Eccellenze e colleghi Consiglieri,

desidero esprimere alcune considerazioni in questo comma per quanto concerne le notizie apparse in questi ultimi giorni su tutti i media relative al tema dei migranti e dei rifugiati.

Non starò certo ad avventurarmi in analisi di cui non ho la necessaria conoscenza e competenza, ma da cittadino e rappresentante politico del mio Paese, alla luce di recenti notizie e avvenimenti mi sembra importante prendere atto e condividere la sempre più forte preoccupazione che da più parti, rispetto a questo tipo di tematiche, si sta sollevando e che si sta diffondendo nella coscienza di tutte quelle persone che aspirano o che operano attivamente per la Pace ed il rispetto dei Diritti Umani.

Da pochissime ore sono terminate le celebrazioni della Giornata della Memoria, che ci ricordano e giustamente devono continuare a farci ricordare cosa l’uomo sia capace di fare, quando è sopraffatto dalla sete di potere e dal delirio di onnipotenza. Follie, come la Shoah.

Sono passati tanti anni da quell’orribile e smisurato sterminio, da allora per fortuna o forse perché la Shoah qualcosa a qualcuno ha insegnato, l’Europa occidentale non ha più conosciuto eventi bellici.

Buon per noi, poiché invece da altre parti ed in luoghi neanche molto lontani da noi (vedi Balcani), le cose sono andate diversamente. Penso poi alla guerra in Afghanistan, a quelle del Golfo, ai regimi e dittature caduti nel sangue e a quelli ancora esistenti in giro per il mondo, allo Yemen, all’ancora irrisolta questione Israelo-Palestinese, il conflitto dei conflitti, cui la comunità dopo tantissimi anni non è stata capace ancora di porre fine, alla catastrofe apocalittica della Siria, e tante altre guerre ancora.

Se da un lato le immagini dei migranti africani annegati o che raggiungono stremati le coste italiane sui barconi toccano indubbiamente le nostre sensibilità, le immagini dalla Serbia, dalla Grecia, dall’Ungheria di migliaia di civili che scappano dalla guerra e che sono trattati come deportati, impressionano maggiormente le nostre coscienze perché evocano situazioni che l’Europa ha già conosciuto.

Un Europa peraltro, quella di oggi, unita, ma che si è dimostrata chiaramente inadeguata, impreparata per non dire indifferente, alle problematiche dei migranti e dei rifugiati.

Per stabilire giustizia e pace fra i popoli, è tristemente palese oramai la necessità di dover affermare con forza i Diritti universali dell’uomo, il valore del dialogo, il ruolo fondamentale della politica, e soprattutto di ripudiare in ogni sua forma la guerra.

Purtroppo però, ad oggi tale evidenza è solo una mera verità il cui input è troppo debole a fronte dei grandi interessi economici e non solo, che altrettanto realmente stanno dietro a tutte le guerre.

In questo quadro di debolezza e incapacità, nel quale ci si sente tutti impotenti, io credo che non dobbiamo ne possiamo rassegnarci. Dobbiamo far sì che all’amore del Potere prevalga il potere dell’Amore…della Solidarietà e della Pace.

Il nostro seppur piccolo Paese, in questo senso, può attivarsi all’interno di quegli organismi internazionali di cui fa parte e, a tal proposito, spero che il Governo abbia già dato corso all’Ordine del Giorno approvato dal Consiglio Grande e Generale qualche settimana fa circa la situazione drammatica degli sfollati di Aleppo, che impegnava il Governo su alcune direttrici.

Non solo, il nostro Paese può dare un prezioso contributo nel campo della promozione della Pace proponendosi come luogo di dialogo fra i popoli, facendo leva sulla propria neutralità, ma anche sulla nostra storica tradizione di Libertà, Giustizia e Solidarietà. Non a caso credo, questo Governo, ha ristabilito tra le deleghe quella alla Pace: vi sono sensibilità all’interno di questa maggioranza convinte che San Marino possa positivamente distinguersi all’interno degli organismi internazionali, l’ONU in primis. E’ pertanto assolutamente necessario dare quanto prima un imprinting a questa delega.

Eccellenze e colleghi Consiglieri, in assenza di un impegno corale e serio della politica internazionale contro le disuguaglianze globali, le ingiustizie sociali ed ecologiche, il rischio di egoismi totalitari e di guerre sanguinarie sarà sempre presente e molto alto. Purtroppo, invece, sembra che sempre più spesso si preferisca mettere la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi.

Mi rattrista molto, ad esempio, constatare che nel 2017 poco ci si preoccupi se un grande Paese evoluto come la Russia depenalizzi la violenza sulle donne e bambini (non considerando più reato la violenza domestica).

Così come mi stupisce, rimanendo sul Tema di questo mio intervento, che non ci sia stata una condanna forte e unanime, circa la perentoria decisione dell’Amministrazione americana di costruire muri per migliaia di km e di negare l’ingresso a migranti e rifugiati di determinati Paesi e/o religioni, violando i loro Diritti.

Gli Stati Uniti d’America, così come il sogno degli Stati Uniti d’Europa, hanno rappresentato e dovrebbero ancora oggi rappresentare, quello che in molti sperano diventi una realtà diffusa ovunque; l’esempio cioè, della convivenza e della tolleranza, di un modello multiculturale di Comunità capace di rifiutare le discriminazioni e la divisione, disegnando una forma di regolazione di vita umana plurale, in un mondo che è singolo, unico.

Il terrorismo non si sconfigge umiliando le persone e loro culture, radici che così calpestate attendono solo il momento favorevole per rispuntare, con il rischio, in mancanza di un legittimo riconoscimento e rispetto, di ritrovarle piene di rancore, vendicative e violente.

Da cittadino di un Paese che sull’emigrazione e anche sull’accoglienza ha scritto pagine e pagine di storie di vita incredibili, non posso rimanere indifferente a questo, e ho ritenuto importante fare questo semplice riferimento, non tanto per ricordare l’impegno millenario della nostra Repubblica rispetto a certi valori, ma per evidenziare alcune situazioni che, a mio avviso, non possono non destare preoccupazione, né da parte di quest’Aula, né da parte di questo Governo.

Grazie