Grazie Eccellenza,

Colleghi Consiglieri,

l’esperienza della 139° Assemblea dell’Unione Interparlamentare, svoltasi a Ginevra dal 13 al 18 ottobre, è stata per tutti noi della delegazione sammarinese, intensa e ricca di sollecitazioni; ritengo doveroso condividere in questo Consiglio Grande e Generale i principali temi discussi e i problemi rilevati.

Il tema centrale era la promozione della Pace e dello sviluppo nell’era dell’innovazione e dell’evoluzione tecnologica, tema ben trattato negli interventi in assemblea dalla nostra delegazione.

In ogni gruppo si è parlato dell’urgenza migranti, per arrivare all’adozione di un patto globale per la migrazione sicura, ordinata e regolamentata.

Le migrazioni hanno tante cause, dalla povertà all’emergenza climatica e soprattutto le guerre e le violenze diffuse contro i diritti umani delle persone.

I paesi africani, in particolare, hanno denunciato quanto sia facile fare dichiarazioni nei convegni, ma poi è tutto più difficile quando si tratta di applicare le risoluzioni approvate.

Quanti paesi fra quelli che hanno ratificato hanno poi applicato veramente le risoluzioni sottoscritte?

Nelson Mandela, del quale sono stati commemorati i 100 anni dalla nascita, diceva che la libertà è indivisibile dai diritti umani e che questi non si possono adattare.

Per prevenire i conflitti, dunque, è necessario promuovere i diritti umani.

È stato da molti sottolineato nelle varie commissioni che lavorare all’Agenda 2030 dell’ONU rimanda sempre agli obiettivi della dichiarazione dei diritti umani del 1948.

Dobbiamo capire che i diritti umani sono obiettivi reali, non ideali.

L’Unione Interparlamentare è l’unica organizzazione internazionale in grado di emettere risoluzioni condivise per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030.

I 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile e i 169 traguardi sottoscritti il 25 settembre 2015, puntano a realizzare pienamente i Diritti Umani di tutti, a sconfiggere la povertà, a garantire istruzione ed assistenza sanitaria, a raggiungere l’uguaglianza di genere e l’emancipazione di tutte le donne e le ragazze, a eliminare la guerra, negazione di ogni diritto umano.

I 17 Obiettivi sono indivisibili e bilanciano le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: economica, sociale ed ambientale.

In più interventi è stato denunciato che diversi paesi firmatari dell’Agenda dicono di difendere i diritti umani, ma poi sono i primi a violarli.

È stato messo in evidenza il problema delle formazioni mercenarie, che operano fuori dallo stato di diritto.

In diversi paesi Africani, purtroppo, agiscono gruppi mercenari. La rete sociale e quella della comunicazione vengono attaccate da questi gruppi.

I mercenari si nascondono nei deserti, nelle montagne, fanno traffico di armi e droga e nello stesso tempo sono gruppi armati pronti ad aggredire la popolazione; i media poi li definiscono come ribelli, ma non lo sono.

Il lavoro dei mercenari può condurre a colpi di stato, allo scopo di impossessarsi delle materie prime e delle risorse del paese.

Sono presenti in tutto il mondo e stanno procurando atrocità contro i diritti umani. Il reclutamento di questi mercenari va bloccato con leggi internazionali e sovranazionali, che ne proibiscano l’uso.

Altro tema al centro dei confronti è stato quello del commercio privato, statale e cooperativo. La globalizzazione dei mercati ha portato gravi ripercussioni sui mercati locali, stretti ora in una morsa. I grandi cartelli del monopolio sono molto pericolosi per i piccoli paesi e anche per i consumatori, che non hanno garanzie sulla bontà dei prodotti, sulla loro produzione sostenibile ed etica.

Mi ha molto colpito il commento del rappresentante del Sud Africa: “L’elefante in sala è il capitalismo – ha detto – Tutto quello che stiamo denunciando serve ad accumulare denaro, poco importa di quello che succede alle persone che vivono su quei territori, se vengono sfruttate o se muoiono.”

Dobbiamo fare il massimo per ridistribuire la ricchezza nei paesi, bisogna investire in tecnologia e sostenibilità, promuovere il commercio di prodotti che abbiano osservato una produzione sostenibile ed etica.

I parlamenti di tutto il mondo devono concentrarsi sulla protezione dei bambini e su leggi che vadano a lavorare per salvaguardarli dalla violenza di ogni tipo.

Il 20 novembre 2019, fra un anno circa, sarà il 30° anniversario della convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e sarebbe importante che la UIP prendesse una posizione comune e forte, perché i bambini sono il futuro del mondo.

Siamo ancora molto lontani dalle pari opportunità per le ragazze in gran parte dei paesi. La violenza di genere è un problema pesantissimo.

Il tema delle persone LGBT, sottoposto a votazione in assemblea, è stato bocciato, quindi per ora non se ne può nemmeno parlare!

Il 10 dicembre 2018 cade il 70° anniversario della dichiarazione dei diritti umani, che verrà celebrato a livello mondiale.

È importante che tutti i parlamentari si adoperino per sensibilizzare la popolazione su questo anniversario.

Ora, è necessaria una nuova cultura fondata su collaborazione e cooperazione, che vada a sostituire l’ormai radicata cultura della competizione e della prevaricazione sulla quale, purtroppo, è fondata e sviluppata la nostra civiltà.

Grazie Eccellenza.

Marina Lazzarini