Ringrazio la dottoressa Elisa Castelli per l’Istanza presentata, che chiede di vietare in maniera permanente la produzione , la commercializzazione e soprattutto l’uso di diserbanti a base di glifosato.

Il glifosafo è un diserbante della multinazionale Monsanto, molto potente, il più usato al mondo, inizialmente nelle coltivazioni di soia, poi anche nelle altre. Viene usato non solo in campo agricolo. Le amministrazioni pubbliche ne fanno uso per mantenere puliti i cigli stradali, le aiuole in mezzo agli incroci, ecc.

Ogni anno le dosi di glifosato per essere efficaci devono essere aumentate e i terreni trattati in questo modo si inaridiscono sempre più.

Il glifosato non si trova solo nel terreno, ma nelle coltivazioni con esso trattate, negli animali che si nutrono di quelle coltivazioni, nelle persone che si nutrono di carne e vegetali trattati, dal grano al pane, alla pasta e alla pizza, per farla breve.

Il glifosato si trova anche nel miele. Ogni anno in Italia si perde fra il 5 e il 10% delle api, le cause sono diverse, ma a pesare maggiormente è l’utilizzo in agricoltura di alcuni agenti chimici (i pesticidi) e fra questi, il glifosato.

Diversi organismi internazionali, come segnalato dall’istante, hanno denunciato l’ inequivocabile tossicità del glifosato e i suoi effetti cancerogeni sugli animali e sull’uomo.

Recenti ricerche hanno rilevato quantità allarmanti di glifosato anche nel cordone ombelicale delle gestanti, nelle cellule embrionali e nei feti. Vi è ormai evidenza di forte correlazione fra esposizione a pesticidi e patologie quali cancro, malattie respiratorie, malattie neurodegenerative come Parkinson, Alzheimer e sclerosi laterale amiotrofica (SLA), autismo, deficit di attenzione ed iperattività, diabete, disordini riproduttivi, malformazioni fetali, disfunzioni tiroidee.

Sarebbe veramente il colmo se lo Stato continuasse ad erogare contributi agli agricoltori del territorio per acquistare e usare questo pericoloso diserbante!

Al glifosato ci sono alternative, esistono e sono da sempre utilizzati composti naturali, come il macerato d’ortica, che oltre ad avere funzione antiparassitaria, fungono anche da fertilizzanti, oltrechè da alimentazione per pollame.

In Francia è già esploso questo dibattito e si sono mobilitate sul tema le associazioni di agricoltori biologici.

Il Principio di precauzione, sancito dall’Unione Europea, deve guidare anche a livello nazionale e locale ogni decisione in materia di attività e sostanze pericolose.

Sono particolarmente favorevole, quindi, a questa istanza anche alla luce delle indicazioni che stanno emergendo dalle prime sollecitazioni del nuovo Piano Regolatore, che auspica a San Marino la diffusione di un’ agricoltura completamente biologica in tutto il territorio.

A questo scopo sono stati previsti incentivi già da quest’anno agli agricoltori che convertono al biologico le loro attività e produzioni.

È vero che sono ormai pochi gli agricoltori a San Marino che usano ancora il glifosato, come ha detto il Segretario Michelotti, anche per questo motivo sarà più semplice mettere al bando questo pericoloso erbicida dal tutto il nostro territorio, quindi il nostro voto sarà positivo.