In uno scenario in cui il PIL mondiale è previsto attorno al 3% e quello italiano attorno allo 0,7% – PIL che è un indicatore importante ma non la panacea di tutte le economie – ci apprestiamo ad approvare la legge di bilancio 2018 della nostra piccola Repubblica con un contesto di crisi che morde un po’ in tutte le direzioni i cui numeri sono stati più volte ricordati e il cui aspetto più preoccupante è purtroppo l’aumento dei disoccupati.

Se la situazione economica risulta pressochè stabile ma con indicatori di sviluppo ed occupazione ancora deboli, ben più difficile si presenta la situazione delle finanze pubbliche per le quali, sin dall’inizio dell’anno, sono state evidenziate le posizioni debitorie. Ho già detto in più di una occasione che in questo momento complesso occorre evitare di dire cose non corrette per cui faccio un annuncio per onore di verità: questo Governo NON HA INAUGURATO ALCUNA EPOCA DEL DEBITO PUBBLICO, e non ha alcun progetto di indebitare questo Stato, visto che il debito pubblico era già presente al nostro arrivo al Governo ed era pari a poco più di 300 mln di euro. Debito contratto anche per sostenere il settore bancario che negli ultimi 10 anni si è trovato in difficoltà, così come fatto da questo Governo nell’ultimo anno. Accanto al debito è stato anche lanciato l’allarme per la grave carenza prospettica di liquidità dello Stato, attesa per l’estate e manifestatasi solo qualche mese dopo.

La legge di Bilancio si inserisce in questo quadro complesso, in cui la riflessione doverosa dovrebbe essere quella, tra gli effetti del moltiplicatore fiscale e gli effetti delle politiche di austerity, fondamentali indicatori cui gli economisti di ogni paese si rivolgono per capire gli effetti sulla situazione economica delle politiche di bilancio ma poco utili per un paese dalle piccole dimensioni, di fare ogni sforzo per raggiungere 2 obiettivi importanti:

  • 1) stabilizzare i conti pubblici e perseguire una politica di Bilancio sostenibile nel presente e soprattutto nel futuro, che presenti i conti a posto e un effettivo pareggio delle spese e delle quote di interessi, COSA NON SCONTATA e non sempre presente negli ultimi bilanci preventivi, in modo tale da arrivare ad una effettiva stabilità e facendo attenzione al fatto che il consolidamento fiscale non sia elemento di freno al moderato sviluppo oggi presente;

  • 2) puntare ad una politica di sviluppo economico che miri ad un aumento della formazione e qualificazione dei lavoratori, delle imprese e soprattutto dei posti di lavoro.

Su questi due fattori poggia il progetto Paese, un progetto di grande equilibrio in cui l’aspetto dello sviluppo, sebbene presente ma non determinante in questa finanziaria, sappiamo essere continuamente al centro dell’agenda del Governo.

Da una parte, quindi, politiche di bilancio responsabili, nella cui direzione vanno il taglio agli sprechi, ma non agli investimenti, riforme strutturali del mercato dei beni e dei servizi e MODERATO incremento della imposizione fiscale tra cui l’imposta patrimoniale che deve essere considerata un intervento straordinario e che sarà sostituita dalle rendite catastali aggiornate quando queste saranno a posto. Sempre nella parte della responsabilità delle politiche di bilancio vanno evidenziate la lotta all’evasione ed elusione che saranno incrementate, l’entrata in vigore dell’indice ICEE e le scelte di salvaguardia dello stato sociale che prevedono incremento dei contributi all’Istituto per la sicurezza sociale e conferma delle contribuzioni per la cultura e l’istruzione.

Dall’altra la ricerca di rilancio dello sviluppo, uno sviluppo che non si traduca in una crescita priva di qualità, come accaduto purtroppo in passato con alti costi da un punto di vista dell’immagine. Si muovono in questa direttrice l’agenzia per lo sviluppo, che segue la legge sviluppo che già i suoi positivi effetti ha mostrato in questi primi mesi di applicazione, e lo sportello per le imprese che dovrebbe dare un importante punto di riferimento, ma anche i provvedimenti di maggiore flessibilità del lavoro che contemporaneamente non mettano in pericolo la tutela dei lavoratori. In questa scia anche i lavori in corso per il PRG e per il progetto TLC. Ma fa parte di questo punto anche il fatto che nessun taglio è stato fatto al settore dell’istruzione, prova dell’attenzione alla preparazione e alla competenza dei nostri cittadini di domani che lo sviluppo economico oggi necessita e soprattutto il perseguimento del principio fondamentale per cui devono essere garantite parità a tutti nel momento della partenza, senza che le condizioni economiche differenti dei piccoli cittadini vadano a influenzare in modo determinante il loro futuro. Stesso principio per il settore della salute, che non deve essere influenzato dalle disponibilità economiche.

Inoltre la legge finanziaria non ha intrapreso, perché non si sono volute intraprendere soluzioni semplicistiche in un momento così delicato: certo, tagli lineari, aumenti sensibili di aliquote e interventi simili sarebbero soluzioni in grado di dare effetti spettacolari nel breve periodo ma che avrebbero un prezzo molto alto nel medio periodo. Tagli indiscriminati, inoltre, veicolerebbero il messaggio ai cittadini che non sono tenuti nella debita considerazione e che si è provveduto in finanziaria solo ad un intervento di pareggio tra numeri; messaggio lontano dalle preoccupazioni della gente.

Vogliamo dire ai cittadini che nel progetto paese che stiamo costruendo e di cui la finanziaria è un importante mattone saranno sempre presenti dei principi importanti:

  • riforme strutturali di concerto con le parti sociali in grado di eliminare ostacoli allo sviluppo, senza derogare alle tutele dello stato sociale e dei lavoratori;

  • riforme che non andranno nella direzione di creare privilegi ma che al contrario della crescita economica potranno beneficiarne tutti in un principio di equa redistribuzione dei redditi;

  • un bilancio pubblico che con rigore tagli tutti gli sprechi e riduca quindi disuguaglianze e ingiustizie;

  • far capire che il sostegno al sistema finanziario in atto ha lo scopo di far tornare questo settore un motore importante allo sviluppo economico, che con normative trasparenti e di tutela, permetta di convogliare i risparmi dove meglio possono essere utilizzati.

Il cittadino, soprattutto, deve sapere che lui e le basi dello stato sociale che sono la tutela dell’istruzione e della salute pubblica vengono messi al centro degli interessi della Repubblica, un cittadino che oggi è spaventato per l’incertezza economica del futuro, suo e dei suoi figli. Un cittadino che è anche timoroso per l’impoverimento del ceto medio, per il fatto che gli effetti della redistribuzione dei redditi alla base delle politiche economiche del mondo occidentale oggi stentano a riproporsi, con l’avanzare di concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi.

In questo contesto di preoccupazione penso che sia doveroso provare a confrontarsi sulla legge finanziaria, maggioranza e minoranza, anche con osservazioni critiche, oltre il litigio abituale degli ultimi tempi, perché la legge finanziaria ha bisogno del contributo di tutti quanti.