Ringrazio i Segretari Podeschi e Michelotti per le dettagliate e approfondite relazioni.

Il tema della gestione dei rifiuti è quanto mai urgente, sono ormai trascorsi più di 8 anni dalla prima positiva esperienza del sistema di raccolta porta a porta nel castello di Chiesanuova.

Dopo questa prima esperienza, era stato deciso in Consiglio Grande e Generale di ampliare il porta a porta su tutto il territorio, era stato elaborato un progetto complessivo con la collaborazione della ditta ESPER, specializzata nel settore, ditta che aveva sottolineato il rischio di aumento della spesa in caso di ritardi nell’applicazione del sistema su tutto il territorio.

Esperienze di questo tipo, infatti, devono vedere il completamento su tutto il territorio in poco tempo, pena l’aumento delle spese di gestione. Oggi purtroppo la gestione dei rifiuti con il porta a porta comprende a San Marino meno del 50% del territorio e la percentuale degli utenti totali è ancora inferiore.

L’ex segretario con delega all’AASS Teodoro Lonfernini, mi ricorda spesso che nella precedente legislatura lo pungolavo sempre perché il Porta a Porta venisse esteso su tutto il territorio in tempi brevi, ed è vero! E ho continuato a pungolare il segretario Podeschi per lo stesso motivo.

Non sono soddisfatta, certamente, perché in questi 2 anni si doveva completare il pap su tutto il territorio e invece non è stato fatto. Ci sono stati problemi tecnici? Ci sono stati diversi cambiamenti ai vertici di AASS che hanno frenato i lavori? Ci sta tutto, però i tempi si sono allungati davvero troppo!

Non c’è dubbio sulla bontà degli obiettivi e cioè il rispetto dell’ambiente, il recupero, il risparmio delle risorse e delle materie prime che col porta a porta si garantisce, e su questi obiettivi non si torna indietro, ma questi obiettivi devono andare di pari passo con una spesa sostenibile e se il porta a porta, come ogni altro sistema, viene fatto su piccola scala, come avviene fino ad ora a San Marino, non sarà certamente all’insegna del risparmio e dell’ottimizzazione delle risorse.

Studiosi e analisi suggeriscono che sia sempre più urgente conciliare la crescita economica con uno sviluppo sostenibile sul fronte ambientale e sociale, sostenendo fortemente il passaggio dal modello “usa e getta” che ha caratterizzato l’economia industriale dello scorso millennio, al modello contrapposto dell’economia circolare.

Perseguire i principi dell’economia circolare rappresenta un’opportunità per creare nuovi modelli di sviluppo, di impresa e di lavoro.

Servono a San Marino, oltre al recupero della carta che fa già la cartiera di Gualdicciolo, unica ditta a San Marino che recupera e ricicla il materiale raccolto a San Marino, servono altre ditte che lavorino le plastiche, i metalli, che recuperino i vari componenti elettronici, dando vita a nuovi prodotti grezzi o finiti da immettere sul mercato.

Chiudere il ciclo dei rifiuti e attuare una vera economia circolare è oggi anche un’emergenza.

Lo stop alle importazioni di rifiuto differenziato da parte della Cina ha messo in luce la forte debolezza del sistema “usa e getta”: non può esserci sostenibilità ambientale, economica e sociale dei rifiuti se non si è in grado di valorizzare i nostri scarti vicino a dove li si produce.

È necessario anche creare maggiore consapevolezza nella popolazione per estirpare la deleteria abitudine dei micro abbandoni abusivi nell’ambiente, uno per tutti quello dei più disparati oggetti di plastica che tanto danno arrecano agli ecosistemi e che inevitabilmente tornano a noi come microplastiche sottoforma di cibo; è necessario creare anche specifiche competenze nella prevenzione della produzione di rifiuti, nella riduzione degli sprechi e degli imballaggi, attraverso una riprogettazione di questi ultimi, va ridotto drasticamente e con urgenza il ricorso alla plastica monouso, riprogettando gli imballaggi nella direzione della durevolezza e della riusabilità, prima ancora della riciclabilità.

La nostra Università ci può aiutare molto in questo percorso di civiltà.

Positiva in questo senso l’aula didattica aperta presso il Centro di raccolta di San Giovanni l’estate scorsa a scopo divulgativo, dedicata soprattutto, ma non solo, alle visite scolastiche.

In base alle normative europee, la riduzione dei rifiuti e conseguentemente di raccolta differenziata sono da raggiungere entro il 2020 e i tempi per adeguare i sistemi di raccolta sono davvero ridotti.

Abbassare la produzione dei rifiuti sotto i 150 kg a persona annui e arrivare alla tariffazione puntuale della tassa sui rifiuti, in base al principio che chi più inquina più paga, superando la tariffa attuale basata sul consumo di energia elettrica, sono due obiettivi urgentissimi per San Marino.

L’ampliamento del centro di Raccolta di San Giovanni, con la costruzione di nuovi spazi per la trasformazione della frazione umida e la creazione del secondo centro di raccolta nel castello di Serravalle sono sviluppi indispensabili per completare il sistema di raccolta su tutto il territorio, e vanno realizzati subito.

Io abito a Ca’ Rigo e ancora abbiamo la raccolta stradale cassonettizzata, sapevo che entro marzo avremmo cambiato sistema e mi dispiace apprendere dal Segretario che solo ad ottobre arriverà anche da noi il porta a porta.

Capisco che servono buon senso e pragmaticità, valutando concretamente e senza preconcetti le esigenze di gestione, ma siamo a San Marino in una situazione di emergenza da anni e questo non è più ammissibile.

Noi di SSD siamo particolarmente sensibili ai temi ambientali e la gestione dei rifiuti è un elemento fondamentale di civiltà.

Colgo l’occasione per fare i miei auguri di buon lavoro al nuovo Direttore di AASS, Raul Chiaruzzi, confidando che riesca davvero a chiudere il cerchio nella gestione dei rifiuti in tempi celeri, dando finalmente le risposte che tutti i cittadini aspettano ormai da troppo tempo.

Grazie Eccellenza

Vado a leggere l’ODG presentato dalla maggioranza.

Marina Lazzarini

 

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