La legge di bilancio per l’esercizio finanziario del 2018 è sicuramente un passaggio politico fondamentale in quanto rappresenta il primo, fondamentale atto per dare corso agli indirizzi necessari a dare alla finanza pubblica una stabilità assolutamente necessaria per sanare i gravi danni generati all’economia del Paese dalle gestioni passate sia del settore pubblico, ma anche in ambito privato.

Il 2017 è stato un anno transitorio, sostanzialmente di stabilizzazione del sistema.

Ma certamente non possiamo negare che il problema di liquidità esiste, e caratterizzerà in parte anche l’impostazione che si vorrà dare agli interventi per il prossimo anno.

Il nostro obiettivo sarà quello di facilitare un percorso di rilancio dell’economia in generale, anche con qualche intervento di natura straordinaria, rimanendo circoscritto però in una natura di temporaneità.

Analizzando gli introiti, il rapporto debito – prodotto interno lordo mantiene dei rapporti accettabili per permettere lo sviluppo, ma occorre creare le condizioni migliori perché ciò avvenga.

Nonostante sia innegabile che il prodotto interno lordo sia crollato negli ultimi anni, mantenendo una posizione debitoria dello Stato elevata.

Il pareggio di bilancio è certamente un obiettivo importante, per mantenerlo realistico ci dovranno essere gioco forza degli interventi strutturali, chiaramente avendo l’attenzione rivolta a chi ha di meno o a chi è in difficoltà. Intervenendo con principi di equità sui patrimoni in modo sostanzioso, esentando le fasce deboli.

Per farlo c’è bisogno di coraggio e non possiamo più permetterci inutili rimandi, ma garantendo altresì la difesa del welfare, vero caposaldo di uno Stato che si ritiene democratico e culturalmente progredito. Rilanciando quella giustizia sociale che spesso è mancata nel nostro paese.

Raggiungere il pareggio di bilancio rappresenta il cardine per riacquisire credibilità e reputazione a livello internazionale, garantendo il giusto processo di trasformazione e disconnessione con il passato, il quale la maggioranza ha fin da subito lavorato per porne rimedio.

Ma è altresì fondamentale per avvicinarsi alle comunità internazionali e agli investitori esteri per ripristinare dei giusti standards  di competitività e di attrattività.

Oltre ai numeri che verranno riportati in questa legge di bilancio dobbiamo sottolineare la volontà di contrastare la spesa improduttiva, andando a razionalizzare quello che è già presente e che dovrà essere rilanciato, ma con giudizio.

Perché la riduzione della spesa pubblica non dovrà gravare sulla qualità dei servizi cardine del nostro welfare, ovvero scuola e sanità.

Ma piuttosto dovrà passare per un ragionato accorpamento di alcuni uffici pubblici, ma anche per una gestione più efficiente e trasparente, eliminando ciò che è superfluo e non giustificato.

È evidente ad esempio che con l’aumento di 1,4 milioni di euro di contributo all’ISS rispetto a quello previsto in sede di assestamento finanziario 2017, è un segnale evidente di come vogliamo rilanciare il settore sanitario, al netto delle recenti difficoltà, causate certamente da motivi non strettamente riconducibili alle politiche sanitarie.

Grazie anche al prezioso contributo del Piano Sanitario e Socio Sanitario che ha evidenziato un uso spropositato di prestazioni futili, ovvero quelle che non danno alcun beneficio ai pazienti, ma che incidono con una percentuale tra il 20 e il 40% della spesa sanitaria.

Altrettanto significativo l’intervento nel campo dell’istruzione che, dando seguito alle recenti riforme che potranno concretizzarsi nel corso dell’anno con l’applicazione dei nuovi curricoli di studio, vedranno l’avvio della progettazione del nuovo polo scolastico di Fonte dell’Ovo  che non rappresenta solo una razionalizzazione degli spazi dedicati allo studio e alla ricerca, ma anche una modalità nuova nel vivere la funzione permanente più importante della vita, quella della formazione.

In questi giorni ci troveremo a discutere ed analizzare quella che sarà l’impostazione della San Marino che vedremo e vivremo nei prossimi anni.

Il 2018 dovrà essere l’anno di crescita, gli interventi che adotteremo in questa finanziaria sono imprescindibili per garantire un elevato livello di benessere come siamo abituati ad avere, ma penso che sia giunto il momento anche di rimboccarsi le maniche.

Trasferire il carico fiscale dai redditi più bassi ai redditi più alti, intervenire sui patrimoni, mantenendo una pressione fiscale equilibrata sui redditi bassi, è sicuramente l’intervento più giusto per recuperare il gettito fiscale, oltre a mantenere una giusta e sacrosanta equità. Ma anche per rilanciarsi come paese, e come sistema.