• Segretario Michelotti, si appresta a presentare in prima lettura nel prossimo CGG il Testo Unico della Legge Urbanistica ed Edilizia; quali sono le novità introdotte?

Ce ne sono molte. Faccio alcuni esempi:

la sburocratizzazione delle procedure per l’ottenimento della concessione edilizia, i tempi sono abbreviati da 120 a 90 giorni e alcuni interventi, che oggi avevano bisogno della concessione edilizia, necessiteranno solamente di una autorizzazione che verrà approvata in 30 giorni, a fronte dei 120 attuali.

Viene poi reintrodotta la Commissione Tecnica per l’Edilizia che garantisce maggiore trasparenza nel rilascio delle concessioni, come richiesto anche dal G.R.E.C.O.

Nell’ottica della trasparenza, si sono adottati anche schemi di convenzione -uguali per tutti- e tabelle per la determinazione degli oneri di convenzione e concessione.

È stata razionalizzata la procedura per l’esecutività degli espropri, con l’introduzione del silenzio/assenso e l’adozione del decreto di esproprio da parte del Congresso di Stato, semplificando e accorciando i tempi per la realizzazione di opere pubbliche. Qualora il cittadino non fosse d’accordo con le cifre determinate dalla commissione, potrà fare ricorso, dopodiché il giudice deciderà in base alla stima dei periti di entrambe le parti.

Si istituisce la retrocessione del bene immobile, quando l’opera pubblica non viene realizzata nei tempi previsti; una risposta concreta alle sollecitazioni giunte dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo.

Infine, i terreni industriali e artigianali dello Stato non si potranno più vendere a privati, ma solo dati in concessione per un certo numero di anni. Lo Stato potrà tornarne in possesso qualora l’assegnatario perda i requisiti richiesti o cessi la propria attività.

Tutti questi sono elementi fondamentali per salvaguardare un territorio limitato, nelle dimensioni, come il nostro.

  • Quali sono, dunque, i cambiamenti che determinano la fine della gestione “disinvolta” del territorio?

Il nuovo sistema sanzionatorio prevede multe ripetute e moltiplicate ogni 3 mesi, qualora non si rimuovano gli abusi edilizi; se dopo 18 mesi l’abuso persiste, lo Stato potrà mettere un’ipoteca sull’unità immobiliare oggetto di abuso.

Qualora l’abuso sia su terreno pubblico o in centro storico lo Stato diventerà proprietario dell’unità immobiliare oggetto di abuso e l’AASPL dovrà demolire le opere abusive. Al fine di eseguire le demolizioni verrà introdotto un capitolo di spesa specifico.

Da sottolineare la fine della sanatoria in base all’articolo 179 dell’attuale testo Unico, che prevedeva la prescrizione degli abusi, trascorsi 20 anni dalla loro realizzazione.

Al fine di evitare le distorsioni del passato, gli interrati e i semi interrati vengono definiti in modo chiaro, ad esempio vengono vietate le famigerate “fioriere” che hanno permesso la realizzazione di edifici più alti del dovuto contribuendo quindi al degrado del paesaggio.

Questa legge sancisce la fine del famoso “tetto a soffietto”, che consentiva di sfruttare al massimo gli indici edificatori. Allo stesso tempo sono previsti incentivi edilizi per la costruzione di tetti verdi a giardino utili alla riqualificazione del paesaggio visto dall’alto e per il comfort energetico.

Un’attenzione particolare anche per gli edifici precari (capanni agricoli) che dovranno rispettare requisiti ben precisi altrimenti saranno sanzionati e demoliti.

Infine la Commissione Tecnica Edilizia – in quanto organo collegiale- opererà in funzione di impedire le distorsioni che accadevano in passato.

  • Alcune forze politiche hanno richiesto che il Testo Unico fosse elaborato dopo la Legge del Piano Regolatore o almeno contemporaneamente. Perché avete deciso invece di farla prima?

Per un motivo molto semplice: questo progetto di legge, composto da 170 articoli, tratta soprattutto della regolamentazione del regime della proprietà e di esproprio, della disciplina e regolamentazione dell’attività edilizia, del regolamento edilizio e del controllo dell’attività edilizia, tutti temi non connessi direttamente ai contenuti necessari alla definizione di un Piano Regolatore, per cui aspettare il nuovo Piano Regolatore ed elaborare le due norme insieme sarebbe stata una gran perdita di tempo

Nel Piano Regolatore è preponderante l’aspetto progettuale che mette in risalto la dimensione creativa dei progettisti, mentre il Testo Unico è una legge di contenuto prevalentemente tecnico-burocratico indispensabile per governare il territorio. Elaborare in contemporanea due provvedimenti così diversi avrebbe fatto tardare l’adozione del nuovo Piano Regolatore, di cui il nostro territorio ha un bisogno disperato per attuarne una nuova e migliore gestione.

  • Lei Segretario è stato attaccato duramente per aver proposto il condono edilizio, come risponde a queste accuse?

Intanto chiamiamo le cose non il loro nome non si tratta di “con-dono”, cioè di un regalo ai furbetti, ma di una sanatoria straordinaria che prevede multe salate e oneri di concessione.

Questo provvedimento serve per stabilire un “punto zero” del patrimonio edilizio costruito in Repubblica, determinando la fotografia del territorio necessaria per la definizione del nuovo Piano Regolatore che sarà così elaborato sulla base di dati certi e studi definiti per poter meglio rispondere alle reali esigenze dei cittadini e del Paese.

Chiarisco anche che tale sanatoria non sarà tombale, ma avrà diverse esclusioni significative tra le quali gli edifici costruiti su terreno agricolo e quelli previsti a demolizione/ricostruzione dall’articolo 35 della Legge di PRG, che non siano già stati demoliti.

Alle opposizioni e agli ordini professionali è stata consegnata nei giorni scorsi una proposta puramente tecnica quindi non ancora definitiva e aperta ai contributi di tutti le parti interessate in un’ottica di totale trasparenza e collaborazione.