In questa fase storica caratterizzata da continue incertezze, demagogie e strumentalizzazioni, l’errore più grande è stato quello di considerare che uno vale uno.

Ci ritroviamo che un dottore, un ricercatore universitario possa valere come un cittadino chiunque che apre internet, magari sdraiato sul divano, si informa su qualche sito di discutibile attendibilità, e si erge a conoscitore della materia, dibattendo con il professionista, smentendolo, accusandolo di essere un venduto e denigrarlo.

Per tornare alla nostra realtà, ci lamentiamo della scarsa qualità della nostra sanità, pretendiamo professionisti provenienti da tutto il mondo (occidentale chiaramente), ma li vogliamo pagare come ci pare a noi. Perché è intollerabile che un dottore, magari all’apice della carriera, possa prendere troppo di più di un operaio, oppure che faccia la libera professione. Lo vogliamo tutto al nostro servizio. Poi vogliamo anche permetterci il lusso di fare continui esami e controlli (gratuiti ovviamente), ma non siamo disposti a fare alcun tipo di mediazione.

Oppure ci possiamo lamentare che non riusciamo a fare una telefonata da Dogana a Città senza quelle 4/5 interruzioni, ma nessuno che voglia mettere le antenne nel proprio Castello. E a nulla servono i dati dei tecnici a spiegare il pericolo radiazioni e smentire il terrorismo dei populisti, tanto l’amico di un amico di un nostro amico ha detto che fanno male, il sito X, Y, X ha detto che sono pericolose, allora lo sono per davvero.

In questo clima di mancanza di fiducia, di ergersi a conoscitori a tutti i costi di un settore non di nostra competenza, il tema che sta incendiando il dibattito nell’ultimo periodo, ovvero i migranti a San Marino, offre spunti per prendere posizioni, erigere barricate, offrirsi come paladini della giustizia contro l’invasione moresca.

Nonostante un ordine del giorno che non parla di cifre, quell’amico di un amico di un amico ha saputo dal sottoposto di un sottoposto di un sottoposto che arriveranno 100, 200, ma che dico! 1000 migranti pronti ad invaderci, a mettere a ferro e fuoco San Marino. E a nulla valgono le rassicurazioni dell’ordine del giorno che parla di priorità a donne, bambini e disabili. A San Marino sicuramente arriveranno orde di stupratori, ladri e criminali di ogni ordine. Parola dell’amico dell’amico dell’amico che si è consultato col sottoposto di un sottoposto di un sottoposto.

Nel XIV secolo Gugliemo di Occam teorizzò nel suo principio metodologico il famoso Rasoio di Occam, che suggerisce l’inutilità di formulare più ipotesi di quelle necessarie per spiegare un dato fenomeno, quando quelle iniziali sono più che sufficienti. Praticamente, l’opzione più probabile è anche quella da prendere in considerazione.

Nel nostro specifico caso, considerato che siamo in una fase iniziale del dibattito, e ancora non si è parlato di cifre, io vi chiedo: secondo voi, nel nostro contesto di poco più di 30.000 abitanti, è più probabile che vengano inserite, unità, decine, centinaia o migliaia di immigrati?

Non sono uscite ancora cifre, eppure qualcuno continua a spararle, creando confusione ad hoc, per strumentalizzare e accollarsi quel consenso dettato dalla paura, pompato sicuramente da fake news create ad arte e creare perplessità.

Ma se da una parte, ovviamente non condividendone la pochezza umana, posso capire le preoccupazioni di alcuni cittadini, dall’altra non posso tollerare chi dentro quest’aula cavalca il qualunquismo e il populismo solo per una manciata di voti di protesta.

Io non capisco la posizione del mio amico capogruppo della Dc, che con quel tocco di cinismo liquida il problema dicendo “aiutiamoli a casa loro”, come se una casa ce l’avessero ancora. Siamo di fronte ad una crisi umanitaria, miei cari colleghi, e da un partito popolare di vocazione cattolica come la Dc mi sarei aspettato una presa di posizione più in linea con i suoi storici valori etici e morali: smarcarsi da certe posizioni per cavalcare l’onda del dissenso va in antitesi con quella carità cristiana cara a gran parte dei sammarinesi.

Non capisco nemmeno la posizione del resto dell’opposizione, che si è mal celata dietro un omertoso silenzio. L’ignavia non è accettabile su questo tema, non ci si può nascondere dietro un furbesco silenzio, perché da chi si professa vicino ai più deboli non ci devono essere dubbi di schieramento. Ci può essere scontro politico su tutti i temi: sanità, territorio, finanze, giustizia. Dateci dei ladri quanto volete, è il vostro lavoro di opposizione. Ma non ci si può trincerare dietro un’astensione per non scontentare quell’elettore che non vede di buon occhio l’immigrato. E allora viva il consigliere Riccardi, che ha avuto il coraggio di smarcarsi e di non rinnegare la sua natura di sinistra!

Noi non siamo stati eletti in questa legislatura per garantirci la rielezione nella prossima. Siamo stati eletti per fare il bene del Paese, e non posso tollerare che qualcuno preferisce perpretare il male per garantire il bene. Perché non accogliere una manciata di profughi che scappano dalla guerra nascondendosi dietro il pericolo che questo Paese potrebbe correre, non è un atto di bene, ma è uno stratagemma per accaparrarsi il consenso di alcuni elettori.

A me non interessa il beneplacito, il gradimento fine a stesso, se questo costa rinnegare la mia storia e svilire la mia natura.

Se è vero che per salvare il mondo bisogna iniziare da una persona alla volta, io e il partito che rappresento siamo disposti a fare la nostra parte: io e Ssd iniziamo. Io e Ssd non dimentichiamo che siamo cittadini di una Terra che ha fatto dell’ospitalità la sua storia.