Sappiamo bene, purtroppo, che il problema della mancanza dei medici non è un problema tutto sammarinese, ma comune alla realtà italiana e anche ad altri stati europei.

La modalità di ingresso alle facoltà di medicina, che da 18 anni prevedono il numero chiuso, non ha tenuto conto di una programmazione corretta ed attenta riguardo al numero dei posti da ricoprire e oggi ci ritroviamo in una gravissima carenza di professionisti che ha innalzato anche i compensi e anche San Marino si trova in questa situazione.

Questa legge è stata elaborata insieme ai medici dell’ospedale, con l’associazione ASMO, nell’intento di equiparare le condizioni sammarinesi a quelle esterne.

Vero che alcune richieste dell’associazione non sono state completamente recepite e bisogna capire bene se il provvedimento elaborato crea condizioni sufficientemente competitive con le realtà limitrofe oppure no.

Oltre a questo provvedimento di legge, ci sono ancora tanti aspetti nella sanità sammarinese che vanno rivisti e corretti e mi permetto di elencarne alcuni.

  1. Il primo aspetto che mi sento di sottolineare è la mancanza ancora dell’Atto Organizzativo. Doveva essere pronto per giugno scorso, ma si comincia ad esaminarlo ora. È fondamentale decidere quale sanità vogliamo, quale ospedale vogliamo, quali collaborazioni con l’esterno, quali i servizi in rete con le regioni limitrofe e quali i servizi d’eccellenza messi in rete da noi. Tutto questo è fondamentale per ogni altro passaggio e decisione.

  2. Il budget di spesa. È importante che la spesa sia sotto controllo perché le risorse che lo stato impegna nella sanità sono veramente ingenti. La spesa va monitorata e controllata costantemente per non trovarsi con una situazione fuori previsione.

  3. La questione del racket delle badanti, emersa qualche mese fa, è stata risolta? Era previsto un presidio di controllo dell’ufficio del lavoro nel reparto geriatria e sarebbe importante sapere se è stato realizzato e che risultati ha dato.

  4. Altro problema sottoposto più volte è riferito alla medicina di base. Se ci sono tanti accessi al pronto soccorso al di fuori dei codici rossi, è sintomo che qualcosa non funziona nella medicina di base. La questione delle non reperibilità dei medici più anziani, sopra i 56 anni, è motivo di spesa eccessiva oppure no? Possiamo raffrontare i nostri dati con quelli dell’OMS?

  5. Serve un servizio di informazione più efficiente ed efficace per relazionare l’ISS con il paese, per far sapere quali azioni positive sono messe in campo e come si stanno affrontando i problemi emersi.

  6. Arrivo al punto dolente degli uffici amministrativi: mi giungono voci di medici che aspettano da mesi e mesi di essere pagati per le prestazioni di libera professione medica in intramoenia, che dovrebbero essere incentivate perché portano benefici economici anche all’Istituto, ma se poi i medici non vengono pagati o si tarda così tanto per farlo, si perde la motivazione.

I problemi sono tanti, e bisogna lavorare per risolverli tutti.

La legge che intendiamo approvare è un primo importante passo in questa direzione.

Marina Lazzarini