Eccellenze, colleghi Consiglieri,

Non possiamo restare indifferenti agli eventi internazionali delle ultime settimane e degli ultimi giorni.

La Siria, in guerra da ormai 6 anni, sta vivendo una escalation di violenze inaudita e disumana.

Il 4 aprile un attacco aereo sulla città di Sheikhun, sotto il controllo dei ribelli, ha provocato oltre 80 morti, tra i quali 28 bambini, per gas tossici.

L’accusa da parte del presidente americano Trump verso il presidente siriano Assad, rimbalzata su tutta l’informazione internazionale, è di aver usato armi chimiche, vietate dall’ONU. Definisce Assad un animale, una persona diabolica che la Russia sbaglia a sostenere.

La risposta di Assad è stata chiara:”La Siria ha consegnato tutte le armi chimiche nel 2013 all’Onu e anche se avessimo ancora armi di quel tipo, non le useremmo. La nostra impressione”, continua il presidente siriano, “è che l’Occidente, in particolare gli Stati Uniti, sia complice con i terroristi. Hanno inventato tutta la storia per avere un pretesto per l’attacco”.

L’Arcivescovo di Aleppo interviene con un appello disperato di fronte alla Commissione Esteri del Senato italiano, denunciando che “Sulla Siria i media internazionali calpestano la verità” e dichiara che “La Pace non si costruisce con la guerra, si costruisce così: smetterla di vendere armi, smetterla di stipendiare i terroristi, bloccare il flusso di terroristi via Turchia e Giordania, togliere le sanzioni economiche alla Siria, aiutare a costruire una democrazia adeguata che favorisca l’educazione e l’istruzione…“

La politica estera di Trump, che in campagna elettorale aveva dichiarato di voler far rientrare tutti i militari USA sparsi per il mondo e di pensare solo agli Stati Uniti, è cambiata.

Il 7 aprile, 59 missili lanciati da navi USA di stanza nel Mediterraneo, attaccano la Siria, provocando la morte di civili e bambini e l’esultanza dell’ISIS che riprende ad attaccare Palmira.

Il 13 aprile il Pentagono usa per la prima volta la MOAB , definita la «madre di tutte le bombe», 11 tonnellate di tritolo, su posizioni jihadiste nell’Afghanistan orientale. Obiettivo: una serie di tunnel dove erano nascosti elementi Isis. Dopo questa bomba come potenza distruttiva c’è solo quella nucleare! Penso che mai il nome MADRE sia stato usato più a sproposito…

La bomba MOAB potrebbe essere utilizzata contro l’Iran e la Corea del Nord: il regime di Kim Jong Un ha realizzato molte installazioni-bunker ed ha piazzato in gallerie centinaia di pezzi d’artiglieria che minacciano Seul. Dunque è possibile che l’attacco nell’area afghana abbia anche un valore di guerra psicologica nei confronti degli avversari. «La Corea del Nord è un problema – ha infatti detto senza giri di parole il presidente Trump – Un problema di cui ci occuperemo»

Nel frattempo 30 mila militari americani vengono mobilitati nel mare dell’Indonesia con portaerei e altre navi da guerra. L’atmosfera internazionale è sempre più rovente; la Corea del Nord accusa Trump di aver agito in Siria da brigante ed esegue nuovi test atomici.

Il ministro degli esteri cinese in una conferenza stampa a Pechino qualche giorno fa ha affermato che “Stuzzicarsi e minacciarsi è molto pericoloso. Chiunque provocherà una guerra in Corea dovrà assumersi una responsabilità storica e pagarne il prezzo. Il vincitore non sarà colui che mantiene le posizioni più dure o che mostra di più i muscoli. Se una guerra avrà luogo, il risultato sarà una situazione nella quale nessuno uscirà vincitore. Il dialogo – ha concluso – è la sola via“.

Il Cremlino si dice “molto preoccupato” , invita tutti i paesi a dar prova di moderazione e ammonisce contro qualsiasi azione che potrebbe portare a misure provocatorie”.

Il 13 aprile all’ONU la risoluzione delle Nazioni Unite che condannava l’uso delle armi chimiche da parte della Siria, senza aver verificato che ciò fosse corrispondente alla verità, è stata bloccata dal voto contrario della Federazione Russa, della Bolivia e dall’astensione della Cina.

Il generale Fabio Mini in un suo recente testo ha scritto: In ambito militare ogni operazione è aperta, condotta e accompagnata dalla guerra dell’informazione e da quella psicologica. Siamo dunque in pieno stato di guerra?

Il 16 aprile, giorno di Pasqua, in Turchia con il 51,3% di si, passa il referendum che consegna al presidente Erdogan tutti i poteri: un uomo solo che controlla potere legislativo, esecutivo, giudiziario. Nominerà persino i Rettori delle principali università, i direttori di banche e di tutto il sistema economico. Erdogan ha già annunciato il referendum per la reintroduzione della pena di morte, abolita qualche anno fa in previsione della adesione alla UE.

In tutto questo l’Unione Europea che ruolo sta svolgendo? Le navi dai quali sono stati lanciati i missili americani sulla Siria sono partite anche dalle basi italiane, compresa Sigonella.

La raccomandazione accorata del ministro degli esteri cinese Wang Yi mi pare davvero l’unico spiraglio di ragionevolezza in questa caotica, ambigua ed esplosiva situazione: il dialogo è la sola via!

La Repubblica di San Marino ha una storia antica di neutralità, di Paese super partes. Chiedo in questo particolare e delicato momento storico internazionale di mantenere questa tradizione e di mantenere equidistanza fra le parti, astenendosi da votazioni per sanzioni o decisioni che potrebbero provocare lo stato di guerra.

Chiedo a San Marino di proporsi come Terra per dialoghi di pace, per incontri che facilitino il dialogo, il confronto in un Paese neutrale e non schierato.

In questa nobile aula del Consiglio Grande e Generale, credo sia doveroso alzare lo sguardo e l’attenzione sui fatti internazionali potenzialmente molto pericolosi per la pace, credo che ognuno di noi debba escludere posizioni di indifferenza o superficialità, mettendo in campo tutte le azioni possibili per avere informazioni corrette, da fonti diversificate e non cadere nei tranelli delle provocazioni e dell’ipocrisia, ricercando per quanto possibile la verità.

Su questi temi proponiamo uno specifico Ordine del Giorno.