Il Convegno “San Marino-Italia e lo scenario internazionale”, svoltosi venerdì scorso al Kursaal, ha segnato un ulteriore importante passo in avanti verso la definitiva normalizzazione dei rapporti tra i due Stati.
Le autorità politiche e amministrative italiane hanno riconosciuto pubblicamente la validità del percorso verso la trasparenza effettuato da San Marino e ciò va indiscutibilmente colto in termini positivi.
San Marino, infatti, non viene più considerato un problema dall’Italia.
Questa evoluzione è frutto di un percorso particolarmente lungo e articolato, che è iniziato con l’adozione della normativa anti-riciclaggio nell’estate del 2008 e che è stato portato avanti attraverso la costante sinergia tra Governo, Consiglio e amministrazione tecnica. E’ un risultato prodotto da un’azione di sistema che ha coinvolto la politica, la pubblica amministrazione, le forze dell’ordine, il Tribunale, le associazioni datoriali e i sindacati.
Ora però, non ci si può accontentare che San Marino non venga più qualificato come un problema dal suo vicino di casa. Occorre compiere un consistente salto di qualità nella gestione politica delle relazioni internazionali per far in modo che il nostro Stato venga percepito come un’opportunità concreta e affidabile. Dall’Italia e dall’intera Comunità Internazionale.
Sono queste le ragioni che spingono Sinistra Socialista Democratica (SSD) ad impegnarsi pubblicamente – in vista della prossima legislatura – a praticare una politica estera di alto livello e di ampio respiro, che consenta alla Repubblica di San Marino di giocare, con dignità e autorevolezza, la partita all’interno della Comunità Internazionale.
Nell’ultimo quadriennio, purtroppo, la politica estera non è stata di certo l’emblema di dinamismo e efficacia ed è questo il presupposto su cui si fonda la convinzione di Sinistra Socialista Democratica (SSD) della necessità di una svolta sostanziale che possa portare beneficio a tutta la comunità sammarinese.
La politica estera, infatti, può e deve tornare ad essere il principale strumento con cui promuovere la crescita del Paese.
Il rapporto bilaterale con la vicina Italia è fondamentale, ma al contempo Sinistra Socialista Democratica (SSD) ritiene ci sia assoluto bisogno di:
a) proseguire con determinazione il percorso intrapreso con l’Unione Europea, puntando a definire quanto prima l’accordo quadro di associazione al fine di inserire San Marino a pieno titolo nel mercato unico europeo;
b) implementare la rete degli accordi di cooperazione economica e commerciale con Stati Esteri;
c) diventare parte attiva nel progetto di costituzione della macroregione Adriatico-Ionica, con l’obiettivo di incrementare il livello di collaborazione con i Paesi che si affacciano sulle due sponde del Mare Adriatico;
d) esercitare un ruolo politico più incisivo nell’area Mediterranea, in cui San Marino è collocato non solo da un punto di vista geografico, ma anche culturale;
e) potenziare e qualificare il corpo diplomatico, facendolo diventare un solido veicolo promozionale del sistema economico sammarinese all’esterno;
f) valorizzare, in termini strategici, la partecipazione di San Marino nell’ambito delle organizzazioni internazionali a cui aderisce (Consiglio d’Europa, Onu, Osce, ecc.).

SSD