Eccellentissimi Capitani Reggenti,
Onorevoli Consiglieri,
Per iniziare, vorrei sottolineare come il clima costruttivo in Commissione III abbia facilitato il dialogo e abbia consentito di approvare questo testo. Quando il confronto è sereno e i toni delle discussioni mantengono i giusti equilibri, risulta più facile osservare le critiche e raggiungere le sintesi. Questo clima di dialogo ha permesso l’accoglimento di alcuni emendamenti delle forze di opposizione, che responsabilmente hanno indicato svariate proposte.
OBIETTIVI DEL PROGETTO DI LEGGE
Il progetto di legge che andiamo ad approvare, intitolato “Modifiche e integrazioni alle norme in materia di sostegno allo sviluppo economico”, contiene alcuni interventi ritenuti prioritari dalla coalizione Adesso.sm e resi noti già prima delle elezioni nel programma di Governo per i primi 6 mesi di legislatura.
Tre in particolare meritano menzione, e li citiamo testualmente:
– dare alle imprese la possibilità di assumere la persona che si ritiene più idonea, definendo un quadro di incentivi e disincentivi che favoriscano l’assunzione di lavoratori residenti e di categorie “deboli”;
– sviluppo di un piano di incentivazione fiscale e contributiva per le imprese già esistenti, legata ai comportamenti virtuosi (occupazione interna, investimenti in ricerca e sviluppo, innovazioni in campo ambientale ed energetico, ecc…);
– creazione di una forma di residenza senza costi per il welfare pubblico, dedicata ai piccoli investitori che aprono un’impresa a San Marino e occupano lavoratori residenti in territorio;
Questi obiettivi fanno parte del programma di governo per la legislatura e sono stati ritenuti prioritari da Adesso.sm per dare maggiore competitività alle imprese.
LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO DEL LAVORO
Rispetto al tema della liberalizzazione del mercato del lavoro, la presente legge pone in essere importanti cambiamenti, in particolare agli articoli 2 e 5 che:
– Consentono alle imprese l’assunzione nominativa dei lavoratori non iscritti alle liste di avviamento al lavoro, così come già avviene per gli iscritti, semplificandone le procedure. In tal senso si introduce quindi, nel sistema, la possibilità per le aziende di assumere con facilità la persona che si ritiene più idonea per poter sviluppare la propria attività nel migliore dei modi.
– Evitano inutili costi burocratici in termini di tempo e denaro spesi in colloqui spesso improduttivi.
– Danno risposta tempestiva alle esigenze del mercato a tutti i livelli, che richiede sempre più rapidità di adattamento.
Con il testo licenziato in Commissione si è sancito il doppio binario per l’assunzione di personale da parte delle aziende. Ai tavoli di confronto con le associazioni di categoria è emersa, infatti, l’esigenza di avere sì più libertà e fluidità nella possibilità di assumere personale non Sammarinese, senza che questo si trasformi però in un aggravio del costo del lavoro qualora non fosse possibile reperire una determinata figura professionale nelle liste. Dimostrando nei fatti quanto detto a parole, il Segretario e la maggioranza hanno convenuto di modificare il testo depositato in prima lettura, nel quale si disponeva che si sarebbe applicata un’aliquota aggiuntiva del 7% per ogni assunzione di personale non residente, qualora l’azienda avesse superato la soglia del 35% di frontalieri sul totale della forza lavoro. Con l’introduzione del doppio binario si è trovata la perfetta sintesi tra quanti, da una parte, chiedevano maggior libertà e fluidità nelle assunzioni senza che questo si trasformasse in un aumento del costo del lavoro e quanti, dall’altra, vogliono tutelare i disoccupati iscritti alle liste di avviamento al lavoro.
