Grazie Eccellenze,

Colleghi consiglieri,

intervengo molto brevemente in questo comma comunicazione per fare qualche riflessione, in primis sull’esito dei referendum.

Non scenderò nella mera disamina dei numeri fini a se stessi, anche perché a poco servirebbe se non a certificare che la tanto sperata spallata al governo non c’è stata.

Io credo che in maniera molto sintetica la questione si possa riassumere con una valutazione oggettiva, ovvero che i cittadini si sono espressi e hanno deciso che la nostra legge elettorale dabba essere cambiata e su questo ho ben poco da obiettare e aggiungere.

Poi ci possono essere una miriade di valutazioni soggettive e in questo caso credo che tutte possono essere lecite o meno e condivisibili o meno.

Per prima cosa voglio esternare e condividere con voi la mia grande soddisfazione per la vittoria del SI per quanto riguarda il quesito che chiedeva di poter modificare la legge elettorale.

Come politico sono soddisfatto, sono felice e sono assolutamente entusiasta, e lo sono perché finalmente, da domenica la politica si è ripresa in mano il pallino del gioco,

e dalla prossima tornata elettorale potrà tornare a fare ciò che più le aggrada, come vuole, quando vuole e con chi vuole, in barba a quella che è la volontà dei cittadini. Penso che qua dentro tutti dovremmo esserlo e probabilmente tutti lo siamo…

Dopo questo passaggio, ovviamente sarcastico, voglio fare invece una valutazione come cittadino e come elettore.

Sono deluso, sono amareggiato e sono arrabbiato per la vittoria del SI e lo sono perché non mi piace per niente l’idea che il partito a cui deciderò di affidare la mia fiducia e la mia delega a rappresentarmi e del quale condividerò idee, percorso, orientamento e quant’altro, possa dopo il primo turno andarsi ad alleare e scendere a patti con un altro soggetto che potrebbe essere ciò che di più lontano si possa trovare dalle mie idee e dal mio modo di vedere le cose, che si chiami DC, RETE o anche SSD!

In questo caso la tanto sbandierata causa della rappresentatività dei cittadini dove la mettiamo??

Temo che la si potrà riassumere in un semplice “tu dammi il voto che al resto poi ci penso io!”.

Che la legge attuale fosse migliorabile è evidentemente innegabile e in tal senso vi è stata una chiara disponibilità da parte della maggioranza, disponibilità che non è stata colta.

Ritengo che sia stato un enorme errore politicizzare questo referendum, rendendolo una mera forma di protesta verso il governo, perché così facendo si è evidentemente rischiato di intaccare la lucidità e la serenità degli elettori, che avrebbero invece meritato di poter focalizzare la propria attenzione unicamente su quello che era il quesito referendario, un quesito assai serio, importante e meritevole delle più articolate riflessioni e valutazioni, scevre da strumentalizzazioni di sorta.

Detto questo voglio spendere qualche parola anche per l’altro quesito referendario.

Ho sentito ogni tipo di analisi in merito alla scheda azzurra ma ne ho sentite molto poche in merito alla scheda gialla, quella che chiedeva conferma in merito alla modifica di un articolo della legge costituzionale, ovvero quella che chiedeva ai cittadini cosa volessero essere, perché è certo che ogni costituzione rappresenta i caratteri fondamentali di una democrazia, di un popolo, ma questo sembra quasi non suscitare interesse in quest’aula quanto invece ne ha generato fuori su tantissime testate giornalistiche.

L’esito del quesito referendario che chiedeva la conferma alla modifica dell’articolo 4 della legge costituzionale mi rende ancor più orgoglioso di rappresentare questa nostra comunità.

I nostri concittadini ci hanno mostrato come ancora oggi sono vivi quei valori di libertà, tolleranza e rispetto che ci hanno sempre caratterizzato.

Gli stessi valori che ci permettono di essere ancora una volta credibili sul piano internazionale, perché di fatto siamo il 5 paese dell’area europea e l’11 al mondo ad aver inserito a livello costituzionale le norme presenti all’interno dell’articolo 21 della carta dei diritti fondamentali dell’uomo, articolo che prevede il divieto di qualsiasi tipo di discriminazione, credibili perché così come la legge sulle unioni civili e quella contro la violenza di genere, anche questa onora quell’impegno sottoscritto nell’ormai lontano 1988 in seno al Consiglio d’Europa, in cui ci impegnavamo a fare nostre tutte quelle norme a tutela dei diritti fondamentali.

La natura di un popolo e le sue radici non cambiano ne possono essere strumentalizzate, non è necessaria nessuna istruzione quando si toccano i valori fondanti di una comunità.

Dovremmo capire il segnale che i nostri concittadini ci hanno chiaramente dato, ovvero il richiamo al dialogo, al confronto e a toni umani e rispettosi.

Chiudo questo mio breve intervento spendendo qualche parola per quanto riguarda alla questione “bail in”.

Sinceramente provo grande amarezza e rammarico per l’uscita su organi di informazione di notizie mendaci ed infondate, che tra l’altro sono state prontamente smentite a chiare lettere.

Se c’è una cosa che non riesco proprio a concepire e tollerare, è il fatto che per affossare un governo ci possa essere chi è disposto a mettere in gioco le sorti dell’intero Paese, un Paese che avrebbe invece solo bisogno di essere preservato e difeso fino allo stremo DA TUTTI, e ripeto con convinzione, DA TUTTI, da chi con certi gesti dimostra in maniera del tutto chiara e inconfutabile di non voler bene al nostro Paese.

Grazie.