Ringrazio vivamente gli istanti che portano all’attenzione di quest’aula e del paese il tema dei bambini ad alto potenziale o plusdotati.

A questo tema è stata dedicata una serata informativa la settimana scorsa presso la sala Montelupo di Domagnano organizzata dagli “Amici della Dada Paola”.

L’alto potenziale dei bambini dovrebbe essere una risorsa straordinaria per la persona e per tutta la società. Perché questo sia possibile però, è necessario riconoscerli.

Oltre alla memoria di ferro e alla precocità nell’iniziare a parlare e a leggere, i bambini plusdotati si contraddistinguono per la personalità molto articolata. “Non rispettano alcuna autorità, odiano sentirsi dire cosa fare, non sanno mettersi in gioco perché hanno il terrore di perdere. Sono straordinariamente acuti, creativi, empatici e ricettivi. Ipersensibili, provano emozioni sempre amplificate”. La loro è un’intelligenza ramificata, cioè si sviluppa di continuo in nuove direzioni, proprio come i rami di un albero.

Questi bambini sono circa il 5% della popolazione scolastica, ma spesso non vengono riconosciuti e finiscono per essere livellati, isolati, scambiati per ragazzi con Dsa o iperattivi.

Spesso, infatti, i ragazzi plusdotati hanno problemi a scuola. Sono abituati a capire le cose al volo, senza studiare. Quindi, quando serve avere metodo per raggiungere un risultato, spesso non ne sono capaci e sono esposti al fallimento.

Un aspetto piuttosto critico è la difficoltà ad autodisciplinarsi; sin da piccoli hanno una relativa facilità nell’apprendimento e nella soluzione dei problemi, possono convincersi che a garantire il successo non sia tanto lo sforzo personale, quanto la loro innata capacità. Questo atteggiamento è controproducente perché, in caso di fallimento, i plusdotati rischiano di mettere in gioco la propria autostima e non il proprio metodo, con effetti molto più dannosi.

In Italia, e anche a San Marino, si considera la diversità solo se è “ipodotazione”. Esistono già i piani didattici per i BES (Bisogni Educativi Speciali). Ma nei BES non rientra la plusdotazione.

Ancora oggi la nostra scuola, e non solo quella sammarinese, non è pronta per gestire percorsi individualizzati per bambini plusdotati.

Manca la formazione specifica degli insegnanti in ogni ordine scolastico, mancano i percorsi didattici personalizzati per questi studenti e l’organizzazione scolastica va ripensata in funzione dell’insegnamento individualizzato per tutti.

Le richieste degli istanti vanno in questo senso, anche se entrano un po’ troppo nel dettaglio, invadendo in parte il campo degli organismi preposti.

Inoltre segnaliamo una riserva specifica, relativa alla richiesta di riconoscimento giuridico degli studenti ad alto potenziale, perché si corre il rischio di ghettizzarli, mentre queste potenzialità vanno gestite e sviluppate in un contesto collettivo, perché possano essere una risorsa per tutti.

Sarebbe, inoltre, molto positivo se il Dipartimento Scienze Umane della nostra Università aprisse una fase di studio e di ricerca sul tema dei bambini ad alto potenziale e stringesse una collaborazione con altri Atenei italiani ed esteri che già stanno sviluppando il tema, come “Il Laboratorio Italiano di Ricerca e Sviluppo del Potenziale, Talento e Plusdotazione” dell’Università di Pavia.

In conclusione il gruppo di Sinistra Socialista Democratica, pur con le riserve segnalate che si chiede di mettere a verbale, voterà a favore di questa istanza.