A nessun governo conviene dal punto del consenso aumentare le tasse, e nessuno si diverte a farlo, questo penso che sia ovvio e chiaro a tutti.

D’altra parte tutti i cittadini sono consapevoli che San Marino, come l’Italia, ha subito gravi contraccolpi dalla crisi economica internazionale.

San Marino in particolare ha dovuto resettare il sistema economico precedente, quello delle fatture false, dei depositi bancari provenienti da evasione fiscale italiana e anche peggio, quello di un sistema truffaldino che portava soldi facili e che ha distrutto gran parte del senso di comunità nel nostro Paese e ha disperso, in parte, il senso civico del dovere, della legalità, dell’attaccamento al lavoro.

Disgraziatamente anche a San Marino oggi, come in Italia, ci sono persone che a metà mese devono andare alla Caritas per mangiare e imprenditori che sono con l’acqua alla gola, come denunciava ieri sera con passione il consigliere Riccardi, mentre ci sono fasce di cittadini che non hanno sentito per niente o veramente poco gli effetti della crisi.

Le disuguaglianze purtroppo sono sempre più marcate e visibili.

Per ridurre le disuguaglianze sempre più evidenti l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), indica come primo strumento la tassa patrimoniale.

Questa opinione dell’organizzazione internazionale è stata scritta nell’ aprile 2018 nel rapporto “The role and design of net wealth taxes“, nel quale si spiega che uno dei modi per ridurre i divari di ricchezza è proprio l’imposizione della tassa patrimoniale.

L’Ocse ha esaminato l’utilizzo della patrimoniale – attualmente e storicamente – nei Paesi membri ed ha evidenziato tutti i pro e i contro. I risultati indicherebbero che, in generale, la necessità di adottare “una tassa sulla ricchezza netta” è minima nei Paesi dove sono applicate e pagate su larga scala le tasse sui redditi e sui capitali personali, comprese le imposte sulle plusvalenze, e dove le tasse di successione sono ben disegnate. In questi casi la patrimoniale potrebbe avere effetti addirittura “distorsivi”.

Al contrario, potrebbe funzionale ed essere utile dove la tassa di successione non esiste o è minima e nei paesi dove le imposte sui redditi sono particolarmente basse, e in questi casi San Marino ci rientra in pieno.

Con questo non voglio dire che la patrimoniale sia una bella tassa, ma che se impostata in modo equo è uno strumento da considerare nei casi di emergenza di liquidità da parte dello Stato e sappiamo bene che da diversi anni il bilancio segnala perdite importanti, all’inizio della legislatura (dicembre 2016) il debito dello Stato era di 300 milioni di euro.

E veniamo al Decreto in discussione.

Questa patrimoniale è strutturata in modo da esonerare la prima casa, almeno fino a 170/180 metri quadrati, poiché la franchigia ha raggiunto con gli ultimi accordi con le forze sociali i 400 euro, a cui si aggiungono altri 50 euro al quinto componente del nucleo familiare e 50 per ogni altro ulteriore.

Stesso trattamento è garantito per la seconda casa abitata da un figlio maggiorenne o per la terza casa sempre abitata da un parente di primo grado in linea retta, o ancora la stessa franchigia di 400 euro per la casa abitata dall’ex coniuge separato o divorziato.

Non capisco proprio le persone che ancora oggi protestano per la patrimoniale sulla prima casa, perchè non c’è, quindi sono state male informate e strumentalizzate!

Se invece la prima casa supera i 180 metri quadrati e il nucleo familiare è composto solo da 4 persone o meno qualcosa si paga, ma mi sembra anche giusto se si vuole in qualche modo colmare il divario fra le ricchezze e le povertà applicando con equità la patrimoniale, che vuol dire ognuno concorre in base alle proprie disponibilità.

In questo senso sarà fondamentale l’applicazione dell’ Indicatore ICEE per garantire l’equità, provvedimento urgente che arriverà in Consiglio nei prossimi mesi estivi.

La franchigia di 400 euro è valida anche sulle sedi delle attività economiche e sempre rimanendo alle attività economiche l’imposta straordinaria sul patrimonio netto delle società è stato ulteriormente abbassato allo 0,3%, dopo l’ultimo incontro con le forze sociali.

I conti correnti bancari tenuti in banche di San Marino non saranno in alcun modo toccati.

Tutti i particolari poi li andremo a discutere nell’articolato, ma a questo punto tutte le proteste in merito alla presunta patrimoniale sulla prima casa sono davvero solo strumentali e ingiustificate!

Grazie Eccellenza!

 

Marina Lazzarini