamo scritto chiaramente dunque che avremmo voltato pagina, e durante l’intera campagna elettorale, compreso il frangente che ci ha portato al ballottaggio, abbiamo sempre spiegato le nostre idee e proposte per lo sviluppo di questo Comparto.

In particolare siamo stati sempre molto chiari, sia rispetto all’impegno dello Stato all’interno di Cassa di Risparmio che dovrà configurarsi come banca di sistema e sia rispetto al nostro pieno sostegno all’attività e all’autonomia della Dirigenza e dell’Autorità di Vigilanza di Banca Centrale.

Un aspetto, quest’ultimo del sostegno all’attività di vigilanza, che forse a qualcuno recentemente sarà sfuggito, ma che alcuni Consiglieri membri del passato Esecutivo (Capicchioni e Valentini), nei loro interventi in quest’Aula hanno lasciato ben intendere, e cioè che questo specifico aspetto ha costituito di fatto il punto di rottura del precedente Governo.

Capito cittadini e cittadine all’ascolto? Il Governo di San Marino Bene Comune, cioè quello precedente a questo, è andato in crisi nel momento in cui c’era chi voleva sovrintendere all’attività ispettiva nelle banche dell’Autorità di Vigilanza e chi invece voleva che questa operasse senza interferenze. Capito? Bene.

Dicevo, la coalizione Adesso.sm si è presentata con messaggi molto limpidi verso la popolazione, nel nostro Programma di Governo il ripristino della trasparenza e della legalità, sono aspetti ampiamente evidenziati se lo andate a leggere…appunti all’indirizzo preciso di certe compagini politiche che, diciamo, non hanno mai visto di buon occhio l’idea di mettere fine all’ingerenza della politica nell’attività dell’Autorità di Vigilanza di Banca Centrale”, ma che preferivano invece cacciare le figure apicali, eventualmente, non compiacenti.

Ora, non è che voglio discutere del nostro Programma di Governo e di tutte le belle proposte di cambiamento contenute al suo interno, ma questa mi sembrava particolarmente pertinente e importante. Anche perché poi, Il 4 Dicembre 2016 è successo qualcosa:

Il 4 Dicembre 2016 è successo che circa 10.000 persone hanno legittimato la coalizione Adesso.sm a governare questo Paese con Senso dello Stato e nell’interesse collettivo per dare le risposte necessarie e urgenti alle tante gravi problematiche.

Il 4 Dicembre 2016 circa 10.000 persone hanno dato fiducia alla coalizione Adesso.sm per mettere in atto quegli interventi necessari a livello generale, quindi non solo nel settore bancario e finanziario, per contrastare l’indifferenza di fronte alle problematiche della gente, e per impedire la continua realizzazione dell’interesse particolare di uno o più poteri forti, a discapito della società più debole e costantemente prevaricata.

Per quanto concerne il Settore bancario, il 4 Dicembre 2016 è successo che circa 10.000 cittadini elettori, votando la coalizione Adesso.sm, hanno dato mandato al Governo attuale di mettere fine a quel feudalesimo partitico all’interno delle banche, in cui corporazioni e lobbies possono liberamente e impunemente manovrare la vita pubblica, impedire le ispezioni, concedere crediti senza le garanzie dovute, influenzare l’attuazione delle Leggi e, come abbiamo visto anche ultimamente con Asset Banca, agire in totale disprezzo delle stesse normative ritagliandosi illegalmente sempre maggiori spazi d’azione, tornaconti e privilegi.

Non solo, il 4 Dicembre 2016 10.000 cittadini hanno scelto di voltare pagina sull’intera gestione del Paese, non fidandosi più di una classe dirigente e politica interessata solo alle redini del Potere fine a se stesso.

Ma il 4 Dicembre 2016 è successo naturalmente anche qualcos’altro:

è successo che qualcuno ha perso, ed ha perso non solo il consenso e la fiducia di tanti propri elettori, ma le redini di cui accennavo poc’anzi. E questo ha destabilizzato tutto, perché diverse cose non saranno più come prima, almeno sino a quando Adesso.sm sarà al Governo. E questo dovrebbe comprenderlo anche la Coalizione che un paio di settimane prima uscì sconfitta al primo turno.

A distanza di diversi mesi, invece, ancora qualcuno probabilmente ha bisogno di elaborare il lutto, e ciò è anche comprensibile nel senso che sicuramente ci sta la rabbia, il dispiacere, il rimorso per sottovalutazioni eventualmente commesse, ecc., Tuttavia, come in altri ambiti, la sconfitta ad un certo punto potrebbe e dovrebbe essere riconosciuta e accettata.

Tant’è insomma,…oggi dopo soli 6 mesi di Governo invece, si indicono manifestazioni di protesta e si sfiducia un Segretario di Stato. Una cosa mai accaduta in passato.

