Grazie Eccellenza.

L’Istituzione preposta per elaborare sentenze è il Tribunale, però molti qui dentro si sostituiscono al Tribunale, sparano sentenze e condanne e ripetono queste siffatte condanne in ogni Consiglio per far si che, a forza di ripeterle, nell’opinione pubblica si formi l’idea che queste sentenze siano vere.

Le opposizioni sottolineano sempre e giustamente che i poteri dello stato devono essere rispettati nella loro autonomia, ma qui da mesi e mesi si fanno processi e si emettono sentenze.

Ci sono attacchi continui ai segretari di stato, attacchi che vanno ben oltre la sana dialettica politica e nulla hanno a che vedere con il rispetto per le istituzioni e per le persone, come abbiamo avuto anche oggi modo di ascoltare dai banchi delle opposizioni.

L’ormai ex segretario Simone Celli ha subito per quasi due anni offese e minacce che non si sono limitate alla sua persona ma hanno compreso i suoi familiari e persino suo figlio.

La sua persona è stata bersagliata quotidianamente con dubbi, illazioni, sospetti, calunnie e più recentemente accuse gravissime non supportate da fatti o prove concrete.

Come ha detto il segretario Zanotti, le ordinanze impropriamente pubblicate su alcuni organi di informazione, non vanno demonizzate né esaltate e soprattutto non possono essere oggetto di scontro politico in questa aula.

L’ordinanza c’è, va approfondita e analizzata attentamente. Nessuno la nega, ma proprio perché la rispettiamo non può essere oggetto in questa aula di supposizioni e di giudizi.

Il confronto con il conto Mazzini non è corretto, perché come ha ben specificato il consigliere Carattoni, prima dell’inchiesta denominata conto Mazzini c’è stata l’inchiesta Fincapital, che ha delineato un panorama di interconnessioni fra affari e alcuni politici che erano stati indagati, situazioni che oggi non ci sono perchè nessun segretario di stato oggi è indagato e nemmeno Simone Celli.

Lo scontro politico oggi è molto radicalizzato e questa situazione non fa bene al paese.

Simone ha sentito sulla sua pelle di essere un elemento di scontro e con grande senso di responsabilità e dello stato, se ne è fatto carico.

Le sue dimissioni sono state spontanee, quasi liberatorie. Si dimette per favorire un clima più dialogante.

Finalmente dopo due anni massacranti l’ex segretario Celli potrà stare più tempo con la sua famiglia e con suo figlio.

Non lascia la politica, non lascia il partito e non lascia il Consiglio.

SSD nel congresso di Novembre 2017, un anno fa, ha nominato suo primo segretario generale Eva Guidi, un segretario che ha svolto ottimamente il suo ruolo in un momento delicato, una persona di grande intelligenza, capace di ascoltare, di capire i problemi e trovare soluzioni.

Eva Guidi con grande generosità non si è tirata indietro, di fronte a un compito pesante e fortemente impegnativo.

Io sono particolarmente soddisfatta di questa nomina per tutte le qualità che Eva ha dimostrato in questo anno di conduzione del partito e anche perché finalmente avremo una donna all’interno del Congresso di Stato.

Penso che sarà una persona importantissima capace di mediazione e creatività, aspetti fondamentali della psicologia femminile.

Sono quindi orgogliosa di questa nomina e dico al consigliere e compagna Eva Guidi che sono sicura che saprà essere all’altezza del ruolo che si appresta a ricoprire.

Marina Lazzarini