Grazie Eccellenza.

Un breve inciso prima di passare al mio intervento: pretestuoso non sono le richieste legittime di nostri cittadini di porre la questione; pretestuoso è fare buoni e cattivi perché siamo una società unica e va rispettata nella sua interezza.

Passo all’intervento, cercherò di essere breve e chiara.

Come maggioranza abbiamo convenuto fosse il caso scrivere un ordine del giorno per rispondere alle questioni poste dai proponenti perché le tre istanze hanno aperto un dibattito molto forte non solo in quest’Aula, ma nel Paese in generale.

Come persona laica, che crede nella scuola pubblica, è chiaro che sento molto l’esigenza di slegare l’ora di religione dalla gestione della Curia e – anzi-  sento la necessità di offrire ai nostri studenti di tutti i gradi la possibilità di conoscere e dibattere su tutte le religioni, nell’ottica di far crescere nei nostri giovani la capacità di analizzare in modo critico – e con critico pongo l’accento sulla positività di un pensiero critico- e di conoscenza perché alla base del dialogo c’è la conoscenza. Cultura delle religioni, delle pluralità e quindi curiosità e rispetto e coscienza.

Dietro un pensiero laico c’è la curiosità e la conoscenza.

Parallelamente, molti cittadini si sentono legati all’insegnamento dell’ora di religione nelle scuole, inteso esclusivamente come religione cattolica, perché è una consuetudine, fa comunque parte della nostra cultura e quindi togliere l’insegnamento provoca un senso di smarrimento. È comprensibile, però è altrettanto comprensibile le richieste che vengono avanti dai concittadini che vorrebbero un insegnamento più laico e plurale.

In molti interventi –anche nelle precedenti Istanze- ho sentito ripetersi sovente la parola “tradizione”: per me la tradizione ha a che fare con le radici ed è innegabile che la cultura cattolica abbia molto influenzato la cultura sammarinese (qualcuno potrebbe anche pensare “frenato” molto su alcuni temi, soprattutto quelli riguardanti i temi etici), però è anche vero che le nostre tradizioni parlano di una vocazione al dialogo, alla conoscenza reciproca e quindi ad un più laico approccio.

Come ho detto in apertura di questo mio breve intervento, considerato che compito della politica e di quest’Aula è quella di trovare una sintesi complessiva, che rappresenti il più possibile tutti i cittadini, come maggioranza abbiamo ritenuto necessario presentare un ordine del giorno che prevede che per i ragazzi esonerati dall’ora di religione, questa non venga contemplata per la media complessiva con delle modalità che approfondiremo; l’introduzione, per la prima volta, della possibilità di scelta tra o l’ora di religione oppure un insegnamento delle diverse culture religiose– e sottolineo “diverse culture religiose”, tutte – e aprire un confronto con la Curia affinché si riesca a superare il placet di questa per gli insegnanti di religione che, vorrei ricordare, sono persone laureate ed è quindi dal mio punto di vista ovviamente, una diminuzione dei loro titoli e del loro percorso formativo. In tal senso, come SSD e come maggioranza, riteniamo prioritario garantire l’iter di assunzione delle figure preposte come tutti gli insegnanti perché – è inutile che ci nascondiamo – per noi il tema dell’idoneità data dalla Curia è un elemento da superare. L’ordine del giorno prevede un riferimento in Commissione I a seguito della trattativa in modo tale da poter prendere le dovute decisioni.

Per tutto quello che ho detto fino adesso, come gruppo consiliare di SSD e come coalizione, siamo a respingere le tre istanze e approveremo l’ordine del giorno di cui si darà lettura.

 

Vanessa D’Ambrosio

Consigliere SSD