Grazie Eccellenza.

Il Bilancio presentato in prima lettura ha un obiettivo chiaro: il raggiungimento dell’equilibrio dei conti pubblici.

La relazione del Segretario Eva Guidi ha fortemente sottolineato quanti siano i settori di intervento dello Stato per il benessere dei cittadini, la sanità, la scuola, le strade, gli edifici pubblici, tutti i servizi dello Stato e tantissimi altri settori.

Queste politiche ci chiedono responsabilmente di andare il più possibile verso un pareggio di bilancio, superando il debito ormai strutturale che ogni anno si accumula, nella consapevolezza che investimenti sulle opere pubbliche siano interventi di sviluppo necessari per il Paese.

La mission del FMI è quella di garantire la stabilità dell’economia degli Stati. Le missioni di assistenza del FMI sono tante, con l’obiettivo di portare il bilancio dello stato in avanzo positivo, accompagnato da una situazione di sviluppo economico positivo.

Da diversi anni il FMI sta dicendo alla Repubblica di San Marino che la situazione è critica, se prendiamo come riferimento la relazione Quill del 2014 sono almeno 5 anni. Il Fondo ci sta dicendo da anni, quindi, che ci sono azioni importanti da fare per risanare il bilancio dello stato, ma soprattutto per risanare e rilanciare il sistema bancario di San Marino nel suo complesso.

Le perdite di bilancio di Cassa di Risparmio dal 2010 in avanti, negate o sottaciute per anni, erano al centro della relazione Quill e purtroppo sappiamo bene che il tempo perso su quelle perdite oggi pesa come un macigno nel bilancio dello Stato.

E se quello che Quill ha scritto nella relazione del 2014 ancora oggi dal consigliere Marco Gatti è definito come una serie di supposizioni, capiamo bene come mai quelle perdite non siano state considerate, e quella relazione sia stata tenuta ben nascosta e chiusa a chiave in un cassetto.

Il riconoscimento delle perdite del settore bancario e la conclusione dell’AQR, cioè la valutazione degli attivi delle banche, sono passaggi fondamentali per poter ricostruire su basi reali e solide il sistema bancario e sono passaggi di cui questa coalizione e questo governo si sono fatti responsabilmente carico.

Per sostenere la crescita è necessario che i bilanci dello stato e del sistema bancario siano positivi, nella direzione della trasparenza e della concretezza.

Occorre agire ora sulle linee del Piano di Stabilità e il richiamo, anche da parte della Commissione di Controllo della Finanza Pubblica sulla gestione delle risorse dello Stato, ci sottolinea responsabilmente che non è più tempo di procrastinare gli interventi necessari.

Venerdì scorso all’assemblea dell’ ANIS ho ascoltato con molta attenzione le parole della giovane e capace Presidente Neni Rossini. L’attività industriale a San Marino rappresenta il 32% del pil, assorbendo il 39,4 % dei lavoratori dipendenti, quindi, il nostro è uno stato con un livello di industrializzazione molto alto e positivo; la Presidente ha specificato che questa è l’economia reale, economia che ha retto la dura prova della crisi. Ha aggiunto che queste imprese crescono nonostante tutte le limitazioni e i problemi che San Marino pone.

In particolare, ha puntato il dito contro il sistema bancario che non sostiene l’impresa, tanto che l’accesso al credito è ormai una chimera e contro il peso insostenibile della burocrazia, che schiaccia imprese e cittadini.

Proprio riguardo a questi punti è necessario raggiungere imprescindibili obiettivi e il primo riguarda proprio il sistema bancario: le banche, e in particolare Cassa di Risparmio, devono tornare a fare profitti e soprattutto intermediazione bancaria fra i risparmiatori e l’economia reale.

L’investimento produttivo nell’economia reale, su seri e concreti piani di sviluppo, si ripaga da sé senza creare squilibri finanziari, attraverso l’intermediazione bancaria fra risparmiatori e impresa, denari non da accumulare nelle banche o nei titoli in borsa, ma da mettere in circolo per sostenere l’economia del Paese.

