Condivido particolarmente il contenuto di questa istanza. Due anni fa insieme a Patrizia Gallo, allora presidente della commissione Pari Opportunità, e alla presidente della commissione CSD ONU Maria Chiara Baglioni, siamo andate a visitare la Fattoria Sociale “Conca d’oro” di Bassano del Grappa.

Quella realtà, fondata da psicologi e psicoterapeuti afferenti all’Università di Padova, con il sostegno psico-pedagogico di Andrea Canevaro, è un gioiello, un modello di integrazione lavorativa di altissimo valore per persone portatrici di disabilità intellettiva.

Penso che questa Istanza sia nata proprio da quella visita, dall’aver toccato con mano che “si può fare” , che la ricerca del benessere dei ragazzi “diversi” porta con sé effetti collaterali enormi, quali la piena soddisfazione delle famiglie e l’entusiasmo degli operatori.

La Fattoria Sociale è un modello di “economia circolare” e di sostenibilità economica, che comprende tutti gli aspetti e i livelli diversificati del lavoro degli orti, della produzione, della lavorazione dei prodotti, della loro commercializzazione e del rapporto col pubblico attraverso la ristorazione. Tutto ciò impostato in un percorso educativo di vita che prosegue attraverso il raggiungimento di obiettivi biologici e sociali che si intrecciano continuamente.

Poter fare un percorso di formazione-lavoro è fondamentale per un giovane con disabilità, perché è parte integrante del processo di acquisizione di identità adulta, senza escludere in questo percorso la possibilità di sbagliare e di imparare dagli errori perché, citando Carl Jung “Chi evita l’errore esclude la vita”.

È grazie al fare che questi giovani si costruiscono piani d’azione per raggiungere i loro scopi, trovare nuove strategie sviluppando pensiero e identità personale.

Nella Fattoria Sociale sia i giovani con disabilità che gli adulti operatori sono parti attive di un percorso di formazione-lavoro, per cui si lavora insieme per uno scopo comune.

Lo spazio della Fattoria è vario e complesso e può far emergere le potenzialità più svariate. Ogni singola azione è concreta, ha un senso e una ragione. Mettere in ordine le azioni serve a raggiungere lo scopo e “mettere in ordine le azioni vuol dire mettere ordine nella testa”.

Coltivare vuol dire “prendersi cura” di qualcosa che ha una sua vita. L’azione agricola, che tollera un certo margine di errore, favorisce e non penalizza l’azione del giovane apprendista con disabilità, favorendo l’inclusione.

Nella Fattoria Sociale “Conca d’oro” abbiamo visto la realizzazione di percorsi per giovani con autismo in collaborazione positiva con giovani con altre disabilità verso una maggiore autonomia.

La realizzazione di una Fattoria Sociale a San Marino, come chiesta dall’Istanza, grazie alla disponibilità di un terreno e fabbricato rurale di proprietà di privati o di Fondazioni, o aggiungo io dello Stato, può essere davvero una grande opportunità per incentivare percorsi di autonomia dei ragazzi con disabilità, ricordando che come diceva Albert Schweitzer “Il primo passo nell’evoluzione dell’etica è un senso di solidarietà con altri esseri umani”.

Il mio voto e quello di tutta Sinistra Socialista Democratica è senz’altro positivo e ringrazio la presentatrice dell’Istanza per aver portato il tema all’attenzione dell’aula consiliare.

Marina Lazzarini