Grazie Eccellenza.

Considerato che siamo in prima lettura e che quindi ci saranno sicuramente modifiche e accorgimenti prima della seconda lettura, interverrò brevemente per fare alcune considerazioni in merito al testo depositato.

Ringrazio il segretario Eva Guidi per l’esaustiva relazione al progetto di legge di bilancio e per il riferimento sullo stato dei rapporti con il fondo monetario.

Rapporti che fin dal 2014 hanno visto rinnovate raccomandazioni sulla necessità impellente di procedere ad un risanamento, o meglio, consolidamento  del settore bancario, su tutti Cassa di Risparmio che è di proprietà statale e tale dovrà rimanere.

Per Cassa sarà quantomeno fondamentale un importante intervento per garantirgli quella efficienza e quella competitività consentendole di tornare a fare profitti nei prossimi anni. Ma serve altresì l’introduzione di figure professionali specializzate in ristrutturazioni bancarie, riconsiderando governance e organigramma societario.

Discorso diverso per le banche private, le quali dovranno trovare soluzioni ad un esigenza di rispettare i coefficienti patrimoniali previsti dalle attuali normative sammarinesi, attraverso ricapitalizzazioni e smaltimento degli npl.

Sulle banche private occorre fare anche un’ulteriore riflessione.

Riflessioni a titolo personale ma che ritengo fondamentali per ridare ossigeno al comparto bancario.

Chiaramente non ci sono e non ci saranno mai ingerenze della politica su questioni private, tuttavia mi sia consentito dire che in un ottica di maggiore solidità patrimoniale delle banche stesse,  legata ovviamente anche ad uno snellimento della concorrenzialità, non trovo balzano considerare gli accorpamenti bancari come un’opportunità per ripartire con maggiori potenzialità e per affrontare al meglio gli impegni che la Repubblica ha sottoscritto con l’unione europea.

Ma anche perché, ricordava bene il consigliere Celli, avere 45 sportelli bancari per 33mila abitanti, oltre che essere sovradimensionato per la nostra realtà, rappresenta un costo di gestione gravosissimo per le banche stesse.

Un rilancio del settore bancario sammarinese lo potremo ottenere solamente quando riusciremo a trovare una unità di intenti credibile, ma che non può essere sempre chiusa su stessa, tutelando oltremodo i propri interessi, validi sicuramente per il breve periodo, ma che nel medio e lungo creeranno difficoltà se non si interviene immediatamente.

Negli ultimi due anni il dibattito politico si è infuocato sul tema bancario. A noi personalmente non interessa trovare in maniera frenetica e scomposta un colpevole, come spesso si sente in questa aula, anche perché ci saranno organi preposti che interverranno. A noi interessa trovare la causa.

I perché siamo arrivati allo stato attuale. Di fatto sulle criticità già ampiamente individuate dal governo e dal Fondo Monetario, ancora non si è intervenuti in maniera concreta, rimandando le problematiche e rendendole ancor più difficili da gestire.

Il cambio di passo che ci vogliamo impostare dovrà essere un processo scelto da tutti noi, e non imposto da qualcun altro quando sarà irrimediabilmente compromessa la situazione finanziaria del paese. Dobbiamo trovare quella maturità che solo guardando avanti e non solo guardando indietro, possiamo renderla alleata delle nostre future politiche.

Una banca centrale che dovrà essere co-partecipe di questo percorso.

Una banca centrale che deve accompagnarci e guidarci in questo rinnovamento virtuoso.

Il tempo dei conflitti deve giocoforza fermarsi, e lasciare spazio ad una capacità di fare sistema. Cosa che non siamo ancora riusciti ad interpretare minimamente in quest’aula.

Questo clima di lotta sociale, dove il tutti contro tutti (e mi riferisco alle categorie economiche) deve interrompersi. Non possiamo permetterci di preservare ognuno il proprio orticello a discapito della totalità.

L’errore forse è dare tutto un po’ troppo per scontato, perché si pretende a torto o a ragione per carità, ma non si è disposti a cedere un minimo dei propri benefit acquisiti, con il beneplacito di una politica passata più interessata al consenso che alla sostenibilità delle casse dello stato. Una politica che ha viziato un clima del tutto dovuto e che ora vede tutti quanti sugli scudi per difendere uno status quo insostenibile.

Parliamoci chiaro. La trattenuta sugli stipendi pubblici è l’esempio calzante di questo clima. E per inciso, io sono un dipendente ISS, quindi rientrante in questo taglio.

Con questo non voglio dire che sono contento di tagliare gli stipendi ai miei concittadini (ed anche a me stesso) sia chiaro, non esiste in nessuna parte del mondo un politico felice di tagliare, anche perché si ripercuote sul suo consenso.

Però nella consapevolezza di attraversare la tempesta perfetta, noi tutti abbiamo il dovere di fare tornare quei conti, gravemente compromessi da errori passati.

Non esistono ricette assolute e pertanto indolori di quello che si dovrà fare.

Spending review, riduzione della spesa corrente, e soprattutto una lotta all’evasione fiscale (a proposito questo l’opposizione si è accidentalmente dimenticata di citarla) sono le soluzioni che nel breve periodo consentiranno di riequilibrare il bilancio dello stato facendo in modo che i costi ricadano su tutte le categorie e non soltanto su alcune come lasciato intuire dalle parti sociali.

Per il medio e lungo periodo l’introduzione dell’ICE, l’introduzione dell’IVA, le politiche di sviluppo e la salvaguardia del comparto bancario sono le soluzioni che porteranno equità e rilancio della nostra economia.

Banche virtuose e attrattività per le imprese, vuol dire meno disoccupazione, più introiti per lo stato, migliori servizi erogati, una sanità di qualità e prospettive per il futuro incentrate sulla crescita economica e sociale della Repubblica di San Marino.

Avendo chiaramente come caposaldo sia nel breve, sia nel medio che nel lungo periodo, il principio dell’equità e della giustizia sociale.

Michele Muratori