Ecco perché è importante che i cittadini sammarinesi abbiano fiducia nel sistema bancario del proprio paese.

Dobbiamo “fare squadra” con l’unico e vitale obiettivo di far uscire il Paese dalla crisi più pesante, registrata dal dopoguerra ad oggi, costruendo tutte le condizioni per rilanciare l’economia, il lavoro e lo sviluppo.

Dobbiamo fare in modo di sostenere le aziende, le imprese, gli artigiani e i gli operatori del settore turistico che lavorano a San Marino e che resistono con fatica all’onda della crisi.

I valori dell’Ufficio Statistica a settembre 2018 ci riportano che dopo il trainante settore manifatturiero che rappresenta il 32% del pil, abbiamo quello del commercio all’ingrosso e al dettaglio col 17%, seguito dalle attività dei servizi di alloggio e di ristorazione con il 6,4 %, quello delle costruzioni col 5,6 % e quello dei professionisti con il 5 %.

È necessario essere un paese attrattivo all’esterno e per questo una buona reputazione è un fattore decisivo, solo una buona reputazione genera la fiducia che attira nuovi investitori e imprese.

La credibilità del sistema del Paese, che sottolineava il Segretario Guidi, si basa sull’equilibrio del suo bilancio e sull’economia reale.

La credibilità si costruisce anche con la condivisione degli obiettivi e penso proprio che l’obiettivo di un bilancio sostenibile e in equilibrio sia necessario e imprescindibile.

Alcune osservazioni sul PdL in prima lettura.

Sono molto soddisfatta del contenuto dell’articolo 28 sugli interventi a sostegno della disabilità, in particolare sul comma 2 che prevede di destinare i proventi dalle sanzioni del Codice Stradale sull’errato utilizzo dei parcheggi riservati ai disabili, al finanziamento di interventi e progetti sulla disabilità, come suggerito dalle Associazioni negli incontri con la CSD ONU.

Vorrei sottolineare all’art. 30 che gli strumenti di protezione sociale devono essere collegati all’ICEE, l’indicatore economico per l’equità, adottato lunedì scorso dal Congresso di Stato, proprio per garantire tutti i controlli necessari al fine di assegnare le risorse finanziarie a chi ne ha realmente bisogno con equità e rigore.

Pongo all’attenzione del Segretario alle Finanze la situazione del personale diplomatico dipendente dalla Segreteria degli Esteri distaccati nelle sedi estere che, proprio perchè non dimorano a San Marino, non possono utilizzare la Smac card al fine delle detrazioni fiscali richieste dalla dichiarazione dei redditi.

Non condivido la definizione del consigliere Canti in merito al Segretario Michelotti, anzi sono certa che il Segretario Michelotti stia lavorando molto concretamente su temi fondamentali per lo sviluppo del Paese, come il PRG e penso che sia proprio questo che disturba il Consigliere Canti; condivido però con lui l’opportunità di inserire un articolo specifico sul Piano Regolatore Generale proprio perché sarà un formidabile motore per lo sviluppo del Paese, inserendo anche le opere strutturali da avviare nel 2019.

Ho sentito alcuni consiglieri dire che gli stipendi dei pubblici dipendenti verranno ridotti anche sotto i 1500 euro, ma non è vero! In base all’art. 34 gli stipendi fino a 1500 euro non vengono toccati. Non si tratta quindi di un taglio lineare, ma di una riduzione proporzionale al reddito.

L’art. 33 va a correggere un’anomalia tutta sammarinese sui redditi da pensione, per cui la pensione, detassata dai contributi, risulta più alta dell’ultimo stipendio percepito e questo è del tutto incongruente e inaccettabile, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.

Il testo presentato oggi in prima lettura è sicuramente migliorabile e aperto ai contributi costruttivi di tutti, fermo restando l’obiettivo della sostenibilità del bilancio e dell’equilibrio dei conti dello Stato.

Marina Lazzarini