Eccellenze, colleghi Consiglieri,

parlare di Authority Sanitaria significa parlare delle persone, della salute delle persone e del benessere delle persone

è importante ricordare le importanti conquiste della nostra Repubblica in campo sanitario e socio sanitario che trovano il proprio fulcro nella legge istitutiva dell’ISS e nei principi di universalità, equità e gratuità nell’accesso dei servizi con sostegno del sistema tramite tassazione generale, principi ai quali non dobbiamo assolutamente rinunciare nell’intento di mantenere una forte coesione sociale e un sistema nel quale la persona e la comunità vanno messi al centro garantendo non solo salute ma anche benessere.

Ed in effetti, la realizzazione degli ambiziosi obiettivi del Piano Sanitario – approvato dal Consiglio nel 2015, ci pone di fronte ad una importante sfida: conciliare la sostenibilità economico-finanziaria, l’equità e l’accessibilità del nostro sistema sanitario con la presenza di una crisi economica che morde e che non accenna ad allentare la presa e con la quale oggi dobbiamo convivere.

E’ in questo contesto che l’Authority diventa un pilastro fondamentale per raggiungere gli obiettivi.  Come evidenziato nella relazione per il periodo 2014-2016, infatti, sono diversi e svariati gli ambiti in cui si esplica l’azione della stessa.

 

Uno dei più significativi ambiti dell’Authority, sui quali è necessario investire fortemente in presenza di risorse limitate perché può avere una portata davvero significativa, è quello della informazione – prevenzione – promozione della cultura della salute.

Faccio alcuni esempi. Molti dei paesi economicamente sviluppati presentano un positivo aumento di aspettativa di vita che però si declina spesso con la presenza di malattie croniche necessitanti assistenza continua. Anche cattive abitudini alimentari portano i cittadini direttamente verso condizioni di salute precarie. Ecco in questi casi occorre intervenire, come in effetti si sta facendo, per promuovere il più possibile l’aumento della consapevolezza dei nostri cittadini. Si deve passare da un modello in cui le persone finiscono solo per affidarsi al sistema sanitario ad un modello in cui il sistema informa il cittadino che deve cominciare a farsi carico della propria salute e del proprio benessere e, soprattutto a livello filosofico, smettere di riporre SEMPRE e in assoluto in una pillola la soluzione ai nostri problemi di SALUTE. Occorre promuovere la salute come processo per permettere alle persone di acquisire una maggiore responsabilizzazione della propria salute e di migliorarla. Questo processo deve essere introdotto in tutti i settori della società e anche con le persone che hanno meno mezzi e meno gradi di istruzioni. Nessuno deve essere lasciato indietro da questo punto di vista. Riassumendo per questo punto: stili di vita che promuovano la buona salute e il benessere devono essere l’obiettivo primario di ogni sistema sanitario perché significano meno costi da subito e meno costi nel tempo: un ottimo investimento da tutti i punti di vista complessivamente, per il presente e per il futuro.

organizzazione del sistema informativo sanitario e socio sanitario.

Occorre in questo caso porre l’accento su due aspetti. Da una parte l’importanza della raccolta e analisi dei dati a supporto di scelte strategiche di politica sanitaria e socio sanitaria (statistiche, rendicontazioni di esami ed interventi, consumo di farmaci, ecc.).

D’altra si pensi quanto un sistema informativo organizzato ed efficiente – ed è opportuno promuovere il prima possibile questo passaggio al momento in corso – permetterebbe di far interagire i cittadini evitando spostamenti e conseguenti perdite di tempo e di permessi.

►rapporti con organismi internazionali e di ricerca, UE, Consiglio d’Europa e singoli paesi.

Basilare che in questo momento di forte globalizzazione anche sul versante dei protocolli e delle nuove metodologie di cura il nostro sistema sanitario non si isoli ma, al contrario, promuova rete di contatti e accordi a 360 gradi. E’ questo uno dei più importanti modi, accanto al programma di formazione continua, per migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie e dei farmaci a supporto delle varie terapie.

 

L’Authority ci parla di tutto questo e di molti altri aspetti. In particolare la relazione, nelle sue conclusioni, sottolinea gravi carenze di personale, soprattutto medico, che impediscono all’Authority di svolgere appieno le funzioni delegatele dalla legge.

Risparmiare i soldini sull’Authority, a parere della scrivente, significa non valutare in modo completo i grandi benefici, anche a livello economico, che un ottimale supporto alla pianificazione dell’ISS potrebbe portare.

Ecco perché ogni sforzo deve essere fatto, nonostante la crisi, nonostante le molte problematiche che la struttura deve ogni giorno affrontare, procedere a completare l’organico dell’Authority a partire dal suo dirigente, posto al comma successivo dell’ordine del giorno della presente tornata del Consiglio.

 

Eva Guidi

Consigliere SSD