Ma per cosa? …il debito pubblico forse non c’era? Certo che c’era!…abbiamo forse aumentato le tasse?, la disoccupazione?, gli stipendi?…non mi pare, invece pare che le ragioni risiedano nei famosi 3 Decreti di cui discuteremo successivamente? Dimostreremo durante l’esame che sono assolutamente opportuni e dovuti: Intanto la misura del Credito d’Imposta prevista non è diversa da quelle precedenti, anzi, oggi prevediamo che ci sia un ritorno positivo per le Casse pubbliche attraverso le imposte e in alcuni casi con i contributi dei dipendenti versate dalle Banche, oggi prevediamo finalmente le azioni di responsabilità, oggi prevediamo che nessun dipendente per il salvataggio di Asset Banca perda il posto di lavoro, oggi c’è un Comitato di Sorveglianza nominato da questo Governo…ma insomma, alla luce di tutto questo una domanda nasce spontanea: perché per i precedenti Decreti di salvataggio delle banche (Banca del Titano, Credito Sammarinese, ECB, Banca Commerciale…), le opposizioni e soprattutto le parti sociali ed economiche non si sono mobilitate ai livelli di oggi? Dov’erano? Perché anche questo davvero non si capisce.

In 6 mesi di Governo abbiamo fatto 6 se non 7 dibattiti sulle banche in Consiglio, abbiamo sempre accolto le richieste in tal senso dell’opposizione nonostante ciò abbia ovviamente rallentato l’avanzamento di provvedimenti su altri ambiti che dovremmo e vorremmo portare in Aula e che vanno nell’interesse generale. Anche questo è indice di disponibilità, ma l’appunto che ci viene rivolto continuamente è la mancanza di confronto e di condivisione.

Allora qui forse è bene chiarire anche qualcos’altro, perché se si vuole operare davvero nell’interesse dei cittadini, c’è urgenza di intervenire (la stessa che c’era con il Governo precedente!) di fronte ad uno scempio che è sotto gli occhi di tutti; abbiamo ereditato uno stato dei conti pubblici disastroso e ciò nonostante, con umiltà ce ne prendiamo carico con la consapevolezza della grande responsabilità che ci assumiamo nel momento delle scelte. E lo facciamo confrontandoci nel Paese con tutti, ma con chi vuole seriamente confrontarsi e non con chi non perde occasione per usare il confronto come strumentalizzazione politica o di parte.

Basta giocare sulla pelle dei cittadini!

E’ probabile, ma anche qui non saprei darmi spiegazioni diverse, che la nostra determinazione ad intervenire seriamente rispetto alle problematiche urgenti, abbia colto di sorpresa anche le Parti Sociali ed economiche del Paese.

Perché le polemiche e le critiche che ho letto, in alcuni casi mi sono sembrate davvero oltre misura, specie in questo particolare momento storico difficilissimo per il Paese, dove ciascuno dovrebbe riflettere da par suo, la politica in primis, ma poi però anche tutti gli altri.

Perché se le innumerevoli leggi che nel corso di questo ultimo trentennio, sono nate come espressione di giustizia e, dunque, di difesa e di promozione dei diritti della persona e di una superiore sintesi degli interessi comuni (quindi di tutti!), in sede di approvazione si sono talvolta trasformate più di interesse “particolaristico”, e a tutto ciò ha certamente contribuito anche la cosiddetta contrattazione con le Parti Sociali e economiche. E durante questo lungo arco temporale ciò ha determinato una sensibile riduzione delle leggi veramente in favore dell’intera collettività, vanificando addirittura, in qualche caso, le istanze di chi non ha voce, né forza.

Non so davvero come certi Partiti che stanno alimentando la protesta possano esentarsi rispetto alla pesantissima situazione che stiamo affrontando.

Tornando a questo Consiglio, qui c’è chi ancora preferisce continuare a polemizzare strumentalmente, ma questo fa parte del gioco politico. Invece fa più specie ascoltare, proprio in questo particolare momento storico di bisogno che ha il Paese, chi si vanta di essere all’opposizione perché così è certo “di non sporcarsi le mani”.

Ma tant’è, sono certo tuttavia, che nessun sammarinese abbia alcuna intenzione di ridar fiducia al passato e ancor meno a chi preferisce respingere tutto e tutti pur di non…sporcarsi magari, in questo senso, neppure la coscienza.

Il Segretario di Stato Simone Celli, per conto mio e della maggioranza a cui appartengo, ha il pieno sostegno a continuare nel Progetto intrapreso per il rilancio del nostro sistema bancario e finanziario.

Chi davvero vuole farle le cose sa che corre il rischio anche di sbagliare, chi non fa non sbaglia di certo.

Eccellenze e colleghi consiglieri, le critiche forti e la vivace dialettica politica ci stanno anche quando particolarmente appassionate, ma non sono assolutamente accettabili le offese personali e le istigazioni all’odio.

Concludo con una citazione di un poeta inglese che io trovo perfetta per il Dibattito che stiamo affrontando (William Watson):  “L’odio e la sfiducia sono figlie della cecità”

Per dire cioè, che qui c’è qualcuno che non può o che non vuole vedere quella che è la vera realtà delle cose.