Grazie Eccellenze.

Vorrei ringraziare le persone che hanno presentato questo progetto di legge di iniziativa popolare perché ci offrono l’occasione per poter discutere e confrontarci su un tema delicato e che riguarda tutte le donne di questo Paese.

Quando si trattano temi che riguardano la libertà e l’autodeterminazione dell’individuo, personalmente mi pongo sempre la domanda: “questa iniziativa riduce la libertà dell’individuo o lo obbliga ad una prassi forzata?” Nel caso della procreazione cosciente e responsabile e quindi di normare il tema dell’aborto la risposta è “No. Non limita la libertà dell’individuo, né lo obbliga. Gli offre uno strumento e un supporto normativo. Lo tutela.”

Normare in maniera obiettiva il tema dell’aborto e cancellare definitivamente il reato penale è necessità per un Paese democratico.

È una necessità perché dobbiamo mettere le nostre donne nelle condizioni di fare la scelta migliore e più sicura, dobbiamo garantire delle strutture per l’ascolto e un’informazione capillare che produca una maggiore consapevolezza.

Come coalizione, abbiamo deciso di non vincolare il programma ai temi civili, proprio perché ognuno può esprimersi in maniera limpida e coerente con la propria sensibilità e quindi ringrazio i colleghi di coalizione perché è una segno forte di maturità politica.

Ma torniamo al progetto di legge.

Personalmente – e anche come gruppo consiliare – abbiamo da sempre sostenuto la necessità non solo di depenalizzare l’ aborto in tutti i casi previsti dal codice penale, ma di normarlo, garantire il servizio all’interno della struttura ospedaliera, garantire la privacy della donna, fare corsi di sensibilizzazione già nelle scuole per la procreazione cosciente e responsabile e migliorare l’accesso ai metodi contraccettivi e alla pillola del giorno dopo

Riteniamo necessario affermare l’integrità fisica di donne e ragazze e quindi l’autodeterminazione anzi, prendo in prestito il termine che ha utilizzato il collega Belluzzi: rispetto delle donne e delle ragazze.

Sono convinta che in sede di Commissione potremmo rendere questo progetto equilibrato e coerente con i principi che i promotori hanno voluto portare all’attenzione di quest’Aula e del Paese e rispettando le sensibilità che si manifesteranno, sempre nell’ottica di fare un ulteriore passo avanti nella direzione dello Stato di Diritto e dell’autodeterminazione dell’individuo.

Le sollecitazioni che ci arrivano dall’Unione Europa sono molto importanti. Ricordo che proprio dal Parlamento Europeo è arrivata, il 12 marzo 2015, l’approvazione della “Relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo nel 2013 e sulla politica dell’Unione Europea in materia”.

In questa relazione c’è una parte dedicata ai Diritti delle Donne e delle Ragazze – i punti dal 134 al 149 nello specifico– in cui si evidenzia come sia essenziale per una democrazia, riconoscere i diritti inalienabili delle donne e delle ragazze all’integrità fisica e all’autonomia decisionale per quanto concerne il diritto di accedere alla pianificazione familiare volontaria e all’aborto sicuro e legale. In particolare, visto che non bisogna giustamente avere posizioni ideologiche, cito testualmente l’articolo 136 della Relazione: “deplora il fatto che i corpi delle donne e delle ragazze, in particolare riguardo alla loro salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti, rimangano a tutt’oggi un campo di battaglia ideologico e invita l’UE e i suoi Stati membri a riconoscere i diritti inalienabili  delle donne e delle ragazze all’integrità fisica e all’autonomia decisionale per quanto concerne, tra l’altro, il diritto di accedere alla pianificazione familiare volontaria e all’aborto sicuro e legale, la libertà dalla violenza, compresa la mutilazione genitale femminile, i matrimoni infantili, precoci e forzati e lo stupro coniugale.”

Partendo dal progetto di legge di iniziativa popolare e tenendo in seria considerazione la Relazione, il dovere di quest’Aula è quello di affrontare il tema nell’ottica non solo di abolizione degli articoli del Codice Penale riguardanti il tema dell’aborto ma, al contempo, incentivare la pratica della contraccezione e dell’educazione ad una sessualità cosciente.

In ogni caso, non siamo qui, oggi, a decidere se questo progetto di legge sia giusto o sbagliato: siamo qua a fare una prima valutazione e a cercare di far emergere quella che deve essere un’analisi obiettiva e laica del tema che affronteremo, insieme ai promotori spero, in Commissione.

Grazie.

Vanessa D’Ambrosio

   Consigliere SSD