Nella mia seppur breve esperienza politica è la terza mozione di sfiducia che affronto in questa aula. Se le prime due nascono da un referendum perso o da uno scandalo familiare, questa battendo ogni forma di record, è avvenuta dopo poco più di 6 mesi dall’insediamento del governo.

Seppur legittima, per carità, mi suggerisce che il percorso avviato dalla coalizione adesso.sm ha iniziato a toccare quei punti nevralgici da difendere a tutti costi da quella parte che ha governato, o, per meglio dire, mal governato gli ultimi decenni, mistificando lo stato reale delle cose, creando panico ingiustificato, richiamando in piazza i cittadini contro chi sta operando il cambiamento.

Ma quello che mi incuriosisce maggiormente di questa situazione, è che nella manifestazione di domani, manifestazione che ribadisco, rientrante ampiamente nella sfera democratica, vedremo abbracciati in una curiosa rappresentazione di quella che altro non è che una sindrome di stoccolma rivisitata, dove la vittima abbraccia il suo carnefice

Chiaramente si sta parlando in senso lato, non me ne vogliano di amici della dc e gli amici di rete.

Ma quelli che come noi vogliono il cambiamento, seppur con velature più marcate, non possono abbracciare quelli che rappresentano il conservatorismo più estremo, di uno status quo non più tollerabile e sostenibile.

Ma mi dispiace che oggi in aula come domani nella piazza, tra quelli che sono veramente preoccupati per i propri  risparmi o per la tenuta del sistema, perché magari la maggioranza non ha saputo spiegare bene la bontà della propria manovra (faccio un mea culpa), o perché ha ascoltato un’opposizione che ha voluto creare panico per far entrare il paese in un clima di instabilità, ci saranno anche quelli che vogliono difendere l’ancien regime, ci saranno gli omissis della relazione del segretario a proposito di Asset banca e delle nefandezze compiute da quest’ultima, che vogliono difendere la loro sacca di potere.

E mi rammarica oltremodo vedere che chi rappresenta come noi il nuovo, si avvinghia al vecchio, che ha ben altri intenti. E del paese non gliene frega niente, se non utilizzarlo, sfruttarlo, sfinirlo.

Il cambiamento è ora! Se tutti insieme, senza logiche di partito operassimo con lo stesso obiettivo riusciremmo a risollevare il paese.

Tra poche ore voteremo la sfiducia al segretario Celli, non mi aspetto niente, se non il voto a favore dell’opposizione e quello di forte fiducia della maggioranza. Perché noi siamo uniti, abbiamo preso un paese in emergenza, e vogliamo mettere in atto quei provvedimenti per risanare il comparto finanziario. La fiducia che accorderemo a Simone Celli, è la fiducia al cambiamento del sistema.

Qui non si tratta più di usare il classico modus operandi del mettere la toppa, dove a volte la toppa è peggio del buco. Ma di impostare un modo nuovo di fare politica e noi siamo aperti al contributo di tutti.

Oggi votate pure la sfiducia, amici dell’opposizione, ma da domani, chi ha a cuore veramente il cambiamento, il crollo dei poteri forti, della mala gestio finanziaria, dell’allontanamento di quei poteri regressivi, repressivi, antagonisti del bene comune nostrano, partecipi al dialogo senza falsi interessi in maniera fattiva e costruttiva.

Perché noi non siamo mai stati contro ad un confronto leale, purché basato sul rispetto e su valori in netta contrapposizione con il passato.

Oggi si vuole sfiduciare il presente per ridare fiducia al passato! E noi a questo giochino non ci stiamo.