Scendendo più nel dettaglio del meccanismo definito dal combinato disposto dell’art. 2 e 5 sarà possibile assumere un qualsiasi lavoratore, sia esso iscritto o meno alle liste di avviamento al lavoro, in tempi più rapidi e senza costi aggiuntivi – eliminando ogni tipo di discriminazione tra forza lavoro residente e frontaliera – a patto che non esista una figura in grado di ricoprire quella mansione tra la popolazione residente. Come disincentivo ad un tale comportamento si è pensato di parificare le condizioni contrattuali tra le due categorie di lavoratori, disponendo che dall’entrata in vigore di questa legge, tutto il personale neo assunto debba vedere l’evoluzione del proprio contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato dopo 18 mesi dall’assunzione. Si uniforma in questo modo il trattamento tra personale residente e frontaliero, correggendo una stortura protezionistica e discriminatoria che, con i mutamenti avvenuti nel mondo del lavoro odierno, oltre a non essere più in grado di tutelare l’assunzione della forza lavoro residente, si è trasformata in una sorta di flessibilità perversa che incentiva la non assunzione di coloro i quali – prima o poi – dovranno essere assunti a tempo indeterminato. Una seconda leva atta a evitare che i datori di lavoro assumano fuori dalle liste di avviamento al lavoro figure professionali in realtà a disposizione tra la forza lavoro residente è l’introduzione di un’aliquota aggiuntiva del 4,5%. Questi introiti andranno a costituire un fondo specifico per finanziare una serie di attività volte ad implementare le competenze dei lavoratori attraverso corsi di formazione. La ratio dunque è chiara: assunzioni libere per le imprese senza rigidi vincoli burocratici compensate da politiche incentivanti per l’assunzione di lavoratori iscritti alle liste di avviamento al lavoro. Tutto questo perché un tessuto economico che attinge ad un mercato del lavoro ingessato, oltre che risultare anacronistico può risultare asfissiante per le imprese.
RESIDENZA PER INVESTIMENTI ECONOMICI
Il titolo II all’Articolo 11, disciplina le residenze per investimenti economici. Tale Articolo rappresenta un passo cruciale fatto verso la dimensione di un Paese più attrattivo e ospitale. Il gradiente fiscale, che per molti anni ha rappresentato il volano degli investimenti ad opera di imprenditori stranieri sul nostro territorio, oggigiorno non è più motivo di attrazione per le aziende d’oltre confine. Gli imprenditori esteri necessitano, infatti, di poter spostare la propria residenza fiscale nel paese che ospita le loro aziende onde evitare doppie imposizioni o logoranti controlli sul loro operato. Le politiche protezionistiche, giustificate dalle modeste dimensioni del nostro territorio, sono diventate una barriera insormontabile per quanti desiderino contribuire all’economia del nostro amato Paese. Per poter dare nuovo slancio a tutti i settori economici è indispensabile considerare il forestiero come colui che viene per portare investimenti ed occupazione e non come colui che viene per approfittare del nostro benessere. Questa apertura, chiaramente, non può avvenire senza garanzie che tutelino il nostro Stato ed i nostri cittadini. A tal fine sono previste misure che non scoraggino gli investitori, ma che – allo stesso tempo – possano mettere il paese al riparo da sprovveduti o male intenzionati. Per tutelare l’Eccellentissima Camera da mancati versamenti nelle casse dell’erario si è disposto che l’investitore debba depositare una garanzia reale pari a 75.000 Euro che entro due anni dovrà essere elevata a 150.000 Euro o sostituita con l’acquisto di un immobile di egual valore. I settori economici di rilevanza strategica verranno definiti di anno in anno da apposito decreto delegato e sono delineati in misura preliminare nel programma di governo. Investimenti in tali settori daranno diritto automaticamente alla residenza per motivi economici con l’assunzione di un singolo dipendente a tempo indeterminato dalle liste di avviamento al lavoro, mentre in tutti gli altri casi è prevista l’assunzione di almeno tre lavoratori in suddette liste.
