Grazie Eccellenze, colleghi Consiglieri,

ringrazio il Segretario di Stato Zanotti per il prezioso riferimento e per la chiarezza.

Come ho già avuto modo di sottolineare nella Relazione ( http://bit.ly/2oX1yxk ), il progetto di legge ha l’obiettivo di tutelare non solo il dipendente pubblico, ma anche l’Amministrazione e l’utenza.

Il progetto di legge che ci apprestiamo a votare non è un intervento “spot”, ma risponde alla necessità di garantire un pieno ed effettivo diritto del dipendente dell’Amministrazione e di coloro che agiscono nell’interesse pubblico di difendersi in sede penale. È rivolto cioè ai soggetti che vengano ingiustificabilmente considerati rei di condotte penalmente rilevanti nell’esercizio delle loro funzioni.

Inoltre, il progetto di legge prevede che al patrocinio penale venga affiancata la tutela assicurativa civile dei dipendenti pubblici, colmando così una lacuna legislativa. La sottoscrizione dell’assicurazione è a carico del dipendente, quindi è facoltà dello stesso decidere se aderirvi o meno.

La tutela assicurativa è utile al dipendente pubblico e alla sua famiglia di conseguenza, nel caso in cui lo stesso è chiamato a corrispondere cifre, a titolo risarcitorio, non trascurabili, per le quali potrebbe risultare incapace o inadempiente. La stipula di polizza estensibile a tutti i dipendenti del settore pubblico allargato mira ad ottenere condizioni economiche maggiormente favorevoli.

Qualcuno potrebbe chiedersi perché la necessità di andare a normare e applicare questa tutela. Per rispondere a questa domanda è necessario chiarire cosa rappresenta il dipendente pubblico.

Il dipendente pubblico, durante il proprio lavoro, è un agente pubblico, un rappresentate dello Stato e di qui la necessità da un lato di chiarire la responsabilità dello stesso e, dall’altro, la possibilità di difesa e di assicurarsi in modo adeguato allorquando questo è accusato senza giustificazioni, perché l’accusa è rivolta ad un agente pubblico e quindi allo Stato. Quindi non significa accentuare la forbice tra pubblico e privato o una deresponsabilizzazione dei dipendenti pubblici, come qualcuno ha chiosato.

Grazie.

Vanessa D’Ambrosio