Eccellenze e Colleghi Consiglieri,

ho ascoltato con attenzione il riferimento del Segretario di Stato e dei colleghi che mi hanno preceduto, credo che questa Istanza d’Arengo abbia posto all’attenzione dell’Aula più di un aspetto che meriterebbe ciascuno riflessioni più approfondite.

 

C’è, ad esempio, tutta una parte che andrebbe affrontata sia a livello politico sia a livello sociale, ed è quella relativa alla scelta da parte di una coppia di volere un figlio: perché oggi ci sono persone che scelgono di non avere figli, quelle che scelgono di averne e quelle che si trovano a dover rinunciare (soprattutto donne costrette a rinunciare alla maternità) perché soggette a condizionamenti culturali ed economici che a volte rendono impossibile esercitare questa scelta. E poi ci sono persone, come nei casi oggetto di questo dibattito, che pur nella consapevolezza della responsabilità che comporta tale decisione, non possono o non riescono ad avere figli, per disfunzioni di varia natura.

 

E’ una tematica molto vasta quella della procreazione e particolarmente complessa sotto il profilo etico, perché mette l’uno di fronte all’altro i vari approcci e punti di vista (il pensiero laico e cattolico) e le diverse sensibilità.

 

Siamo chiamati dunque ad esprimerci rispetto al desiderio di quelle persone soggette a problematiche di infertilità, di avere uno, o più, figli mediante le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), con le quali si intende una serie di metodiche piuttosto semplici utilizzate da molti anni e altre più recenti e più complesse.

 

Sappiamo benissimo quanto e come il tema della riproduzione artificiale sia molto spesso oggetto di discussione tra posizioni tradizionalmente e ideologicamente contrapposte e distanti: giusto per rendere l’idea dei confini entro i quali si confrontano le varie posizioni, si va da chi pensa, riprendendo anche un passaggio dell’Esortazione Apostolica, che la sterilità sia la “dura prova” a cui Dio mette di fronte una persona, ma che può essere occasione per rendere altri servizi importanti alla croce del Signore, fonte di fecondità spirituale, a chi sostiene che i percorsi senz’altro ardui della procreazione assistita siano quelli la dura prova a cui si sottopone la persona, la donna o la coppia con problematiche di sterilità…percorsi che prevedono oltre alle PMA pratiche quali la maternità surrogata, che suscita perplessità anche nel mondo cosiddetto laico.

 

Questo non per voler rendere banale un Tema che invece è molto serio e profondo, ma per rendersi conto del quadro culturale entro il quale occorre muoversi con rispetto, un quadro che, peraltro, è molto più vasto perché comprende tanti altri argomenti di carattere etico, alcuni dei quali saranno affrontati anche in questa Sessione Consigliare. E allora dobbiamo pensare a quanto sia importante il ruolo della politica rispetto ai bisogni, per trovare certamente dei punti di incontro ma soprattutto per dare quelle risposte concrete e necessarie.

 

Tornando all’Istanza, le tecniche di PMA consentono a tante persone alle quali, rispetto alla possibilità di avere figli la vita ha riservato degli ostacoli o impedimenti oggettivi, di vivere probabilmente la più grande gioia della loro vita.

 

Tuttavia, l’istanza evidenzia gli aspetti prettamente di natura amministrativa, di sostegno economico e di supporto medico e psicologico per chi fa richiesta di avvalersi delle PMA. In sostanza avanza un paio di richieste piuttosto precise, alle quali, io credo, il nostro Istituto per la Sicurezza Sociale, debba offrire le migliori risposte possibili, tenendo conto non solo delle differenti sensibilità che ho citato poc’anzi, ma anche della sostenibilità delle risposte per quanto concerne le tempistiche, la qualità ed i costi.

 

Penso che tutti noi, infatti, compreso gli Istanti, possiamo ragionevolmente concordare sul fatto che le migliori risposte possibili, comunque non potranno essere quelle che con ogni probabilità l’ISS riusciva a dare e sostenere negli anni passati. C’è da supporre, infatti, che la progressiva riduzione nel tempo dei rimborsi per le prestazioni di questo tipo di pratiche in Strutture esterne (perché da noi non esistono), nonché la riduzione del numero delle prestazioni stesse autorizzate, siano state dovute a ricognizioni di spesa che l’ISS avrà certamente condotto.

 

Il potenziamento dei Servizi di supporto psicologico alle persone, donne soprattutto, che ricorrono alle tecniche di fecondazione assistita e inseminazione artificiale, sottolineato nell’intervento del Segretario di Stato alla Sanità è già una risposta importante, perché spesso sono proprio gli stati di stress o di frustrazione che danno luogo all’insorgere di taluni ostacoli. Poi, chiaramente, i casi sono piuttosto differenziati e anche dal punto di vista diagnostico, ciascuno ha bisogno di un suo pertinente percorso clinico e terapeutico.

 

Credo che l’ISS, dato anche il prossimo insediamento della nuova Dirigenza, farebbe bene ad avviare uno studio per conoscere i dati in base ai quali sapere oltre ai costi, quante persone a San Marino, ad esempio, annualmente fanno richiesta di avvalersi di questo genere di servizi e pratiche mediche, raccogliere le informazioni oltre che anagrafiche, quelle relative alle diverse problematiche o disturbi per i quali è incorsa una situazione di sterilità. Insomma un registro di pazienti in tale ambito, che non solo permetterebbe di avere un quadro per una valutazione complessiva, in base alla quale poter revisionare eventualmente anche l’iter vigente che sta adottando l’ISS in questo momento, ma potrebbe essere anche utile per valutare l’opportunità o meno, di avere noi a San Marino un Centro di Livello per la procreazione medicalmente assistita, che offra prestazioni d’eccellenza che a pazienti che vivono in Repubblica, a persone provenienti da oltre confine. Un Centro specialistico con gli idonei requisiti strutturali e organizzativi, con le tecnologie più avanzate e con Professionisti altamente competenti penso che possa costituire una grande opportunità anche in termini di introiti economici per il nostro Paese. Si parla spesso di idee per lo Sviluppo e per la ripresa della nostra economia, questa al pari di altre, secondo me, potrebbe essere un’ipotesi di assoluto interesse.

A San Marino però, sviluppo ed etica pare siano per la politica da sempre due elementi quasi inconciliabili, quando invece dovremmo trovare punti di equilibrio e renderci capaci di prendere decisioni a beneficio della comunità nella quale viviamo. Non dovremmo aver paura di ricercare dei compromessi coniugando valori, rispetto e responsabilità, invece spesso finiamo per confinarci nella dimensione della testimonianza, alta, nobile ma di scarsa influenza sui bisogni concreti della collettività.

Noi qui dovremmo conquistare politicamente o giuridicamente gli obiettivi ponendo chiaramente le condizioni, poi è altrettanto ovvio che tutto il resto, in questi specifici campi, va vissuto lasciando le persone libere di scegliere le forme e i modi.

Questa è la Libertà di coscienza.

In conclusione Eccellenze e colleghi consiglieri, condivido il riferimento del Segretario di Stato che a nome del Governo invita a non accogliere l’Istanza, impegnandosi a garantire il miglior sostegno possibile a chi ha bisogno e fa richiesta di tali tecniche, compatibilmente con quegli aspetti di sostenibilità che citavo in premessa.

Grazie