INCENTIVI FISCALI ALLE AZIENDE
L’Articolo 3 prevede incentivi fiscali per aziende che hanno comportamenti virtuosi. Questo articolo è stato modificato rispetto al testo presentato in prima lettura semplificandolo. L’incentivo legato all’incremento occupazionale previsto in prima lettura è stato modificato per premiare anche le piccole imprese, le quali riceveranno incentivi commisurati alle loro dimensioni.
Gli Articoli 23,17 e 9 dispongono rispettivamente varie forme di agevolazione fiscale per incentivare le imprese ad investire in: sviluppo tecnologico, ricerca di nuovi clienti sui mercati internazionali tramite eventi fieristici e pubblicitari e formazione interna che esuli dai corsi obbligatori per legge quali salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, antincendio e primo soccorso, ecc…
Tutto questo per assistere le aziende nei frenetici cambi di rotta del mondo economico moderno, stimolandole nel continuo perfezionamento imposto dalla globalizzazione e dai consumatori.
REVISIONE LEGGE 71/2014
Il titolo V della norma vuole essere una risposta ad un altro punto importante del programma di Governo dei primi 6 mesi di Adesso.sm, ovvero quello di rendere crescenti nel tempo gli incentivi all’occupazione per premiare – anche economicamente – quelle imprese che investono sul lavoratore nel corso degli anni, eliminando la discriminazione tra i lavoratori che godono di ammortizzatori sociali e coloro che non ne beneficiano.
Un impegno importante e atteso, che consente di ridurre il fenomeno che il nostro Paese vive da qualche anno, ovvero, quello della presenza di due mercati del lavoro distinti. Da una parte, abbiamo i disoccupati che posso usufruire di ammortizzatori sociali ed hanno la possibilità di ricollocarsi, poiché godono di importanti incentivi all’assunzione e, dall’altra parte, quello degli inoccupati e dei disoccupati senza ammortizzatori sociali, che hanno grandi difficoltà a collocarsi.
Inoltre, l’introduzione di questi incentivi crescenti vuole ridurre il fenomeno del turnover dei lavoratori, conseguente al fatto che le imprese sono alla costante ricerca di nuove figure provenienti dalle liste di mobilità, disinteressandosi di coloro i quali hanno prestato servizio nell’azienda ma che hanno finito il periodo legato agli sgravi fiscali.
La legge rivede questa struttura prevedendo che gli incentivi siano uguali per tutti i lavoratori iscritti alle liste di avviamento al lavoro e che siano crescenti nel tempo. Questo stimolerà le aziende a mantenere in organico il lavoratore per più tempo al fine di poter godere dell’incentivo crescente, evitando il turnover ed incentivando la formazione. Crediamo che l’interesse a mantenere in organico il lavoratore sia stimolato dal fatto che si passerebbe da un incentivo contributivo del 2% nel primo anno ad un incentivo potenziale del 6% nel terzo anno di assunzione, elevabile all’8% al quarto anno in certi specifici casi. Per le categorie “deboli” del mercato del lavoro – già definite in precedenza – tutti gli incentivi sono aumentati del 15% al fine di favorirne l’occupazione.
REGISTRO DEGLI IMMOBILI AD USO PRODUTTIVO
Con l’Articolo 32 del titolo VI, istituisce il registro degli immobili ad uso produttivo. Questa misura nasce per favorire l’incontro tra domanda e offerta e agevolare gli investitori, i quali avranno una ampia e dettagliata panoramica delle disponibilità immobiliari aggiornate dalla Camera di Commercio.
CONCLUSIONI
Tutti li sforzi spesi in questo disposto normativo vanno nella direzione di un rilancio economico basato sull’incontro tra investitori e forza lavoro. L’intendimento del governo è quello di rendere la nostra Repubblica un luogo ameno agli investimenti ed in grado di supportare le attività già radicare in territorio, sburocratizzando e sciogliendo i troppi lacci che legano ed imbrigliano il mercato del lavoro.
Concludo ringraziando il Segretario di Stato per l’ottimo lavoro svolto e chiedendo ai presenti il loro voto favorevole all’approvazione di questa legge.