Le celebrazioni del 10 anniversario della Crpd, la convenzione Onu che afferma i diritti dei disabili, stanno assumendo rilevanza fondamentale. Il dibattito su scelte parziali con cui la società può intervenire per affrontare le difficoltà cui va incontro chi viene emarginato, risulta ormai superato.

Parlare semplicemente di sostegni nella scuola, abbattimento delle barriere architettoniche o di assistenza alle imprese che assumono persone svantaggiate, non è più sufficente. Si sta affermando infatti il principio “Disability right are human right”.
Ed è proprio vero: i diritti dei disabili, sono diritti dell’uomo.
Un principio che cambia radicalmente l’approccio ed indica come la società stessa in ogni parte della vita, deve sempre tenere presente la possibilità per tutti di utilizzare strutture, servizi, accedere a risorse, gestire e generare lavoro, cultura, sport e tempo libero.

Del resto tutti, ma proprio tutti, durante la vita manifestiamo difficoltà nel rapportarci con l’organizzazione sociale che ci siamo dati; la fanciullezza e la vecchiaia, sono ad esempio due fasi che richiedono un’impostazione diversa dell’agire e dell’esistere.

La vita in casa e nei luoghi pubblici, l’organizzazione della scuola e del lavoro, le proposte culturali, lo sport, il tempo libero, i ritmi che ci siamo imposti, sono accessibili invece solo ai cosìdetti ‘normo-dotati’ e proprio da qui partono i processi di emarginazione ed esclusione sociale.

Ebbene la proposta che emerge con forza è quella che l’intera società vada riorganizzata nell’ottica di essere accessibile anche al più debole, con l’obiettivo, fantastico, di consentire a tutti una “vita indipendente” e così facendo di rendere migliore la vita per tutti.

Ovviamente ciò non esclude che si debba intervenire subito con provvedimenti che possono consentire di raggiungere, col tempo necessario, l’obiettivo più generale.

Fra questi provvedimenti, Sinistra Socialista Democratica (SSD) coglie la sfida, lanciata dal palco del Teatro Titano, di inserire nel proprio programma politico l’obiettivo di garantire a tutti coloro che ne hanno necessità oggettiva, l’affiancamento, in ogni fase della vita, di personale esperto che possa prevenire e superare le difficoltà di chi vive una fase, temporanea o permanente, di disabilità fisica o psicologica.

Il fine è semplice: non sia più necessario definire le disabilità, ma sottolineare abilità diverse come ricchezza della vita sociale della Repubblica.

SSD