L’errore che a mio parere si sta commettendo è quello di dibattere oltremodo sul dettaglio, perdendo di conseguenza di vista la visione di insieme di un progetto ben più ampio e meritevole di maggiore attenzione.

Non si è sentito parlare della programmazione sanitaria e socio sanitaria, ma voglio ricordare che è lo strumento indispensabile per definire il fabbisogno del personale, non solo medico ma anche infermieristico e delle altre professioni come ad esempio farmacisti, biologi, veterinari, fisioterapisti, psicologi, ecc.

La riforma dell’ISS, ovvero la legge 165 del 2004, e quella dell’authority, legge 69 del 2005, identificano un quadro di documenti di programmazione con gli strumenti più validi per creare le condizioni per superare la crisi in essere:

1)    Piano sanitario e Socio Sanitario

2)    Atto organizzativo dell’ISS

3)    Piano del personale dell’ISS

Per poter operare con efficacia l’ISS deve avere agili strumenti di gestione delle risorse umane ma anche delle risorse finanziarie e tecnologiche, che permettano risposte rapide e adeguate allo sviluppo tecnologico e scientifico/culturale, che in campo medico è particolarmente intenso. Questo si attua solamente rafforzando l’autonomia dell’ISS.

È anche vero che la sanità non si realizza solo attraverso l’ospedale ma anche valorizzando e potenziando i servizi sul territorio e quelli sociali che sono particolarmente importanti per lo sviluppo del comparto sanitario.

L’obiettivo è rendere San Marino di nuovo appetibile per professionisti qualificati, garantendo retribuzioni adeguate, stabilità del posto e chiaramente soddisfazioni personali.

Il problema del reperimento dei medici non è un problema nato adesso, è un problema strutturale che nasce da lontano.

Le cause possiamo valutarle come organiche considerando la difficoltà nel reperire dei professionisti già scarsi nelle regioni limitrofe, o ancora partendo da più lontano dalla difficoltà di entrare nelle università italiane. Possiamo fare decine e decine di valutazioni sulle motivazioni, ma il risultato è che di professionisti validi che possano sposare la causa nostrana non ce ne sono tanti.

Quello che possiamo fare nell’immediato è valutare la cause strutturali come le posizioni contrattuali ed intervenire per porne rimedio.

Troppi medici stanno lasciando l’ISS, la fuga dei medici sta diventando un’emergenza causata da una sommatoria di problemi che non risolti nell’immediato si sono protratti nel tempo fino a diventarne difficili da gestire.

Sicuramente i contratti di lavoro sono spesso svantaggiosi per il professionista con retribuzioni più basse rispetto all’Italia, ma anche la libera professione che rendendo autorizzabile solamente quella intramenia, causa chiaramente un deterrente per il professionista che oltre confine può operare in extramenia.

Forse è vero che l’ospedale è sovradimensionato per la realtà sammarinese, in passato qualche ex segretario di stato aveva proposto di mantenere solamente un eccellente pronto soccorso sul territorio, esternalizzando tutti gli interventi specialistici all’estero. Ma è impensabile predisporre uno stato sovrano senza un ospedale, senza un punto nascite o senza una geriatria.

È chiaro che in un paese con un’utenza limitata come la nostra non possiamo garantirci tutte quelle professionalità in ogni settore sanitario. Ma possiamo lavorare in rete con le realtà limitrofe ed è la direzione che negli ultimi anni abbiamo preso come sistema.

Oppure possiamo diventare un’eccellenza in determinati settori come lo siamo stati in passato con l’ortopedia o la cardiologia, ma dobbiamo dedicare le risorse finanziarie necessarie per mantenere alto il livello della sanità pubblica sammarinese.

L’ISS, come qualcuno ha provocatoriamente affermato in settimana, non è la riserva indiana di Santi, come non lo è stato di Mussoni, di Podeschi, di Rossini, di Chiaruzzi.

L’ISS è il bene più prezioso che abbiamo, e lo dobbiamo alla lungimiranza di chi negli anni 50 ha avuto l’intuizione di creare questo istituto.

Approfittiamo di questa situazione di difficoltà per venirci incontro e aprire un dialogo. L’ISS va aiutato, ridiscusso, e risollevato. Partiamo da quello che si è fatto in tutti questi anni, ed è stato fatto tanto, per trovare una soluzione immediata. Tutti insieme.