1. San Marino e l’Europa: quali progetti?
San Marino ha l’opportunità di crescere, con il percorso di associazione all’Unione Europea, non solo per le nostre imprese, ma anche per i nostri giovani con possibilità di fare percorsi formativi e di lavoro nei programmi europei. Questo è di vitale importanza per poter aprire i nostri confini, le nostre specializzazioni, le competenze e far diventare San Marino un laboratorio di innovazione in grado di avere un mercato estero che non si limiti all’Italia.
San Marino e Europa significa anche poter attivare le nostre comunità su suolo europeo per creare percorsi di scambio, questo soprattutto in un’ottica di impresa, progetti Smart e nuove tecnologie. Questo permette ai nostri cittadini che abitano negli Stati europei di poter avvalersi delle stesse burocrazie dei residenti e migliorare, quindi, il l loro stile di vita, interfacciandosi con le istituzioni in modo più snello. Recentemente ho avuto il piacere di incontrare la nostra comunità di Grenoble -con i viaggi organizzati dallo Stato- e nel colloquio è emerso che tutta l’area di Grenoble rappresenta un polo d’eccellenza per la ricerca tecnologica. Perché non creare una sinergia?

2. Giovani e opportunità: il Titano più competitivo?

Il Titano sarà competitivo per i giovani quando faremo una programmazione economica e di sviluppo del Paese e quindi saremo in grado di dare una visione di come vogliamo San Marino tra 15 e 30 anni. Gli ultimi dati statistici sulla disoccupazione, che qualcuno sventola come un successo, sono in realtà una fotografia preoccupante della disoccupazione a San Marino: sono 446 i giovani tra i 20 e i 29 che non lavorano. Un’enormità. Se poi incrociamo questo dato con i disoccupati “divisi” per grado d’istruzione, emerge che 502 persone hanno la maturità e 347 hanno o un diploma universitario o una laurea.
Cosa possiamo fare per rendere il Titano più competitivo? Fare una legge organica che metta in chiaro le possibilità di fare imprese e le agevolazioni per i giovani; creare un legame sinergico tra scuola e mondo del lavoro; lavorare sulla formazione dei nostri giovani con l’obiettivo di renderli cittadini del mondo con percorsi mirati. Ovvio, c’è anche un altro fatto: non possiamo permetterci che i nostri giovani vivano in situazioni di precarietà lavorativa estrema, che porta quindi a non dare gli strumenti per costruire il proprio futuro. Quindi va bene un mercato del lavoro più flessibile, ma che la flessibilità non venga intesa esclusivamente come precarietà, perché sarebbe un errore per il futuro di tutti.

3. Sviluppo “smart”: quali obiettivi?
San Marino ha la possibilità di scegliere: sedersi su un modello di sviluppo tradizionale oppure diversificare la propria economia puntando sull’innovazione: noi siamo convinti che una diversificazione sia necessaria

e positiva per San Marino. Gli obiettivi per i progetti “smart” sono in prima istanza quelli legati alle telecomunicazioni: non possiamo più permetterci di avere un sistema di TLC così debole, perché questo provoca un danno anche a livello economico e per le imprese. Una volta consolidata questo tipo di infrastruttura, possiamo pensare allo sviluppo di un settore molto interessante come i Data Center per fare stoccaggio dati e puntare su start-up ad alto valore tecnologico. Progetti molto interessanti si possono sviluppare nel campo del verde urbano, del riciclo e della mobilità sostenibile. Questi sono gli obiettivi primari per uno sviluppo “smart” che possiamo realizzare.

4. SSD: chi siete?
SSD è una lista unica, formata da tre componenti: Sinistra Unita – di cui sono Coordinatrice -, Laboratorio Democratico e Progressisti e Riformisti. Queste tre componenti saranno racchiuse dentro il simbolo di Sinistra Socialista Democratica.

SSD è un percorso di riaggregazione della sinistra sammarinese, quella sinistra che vuole essere protagonista e non subalterna. Quella sinistra che vuole governare senza lasciare indietro i propri valori e le proprie idee. È un progetto che va avanti per step, perché non vogliamo ripetere gli errori delle passate unificazioni. In questo progetto Sinistra Unita crede molto e ha portato il suo patrimonio storico più importante: il tempo, perché anche SU era nata come una lista unica e solo con il tempo è diventato un Partito, e il metodo, basato sulla chiarezza.

Vanessa D’Ambrosio
Coordinatrice Sinistra Unita
SSD – adesso.sm