Ringrazio il Segretario zafferani che ha presentato una relazione molto ben approfondita.

Non ho competenze tecniche in merito e mi esprimerò nel modo più semplice possibile.

Io abito a Ca’ Rigo. Castello di Borgo. Non riesco mai a completare una telefonata al cellulare e parlo di telefonate brevi, non di esercitazioni di oratoria…A volte devo chiamare ¾ volte per trasmettere una semplice comunicazione.

Quanto incide questa situazione sulla mia bolletta telefonica? Se al posto di una telefonata sono costretta a farne 3… quanto mi costa in più rispetto a un utente che invece gode di una copertura di rete efficace?

A volte mi capita di accorgermi che il mio cellulare si riscalda molto, quasi scotta e accostarlo all’orecchio non sembra per niente salutare…

Mi chiedo quanto il fatto di non avere un segnale buono sia pericoloso per la salute delle persone, e in modo particolare dei bambini che oggi purtroppo sempre più frequentemente utilizzano i cellulari?

Mi chiedo anche quanto può essere appetibile per un investitore esterno un Paese in cui la rete per la telefonia mobile si trova ancora in condizioni “primordiali” ?

La questione della possibilità di telefonare con il cellulare in modo agevole e in sicurezza non è una questione che riguarda solo alcuni, ma riguarda tutti, proprio tutti.

Sappiamo ormai da numerose ricerche scientifiche che il pericolo per l’ esposizione ai campi elettromagnetici è più alto quando il segnale è scarso e la fonte più pericolosa in questo caso non sono le antenne, ma il telefonino, perché se il segnale è scarso è proprio il cellulare che teniamo in mano che deve forzatamente sparare il suo segnale alla massima potenza, noi ce lo teniamo così attaccato alla testa e ci friggiamo il cervello!

Se la copertura del segnale è buona, la nostra salute ci guadagna, se al contrario è scarsa il cellulare è la fonte di emissioni più vicina a noi, quindi più pericolosa.

Cosa possiamo e dobbiamo fare per migliorare le cose?

Prima di tutto dobbiamo migliorare il segnale della telefonia mobile su tutto il territorio.

Per farlo abbiamo una prima strada obbligata che è quella dell’implementazione della copertura attraverso l’installazione di antenne ad un’ altezza compatibile con l’ orografia del nostro territorio, che non si trova in val Padana, ma attorno al Monte Titano.

La copertura con le antenne sui tralicci lascia comunque delle zone oscure, dovute proprio ai rilievi naturali e ai volumi delle grandi costruzioni. Queste zone oscure, dove l’irradiazione delle antenne non arriva, possono essere illuminate da micro celle, con potenze più basse.

Alcuni ipotizzano che tutta la copertura del territorio potrebbe essere realizzata con le micro celle, ma anche le micro celle sono antenne, seppur di potenza inferiore, e costano molto. Ma a differenza delle antenne, per coprire il territorio ce ne vorrebbero tantissime, migliaia, che andrebbero ad amplificare per le persone l’esposizione ai campi elettromagnetici  e per lo Stato anche la spesa!

La soluzione migliore, ci hanno insegnato, è sempre quella che sta nel mezzo, quindi un sistema integrato che utilizzi nel macro le antenne su pali di altezza adeguata alla loro funzionalità e nel dettaglio le micro celle.

Il progetto Polab, commissionato dal precedente governo, aveva l’obiettivo di individuare le soluzioni migliori per avere in tempi brevi una copertura buona del segnale, minimizzando il più possibile l’impatto elettromagnetico. La prima parte del progetto risponde a questi requisiti e per cogliere in tempi brevi il risultato va sicuramente messo in pratica (primo lotto di 8 siti). La seconda e la terza parte forse vanno troppo oltre, potrebbero essere eccessive per un territorio piccolo come il nostro,  e non è detto che sia necessario realizzarle completamente, ma si potranno integrare con tecnologie meno invasive dal punto di vista ambientale, come appunto le micro celle.

Sinistra Socialista Democratica insiste però su due punti fondamentali che riguardano la telefonia mobile:

  1. è assolutamente necessario garantire prioritariamente la salute delle persone
  2. è fondamentale che non si presenti più una situazione di monopolio nella gestione della telefonia mobile, come ancora oggi stiamo vivendo.

È una questione di giustizia, di democrazia e anche economica per lo Stato. Non c’è concorrenza con il monopolio, non c’è la spinta al miglioramento dell’offerta sia in termini tecnologici che economici verso gli utenti, non c’è convenienza per lo Stato.

Le tasse di concessione attualmente non portano granchè , mentre ci sono piccoli Paesi come il nostro che vivono con i proventi delle tasse di concessione delle radiofrequenze.

Pur avendo un bacino di utenza limitato, San Marino si deve aprire a nuovi gestori che vadano ad integrare e migliorare l’offerta interna.

A nome di Sinistra Socialista Democratica sottolineo che:

  • lo Stato deve essere proprietario e fornitore, tramite AASS, delle infrastrutture e solo su queste potrà essere possibile installare tecnologie specifiche dei gestori, dopo aver pagato la concessione e l’affitto dei siti radiobase;
  • gli operatori devono stabilizzarsi con una azienda di diritto sammarinese e il centro di smistamento deve essere a San Marino. Questa è la garanzia che la sovranità della Repubblica potrà manifestarsi sul mondo delle TLC, cosa che oggi non succede, e che è elemento sostanziale della nostra impostazione.

Il tema della telefonia mobile si intreccia molto con un altro importantissimo aspetto, quello della rete dati , che comprende la telefonia fissa, l’accesso a internet, le trasmissioni in digitale e tanto altro…

Anche in questo campo è necessario e urgente un salto tecnologico, quello della fibra ottica, infrastruttura all’avanguardia di base, necessaria anche per la telefonia mobile.

Grazie Eccellenza.

 

Marina Lazzarini

Consigliere SSD