Il 23 maggio l’Italia ha ricordato il giorno della strage di Capaci, il brutale assassinio per mano della mafia di Giovanni Falcone e di tutti i membri della sua scorta.

È stata l’occasione per riflettere sul concetto di legalità, su questa definizione che racchiude in sé la massima garanzia di libertà, il principio che impone a tutti il pieno rispetto della legge, che è il vero “strumento del popolo”.

Non dobbiamo pensare alla legalità come baluardo unicamente indirizzato contro le mafie, ma anche contro la corruzione e le altre illegalità, che possono apparire o essere percepite come “minori”, ma che sono comunque illegalità, come quelle nei confronti del fisco, l’evasione fiscale, il lavoro nero, i ricatti e le minacce sul posto di lavoro, lo sfruttamento delle persone, per arrivare fino alla diffamazione che rovina la vita delle persone, che sia praticata fra la gente, su internet o sulla carta stampata, cambia il mezzo di comunicazione ma non il risultato.

La legalità non va d’accordo con il giustizialismo pressapochista, con la giustizia “fai da te”, ma con il pieno rispetto della legge da parte di tutti i cittadini e dei ruoli delle istituzioni preposte, in primo luogo a far si che tutti la rispettino e in secondo alla correttezza dei procedimenti di giudizio rivolto alle azioni illegali.

Questa è la legalità che dobbiamo sempre, con costanza e determinazione promuovere e perseguire senza mai rassegnarci, per non soccombere all’imbarbarimento della mentalità mafiosa, della legge del più forte, di quello che urla di più, della macchina del fango, dell’illegalità intesa come furbizia, della caccia alle streghe che mette le persone una contro l’altra.

Alla base di questo è fondamentale l’educazione alla Legalità, alla democrazia, alla non violenza, è il modo per costruire un paese con un tessuto civile, globale e diffuso, della comunità che riconosce e si oppone all’illegalità, una comunità attiva, sana, motivata, eticamente decisa e orientata, che deve puntare su una visione positiva, ma anche sull’adeguatezza e la correttezza delle strategie per attuarla.

Celebrare ogni anno anche a San Marino il giorno della legalità è un’occasione importante per rimarcare che il pieno rispetto della legge da parte di tutti deve essere un impegno e un dovere quotidiano.

Questa maggioranza e questo governo si sono molto impegnati per la trasparenza e la legalità a partire dal sistema bancario, con la valutazione della qualità degli attivi (AQR) che è stata conclusa in tutte le banche alla fine di aprile 2018, l’avvio della Centrale Rischi, il cambio delle governance, e per la questione titoli in caso di illeciti da parte di chiunque lo Stato si costituirà parte civile.

Si è impegnata per la trasparenza e la legalità con la legge sviluppo che parificando le assunzioni fra lavoratori interni ed esterni ha eliminato ogni alibi al lavoro nero e aumentato i controlli.

Si è impegnata per la trasparenza e la legalità liberalizzando le licenze ed eliminando così la figura opaca del prestanome.

Si è impegnata per la trasparenza e la legalità con il Testo Unico edilizio, mettendo un punto fermo alla pratica degli abusi che tanto hanno massacrato il nostro piccolo territorio.

Si è impegnata per la trasparenza e la legalità adottando i concorsi pubblici come unica possibilità di assunzione nella Pubblica Amministrazione.

Si è impegnata per la trasparenza e la legalità con la prossima revisione dell’IGR e la creazione del servizio di polizia tributaria.

Tanto ancora c’è da fare nella costruzione di una profonda e diffusa cultura della legalità e del rispetto, substrato necessario a un forte senso di comunità.

Purtroppo per mettere al sicuro il Paese e garantire con equità e a tutti i servizi basilari, ci sono ancora varie riforme e modifiche da elaborare, leggi che da anni dovevano essere fatte, come la riforma delle pensioni o l’introduzione del sistema IVA, ma evidentemente i problemi erano stati sottostimati o era mancato il coraggio per la paura di perdere consenso elettorale!

La coalizione adesso.sm sta dimostrando di avere tutto il coraggio che serve, di voler spiegare le situazioni e ascoltare la gente; abbiamo fatto serate pubbliche di confronto e informazione con cadenza mensile da un anno e mezzo, ora è necessario incrementare il confronto con le forze sociali per condividere i provvedimenti che tutti consapevolmente sanno essere necessari.

Anche i lavoratori chiedono legalità e ciò traspare dagli 11 punti della piattaforma sindacale che proclama lo sciopero generale. La maggioranza è particolarmente interessata a discuterne, e abbiamo il dovere civico noi, ma anche il sindacato, di fare uno sforzo di comprensione delle reciproche posizioni. Solo così si danno risposte al Paese e non si trasforma un legittimo strumento di lotta come lo sciopero, in lotta senza obiettivi se non quello politico di dare una spallata al governo.

Se così fosse vorrebbe dire che lo sciopero avrebbe valenza prettamente politica contro il governo e automaticamente in favore dell’opposizione, ma non credo che questo sia nei pensieri dei lavoratori e neppure dei sindacalisti più agguerriti.

Per quanto riguarda le 11 ragioni della piattaforma sindacale per lo sciopero, infatti, alcune richieste sono già state recepite dal Governo, altri temi devono essere ulteriormente oggetto di confronto, ma la situazione non è certo da muro contro muro!

Diversa è la posizione dell’USL che non ha aderito allo sciopero generale, chiedendo però più momenti di confronto sui temi specifici.

Sono sicura che con rispetto reciproco dei ruoli, Sindacati, Governo, Maggioranza e Opposizioni sapranno trovare le condivisioni, perché sulla necessità delle riforme non ci sono divergenze.

 

Marina Lazzarini