Molto brevemente intervengo nel dibattito che si sta sviluppando sul Referendum, anche io desidero esprimere la mia soddisfazione personale per il quesito legato alla modifica della Carta dei Diritti, anche se quel 30% dei NO mi inquieta molto perché sintomo di una cultura basata sull’intolleranza ancora ben presente evidentemente nel nostro Paese (aldilà del pastrocchio in casa DC sul quale non mi pronuncio perché, secondo me, è politicamente corretto che ciascuno “si lavi i panni sporchi” in casa propria).

Sul secondo quesito legato alla modifica della Legge Elettorale, intanto desidero ringraziare di cuore tutte le persone che hanno costituito e si sono impegnate nel comitato contrario, io credo che la maggioranza giustamente debba riconoscere la sconfitta nel merito e mettersi a disposizione per lavorare e contribuire con le proprie idee alla stesura delle nuove regole del gioco.

Certamente dispiace per la sconfitta perché, dal mio punto di vista, si andrà a ridimensionare e di molto l’importanza ed il valore che l’attuale Legge Elettorale riconosce al voto dei cittadini, ma ritengo altresì, che la maggioranza esca dall’esito referendario con un segnale incoraggiante, nella consapevolezza di doversi impegnare maggiormente nel Paese, molto utile e positivo per andare avanti.

Per quanto concerne l’analisi politica del risultato del voto, a prescindere che si vogliano pesare o che si vogliano contare i voti, per l’opposizione è stato inconfutabilmente un altro passaggio a vuoto. Perché con una proiezione di massima che tenesse conto delle persone che non si sono recate alle urne e della flessione che tutte le componenti in gioco hanno subito, l’esito riflette comunque piuttosto chiaramente la consistenza delle forze in campo: con da un lato la coalizione adesso.sm

, che comunque è di fatto li definita ed è quella, cioè quella che l’opposizione non si aspettava, mentre dall’altro tutti gli altri dentro ad una cornice piuttosto generica.

Mi chiedo a questo punto, se non convenisse alle forze d’opposizione rimanere a quel tavolo di confronto sulla Legge Elettorale, svolgendo fino in fondo il lavoro che la politica è chiamata a svolgere, quello di trovare cioè una sintesi che mettesse al sicuro le regole della legge che rappresenta il quadro in cui loro stesse devono muoversi nella rappresentanza dei cittadini elettori…ma sicuramente se lo sarà già anche chiesto qualche forza politica di minoranza, che visto i risultati impietosi del referendum, oggi non pare particolarmente e, comprensibilmente, animata da particolari moti trionfalistici.

Grazie